Uscito in sordina sugli store digitali delle console di nuova generazione, Submerged sembrava uno di quei titoli destinati a cadere nell’oblio, incapace di suscitare l’interesse del pubblico e della critica e punito da Metacritic con un sonoro 46. Ma il titolo di Uppercut Games sarà davvero così dimenticabile?

Successivo a EPOCH e SnowJinks, titoli di piccola portata distribuiti dal team su dispositivi iOS e Android, l’indie game fonda le sue basi su Unreal Engine 4, dimostrando, fin dai primi attimi di gioco, la precisa volontà di ammaliare lo spettatore con i propri virtuosismi grafici.

Il gioco si apre senza alcun preambolo o narrazione, mostrandoci una giovane ragazza, Miku, al timone di una vecchia barca da pesca a motore, e il giovane fratello, Taku, gravemente ferito e malato. I due approdano in un rifugio di fortuna, dove la giovane adagia il compagno e da cui finalmente comincia la nostra avventura. L’obiettivo è proprio quello di trovare, di giorno in giorno, medicine, viveri ed altri oggetti di prima necessità per il fratellino malato, navigando per le acque torbide di una città quasi sommersa, probabilmente una grande metropoli abbandonata al proprio destino. Andando avanti con la storia sarà proprio Miku a narrarci la vicenda della terribile disgrazia che ha colpito quel luogo attraverso i sogni ricorrenti fatti ogni notte e le rappresentazioni paleolitiche che potremo collezionare in una sorta di diario di bordo. All’interno di esso troveremo anche uno spazio riservato alla raccolta di notizie sulle creature che popolano la zona e sui resti di civiltà che permangono nell’area. A scandire il tempo della nostra missione di salvataggio non saranno, però, solo i sogni di Miku, bensì una misteriosa maledizione che colpisce ogni abitante, animale o umano, del luogo, mutandone l’aspetto e invitandoci a non attardarci troppo nel nostro viaggio.

GamesPrincess_Submerged

Nella sua ricerca, la protagonista potrà esplorare diversi palazzi ed edifici abbandonati, arrampicandosi su di essi e scovando all’interno casse di emergenza precipitate da un’aereo. Nonostante l’esplorazione e l’individuazione di tali oggetti sia diversificata e leggermente varia, il gameplay si risolve fondamentalmente in queste azioni principali, perennemente ripetute e reiterate, non richiedendo nemmeno un minimo di azione o di particolare inventiva. Questa mancanza di spunti originali e di percorsi alternativi rende Submerged un “platform mancato“, lasciando al giocatore l’amaro in bocca e la voglia, irrealizzabile, di voler “fare di più”.

A giustificare il gameplay piuttosto ripetitivo è l’esigua durata di gioco, non più di un paio d’ore, caratterizzata dal solito mood esecutivo e da una mappa logicamente piuttosto ristretta. Interessante può essere, invece, l’organizzazione dei collezionabili, distinguibili in pezzi meccanici per aumentare il turbo della barca e pagine di diario che integrano la storia dei sogni di Miku. Entrambe le tipologie, tuttavia, risultano essere anche queste piuttosto scarse, adatte sì ad un gioco di una manciata di ore ma certo non soddisfacenti per i collezionisti più accaniti.

Ma Submerged non ha solo lati negativi, perchè se da un lato la scarsa possibilità di inventiva e la sottile esperienza temporale lo rendano un titolo medio, non si può di certo ignorare l’aspetto grafico che fin da subito colpisce l’occhio del giocatore. Nonostante i modelli poligonali dei protagonisti e la caratterizzazione dell’ambiente circostante risultino piuttosto elementari, l’utilizzo della luce sull’acqua, l’effetto naturale delle onde del mare e i magnifici tramonti ed albe a cui potrete assistere vi renderanno decisamente soddisfatti, lasciandovi anche un minuto buono ad osservarli o a scattarne un’istantanea. Nota dolente a tal riguardo è, però, il frequente calo di frame rate che può creare noiosi disturbi ed effetti così gradevoli.

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A contornare il magnifico paesaggio in maniera eccellente e perfettamente accurata è la colonna sonora, composta principalmente di brani al pianoforte, che vi accompagnerà durante tutto il corso dell’avventura. Ogni brano, ogni effetto sonoro sembra ricreato a puntino per rappresentare egregiamente ogni momento, lasciandovi un senso di inquietudine ma al tempo stesso calma esistenziale che renderà il vostro viaggio decisamente più piacevole.

Ed è proprio questo il connubio perfetto che caratterizza Submerged, un gioco che si trova letteralmente nella “via di mezzo”, ad un passo dall’essere un titolo degno da ricordare (certo con notevoli miglioramenti di resa e di programmazione) ma al tempo stesso vicino alla mediocrità. Submerged è così, è il tipico alunno intelligente, bravo ed intuitivo che non si impegna mai abbastanza. Ma se inquadriamo il progetto in un ambito ben più grande possiamo renderci conto che questo indie game dai toni malinconici può essere il giusto inizio per un team che probabilmente ha ancora tanto da offrire. Un vero e proprio “assaggio” di ciò che possiamo aspettarci in futuro.

E voi? Avete giocato a questo titolo? Ritenete che Submerged possa essere un giusto punto di inizio o una strada senza uscita?

Submerged è disponibile dal 4 agosto per PlayStation 4 e Xbox One.

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