In una società tecnologicamente avanzata come la nostra ma ancora molto controversa dal punto di vista culturale e sociale, il tema dei videogiochi è un argomento sempre attivo, che dà adito a riflessioni e ragionamenti inerenti al beneficio possibile, o impossibile, di tale media.

Questa volta ci troviamo a Milano, dove l’AESVI (Associazione Editori di Software Videoludico Italiana), rappresentata da Thalita Malagò, e gli psicologici Matteo Lancini, docente presso l’Università degli Studi Bicocca di Milano, Stefano Paolillo, psicologo dell’audiovisivo, e Giuseppe Riva, psicologo e docente di Psicologia della comunicazione presso l’Università Cattolica di Milano, si sono riuniti per parlare di videogiochi e del loro rapporto con la società.

La mattinata è cominciata con l’analisi del mercato dei videogiochi che, con il suo valore di 893,3 milioni di Euro, mette in luce le sue più grandi potenzialità: ben 29,3 milioni sono le persone che videogiocano in Italia, equamente suddivise (51% e 49%) tra maschi e femmine. Variegata anche la fascia di età, con un dato su tutti che evidenzia una crescita in termini assoluti dei videogiocatori. Interessanti sono anche i numeri riguardanti la famiglia, con quasi la metà dei genitori disposti a condividere un gioco con i propri figli e convinti che il videogame possa trasformarsi in un ottimo strumento per trascorrere il tempo in famiglia. Addirittura ben il 60% del campione sostiene che i videogiochi siano un ottimo strumento per sviluppare competenze.

GamesPrincess_Opl_Piscologia_VideogiochiImportante ed illuminante è anche l’opinione degli psicologici che paragonano il videogioco ad un bisturi, strumento prezioso e salvavita che può trasformarsi in arma nociva se non utilizzato con coscienza. Il gioco, nella sua più pura delle interpretazioni, è difatti presente nella fase di crescita di ogni singola persona, in età infantile tramite mattoncini o bambole, e più avanti con l’uso ponderato dei videogiochi, che, con lo stesso effetto più approfondito e personale, calano il videogiocatore nei panni del protagonista attivo.

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GamesPrincess_Opl_Piscologia_VideogiochiUno strumento, quindi, dalle ampie potenzialità che va ottimizzato ma mai abusato. Evidenziati anche gli enormi effetti positivi dei videogiochi, come lo sviluppo di acume strategico, il problem solving e la creatività. Tutto questo, secondo gli psicologi, è molto positivo ed attiva una parte di cervello che farà in qualche modo tesoro dell’esperienza acquisita.

Un media, dunque, che non va assolutamente sottovaluto, che può offrire ampi sbocchi lavorativi e che, al tempo stesso, colpisce il cuore dei suoi clienti con la più lampante delle sue caratteristiche: la semplicità.

E voi, cosa ne pensate? Qual è oggi il ruolo dei videogiochi nella società?

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