È questione di culo, anche nei videogiochi. Oppure no?

Ebbene sì, Anita Sarkeesian colpisce ancora, tornando online con la seconda serie di Tropes vs Women in Video games, video dedicati agli stereotipi femminili nei videogiochi. Questa volta non si parla più di damigelle in pericolo bensì di sederi ondeggianti.

La Sarkeesian ha preso in analisi ben 37 titoli che vanno dal datato Tomb Raider del 1996 fino al più recente Batman: Arkham Knight. In sostanza in questo video caricato sul canale YouTube di Feminist frequency, viene spiegato in modo dettagliato come gli sviluppatori trattino senza equità il lato B di personaggi femminili e maschili.

Nei titoli che hanno per protagonisti personaggi femminili, spesso, viene enfatizzato in modo sgradevole il sedere delle povere malcapitate; sederi che ancora più spesso sono avvolti da abbigliamento fin troppo aderente e che non lascia nulla alla fantasia. Nei personaggi maschili questo invece non accade quasi mai. Secondo la Sarkeesian i sederi maschili vengono coperti con ingegnosi stratagemmi come per esempio le rotazioni della camera, abbigliamento largo o addirittura costumi dotati di mantello.

Come al solito la cara Anita ha ragione in parte e, con i suoi ragionamenti, si spinge sempre oltre, quell’oltre che tendenzialmente fa infuriare i giocatori.

GamesPrincess_Batman_ArkhamKnight_Catwoman

Prendiamo per esempio Batman: Arkham Knight. Nel video viene mostrato come il personaggio di Cat Woman sia fortemente sessualizzato; situazione completamente contraria con il Cavaliere Oscuro in quanto il suo personaggio indossa un mantello che gli copre le muscolose terga.

La cosa che sembra però sfuggire alla buona Anita è che Batman – sin dal suo esordio fumettistico nel numero 27 di Detective Comics del 1939 – indossa un mantello. Rocksteady Studios non è quindi colpevole di aver introdotto l’ingegnoso escamotage del mantello-copri-sedere. Non starei nemmeno a spendere parole per il personaggio di Cat Woman che, dagli anni 40 ad oggi, viene presentato come un personaggio sexy e provocante.
Insomma, viene semplicemente riprodotto quello che le menti degli originari autori avevano “partorito” decine di anni or sono.

Posso dare però ragione alla Sarkeesian, quando afferma che spesso, inquadrature dei sederi di alcuni personaggi femminili, si spingano un po’ troppo oltre il limite. Dall’altro lato però, pensandoci bene credo che anche questo faccia parte del (video)gioco.

Credo fermamente che, anche questa volta, Anita Sarkeesian abbia cercato di manipolare il discorso portando come esempio solo titoli che avvalorano maggiormente la sua tesi che, seppur corretta, risulta essere un po’ faziosa ed estremista. Dove sono tutti gli esempi di videogiochi in cui c’è pochissima sessualizzazione dei personaggi femminili? Prendiamo un The Last of Us: in questo caso gli sviluppatori hanno enfatizzato in maniera esponenziale la drammaticità della narrazione, senza lasciare spazio a nessun riferimento sessuale.

GamesPrincess_RiseOfTheTombRaider

Che dire invece del recente Rise of The Tomb Raider? Perché citare solo i primi episodi della saga? Tutti – anche i sassi probabilmente – sanno che il reboot di Tomb Raider è stato fatto per rendere Lara una ragazza normale scrollandole di dosso quell’atteggiamento da bomba sexy che tanto andava di moda negli anni ’90. Anche di questo, Anita non fa menzione.

A dirla tutta però, anche a me ha dato un po’ fastidio il sederone di Bayonetta spiattellato in faccia durante i concitati combattimenti. Dopo qualche istante però me ne ero già dimenticata perché io, ero lì per battere il boss di fine livello.

E voi, cosa ne pensate di questo ultimo video della serie Tropes vs Women in Video Games? Date ragione a Anita Sarkeesian oppure ritenete che le sue posizioni siano sempre un po’ troppo forti?

2 COMMENTI

  1. Sono un 3D artist e personalmente do alle dichiarazioni di questa “opinion leader” il giusto peso: cioè zero. Non mi interessa sentire parlare di culi una persona che non sa nemmeno come è fatto un corpo; ascolto e imparo dai colleghi più bravi, non da youtuber acchiappaclick.
    Tanto di quello che vediamo in videogiochi e cartoni animato è stilizzato, e stilizzare è quasi sempre un processo che enfatizza le differenze e le deviazioni dalla norma. Quelle sessuali sono ovviamente tra le differenze più importanti rispetto ad un astratto “umano standard”. Quando si deve fare un’analisi forense sui resti di una persona di cui ci arriva uno scheletro frammentario sapete qual è l’osso che porta con sé l’informazione più certa sul sesso del deceduto? Il bacino. A seguire le ossa del cranio.
    La nuova Lara Croft è bellissima (un modello di una armonia e eleganza rare) ed è molto più attraente di quella di prima. Non si va con la misura delle coppe, come in genere pensa questa tizia delle cui opinioni faremmo volentieri a meno. Tra l’altro è offensiva sia la superficialità sia il giudizio morale da censore da due soldi che viene indirizzato a professionisti capaci.

  2. Come ragazza e come actual gamer fin da piccola,questa Anita mi ha sempre fatto schifo.
    Non solo e una persona con nessun interesse nel mondo dei videogiochi di cui tanto parla,ma e anche una persona che non ha mai e dico mai,sentito o avuto ragionamenti alcuni su quello che predicava.
    Non solo i suoi argomenti assumono che gli uomini non possono avere una sessualità senza esagierarne e diventare stupratori o quantaltro, ma ha anche la audacia di dire alle donne cosa devono pensare e cosa no.
    Assolumente pessima persona.
    E triste che noi donne abbiamo sempre persone del genere a ”rappresentarci” mentre gli uomini sembrano avere persone di tutti i possibili ponti di ideologia.

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