Se parliamo di avventure grafiche il primo pensiero va inevitabilmente alle splendide storie targate LucasArts, che sono riuscite a conquistare milioni di utenti, ponendo standard qualitativi difficili da eguagliare.

Ecco perché quando nel 2012 Tim Schafer – l’uomo che ha collaborato alla realizzazione di Grim Fandango – e il suo team di sviluppo Double Fine annunciarono l’arrivo su Kicstarter di una nuova avventura grafica intitolata Broken Age, l’accoglienza fu più che calorosa. Del resto non poteva essere altrimenti, visto che, nel presentare il nuovo titolo, Tim Schafer pronunciò le tre parole magiche ritorno al passato“. Tre parole che gli fecero racimolare su Kickstarter più di 3 milioni di dollari in pochissimo tempo.

I giocatori appassionati avrebbero, quindi, finalmente avuto tra le mani, un gioco realizzato da uno sviluppatore esperto del genere, dall’ambientazione meravigliosa, con elementi che ricordavano le meccaniche del passato e il tutto unito da un corposo budget. Insomma questa volta niente sarebbe potuto andare storto.

Ma in questa speranzosa equazione manca proprio un elemento fondamentale che viene troppo spesso sottovalutato: l’incognita Kickstarter. Quando viene presentato un nuovo progetto sai di cosa tratterà, sai più o meno il periodo di uscita, ma non conosci il fattore più importante, il come verrà realizzato. Ed ecco arrivare le prime brutte notizie. Il titolo a causa di una pessima gestione del budget sarebbe uscito in due parti, portando ovviamente un malcontento generale.

Nonostante però tutti gli ostacoli incontrati sembra proprio che Tim sia riuscito a creare un titolo all’altezza delle aspettative. Il perché ve lo spiego qui di seguito tramite le nostre ormai collaudate 5 parole.

Vite Parallele

In protagonisti di Broken Age sono Shay e Vella, due ragazzi dalle vite completamente differenti che apparentemente sembrano non incontrarsi mai.

Shay vive all’interno di un’astronave spaziale con la sola compagnia di un robot iperprotettivo. Le giornate passano in una monotonia estenuante, circondato da giocattoli in un ambiente non più adatto alla sua età. Scatta, quindi, in Shay il desiderio di vedere di più, anche perché capisce ben presto di aver sempre vissuto all’intero di una bolla.GamesPrincess_brokenage_recensionePoi c’è Vella la quale, nonostante la sua giovane età, ha tra le mani il destino di tutta la sua famiglia poiché, per mantenere la pace nel villaggio, è stata scelta per essere data in pasto ad un mostro di nome Mog Chotra. Una situazione totalmente surreale, perché il sacrificio viene visto come un grande onore, un giorno di festa e gli unici a riflettere sull’assurdità della situazione sono Vella stessa e il nonno.

Naturalmente Vella e Shay saranno soggetti al nostro controllo, grazie alla possibilità di passare da un personaggio ad un altro in qualsiasi momento.

Dipinto

A livello artistico Broken Age, sembra essere un dipinto bidimensionale. Le sue colorazioni e quei disegni meravigliosi rendono l’esperienza di gioco ancora più intensa.

Quando però prenderete in mano il gioco, quello che balzerà subito agli occhi è la straordinaria unione dello sfondo con la perfetta caratterizzazione dei personaggi, creata non solo con l’aspetto estetico, ma anche con i divertenti e brillanti dialoghi perfettamente interpretati da attori del calibro di Jack Black e Elijah Wood.

Nulla, quindi, sembra essere fuori posto o eccessivamente sopra le righe, mostrando così la consapevolezza artistica di Tim Shafer.GamesPrincess_brokenage_recensione

Maturità

L’aspetto fiabesco di Broke Age non deve però trarre ingannare il giocatore. Le tematiche trattate non sono né banali né frivole. Alla base del gioco ci sono due storie che per quanto diverse sono legate da un punto comune (quello che poi da il via a tutta l’avventura): l’ardente desiderio e volontà di modificare la propria vita, di prendere da solo le scelte e opporsi a quelle fatte da altri.

Il gioco ha la straordinaria capacità di rappresentare il passaggio dall’infanzia all’età adulta. Tutto si evolve in modo graduale e le scelte diverranno più complesse e importanti.GamesPrincess_brokenage_recensione

Punta e…

Broken Age è attualmente presente tra i titoli gratuiti per tutti gli abbonati al Playstation Plus. Per me è stata un’ottima occasione per poter giocare ad avventura grafica di vecchio stampo in una veste del tutta nuova: non con il consueto mouse, ma con un pad in mano.

Preoccupati perché pensate di non ritrovare lo stesso feeling? Niente paura. Sorprendentemente giocare ad una avventura grafica sfruttando un controller, risulta essere del tutto naturale sin dall’inizio.

Insomma, niente comandi legnosi e frustranti ma un’esperienza che rimane sempre piacevole e fluida e che sicuramente non vi farà rimpiangere l’amato mouse.

Unità

GamesPrincess_brokenage_recensione

Rigiocare Broken Age su console mi ha permesso di rafforzare una delle mie convinzioni, quella per cui il gioco non doveva essere diviso in due parti.

Non perché io voglia unirmi al malcontento generale o lamentarmi per la lunga attesa, ma perché è evidente che il gioco sia strutturato come un’unica grande esperienza. Broken Age ha nelle prime fasi di gioco un serrato ritmo narrativo che penalizza però tutta la questione riguardante i tanto amati enigmi, che risultano essere  semplici e passano inevitabilmente in secondo piano; la questione si ribalta completamente nella seconda parte dove gli enigmi diventano predominanti e quindi si noterà un brusco rallentamento sul piano narrativo. Il risultato è un gioco squilibrato, dove il divario tra i due differenti capitoli risulta ancora più marcato e disturbante proprio per via della scelta di Schafer di scorporarli.

Non preoccupatevi però, perché questo non si traduce in un gioco privo di appeal. Al contrario, se vissuta tutta d’un fiato, l’avventura di Broken Age è un must per tutti gli appassionati del genere, un gioco che, nonostante qualche palese difetto, riuscirà a conquistarvi.

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