A tre anni di distanza dall’uscita di Fire Emblem Awakening, Intelligent System ha deciso di regalarci un nuovo capitolo di una delle serie RPG più celebri di sempre. Fire Emblem Fates, questo il nome del gioco, è indubbiamente un progetto molto ambizioso; il team infatti ha deciso di realizzare non una, non due, ma ben tre versioni dello stesso gioco. Avrete così la possibilità di scegliere tra Fire Emblem Retaggio, Fire Emblem Conquista o Fire Emblem Rivelazione.

Percorsi

La decisione della software house di produrre tre differenti giochi porta con sé un’inevitabile conclusione: la storia non è una sola.  A partire dal Sesto Capitolo il vostro protagonista potrà intraprendere tre differenti percorsi e questa scelta sarà fondamentale per lo svolgimento del seguito della trama.

All’inizio del gioco, identico per tutti e tre i Path, vestirete i panni di Corrin, cresciuto nella casa dei Nohr insieme al padre Re Garon e ai suoi quattro fratelli; tutto sembra procedere per il meglio fino a quando verrete assoldati per una missione sospetta, missione che porterà al vostro rapimento. A questo punto, caduto ormai nelle mani degli Hoshidesi, che vi metteranno di fronte ad una inaspettata verità, sarete chiamati a fare la vostra scelta scegliendo così una delle tre vie previste del gioco.

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Purtroppo però la caratterizzazione dei personaggi non risulta all’altezza della trama ideata dagli sviluppatori. Spesso infatti le diverse personalità sembrano cucite attorno ai tipici cliché nipponici, portando ad una serie di dialoghi banali. La decisione di Intelligent System, parzialmente giustificata dalla volontà di rafforzare i concetti di Bene e Male, appesantisce parzialmente il gioco, minando l’esperienza dei giocatori.

Ad Maiora

La scelta di introdurre tre differenti percorsi ha purtroppo reso la trama di Fire Emblem Fates un po’ più lacunosa del previsto. A bilanciare però le sorti del gioco ci pensa fortunatamente il gameplay, ulteriormente perfezionato rispetto alle già ottime meccaniche presenti in Fire Emblem Awakening.

La modalità di gioco sarà ampiamente introdotta nei primi 6 capitoli del gioco, che fungeranno da tutorial introduttivo. Sicuramente Retaggio rappresenta un grande vantaggio per chi si avvicina alla serie per la prima volta, essendo più facile e intuitivo rispetto a Conquista e Rivelazione. Il solito combattimento su griglia è stato reso più interattivo dall’aggiunta di obiettivi secondari nella mappa, rendendo il gioco più dinamico ed interessante. Oltretutto sono stati migliorati i duelli in coppia introducendo due possibilità differenti: il combattimento con sostegno, nel quale un compagno fungerà da sostegno e quindi difenderà il personaggio, oppure posizionando gli alleati in due caselle adiacenti, che quindi attaccheranno insieme. Questa opzione sarà utile al giocatore per scegliere meglio quale tattica adottare, a seconda se voglia puntare sulla difensiva o meno.

La gestione delle armi, abilità e classi è impeccabile: intuitiva, essenziale ma allo stesso tempo molto varia. In particolare ho trovato le classi molto più interessanti e caratteristiche rispetto al gioco precedente: tra tutte ho apprezzato l’introduzione delle classi del Maggiordomo e del Ninja (più che utili in alcuni punti della storia). Ancora presenti i sigilli supremi, che potenzieranno concretamente i personaggi, facendoli passare alla Classe Avanzata, la quale darò non pochi vantaggi ai membri del vostro gruppo. È stato fatto quindi un grande lavoro dal punto di vista puramente tecnico, ampliandone la già vasta scelta per quanto riguarda armi e abilità.

Altra novità presente nel gioco è l’introduzione di un vostro Castello, che fungerà da intermezzo fra una missione e l’altra, dove potrete costruire vari edifici, come l’Armeria, l’Arena, le Terme e così via. Una feature molto interessante, che rende la pausa tra una quest e l’altra molto più divertente, invogliando il giocatore ad esplorare il castello per dialogare con i vostri compagni. Inoltre grazie alla presenza del Castello, potrete interagire con i vostri compagni nella vostra stanza, per migliorare ulteriormente le relazioni, già potenziabili attraverso i dialoghi presenti anche in Awakening.

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Ciò che non è cambiato è invece il concetto di strategia che permea l’intera avventura. È infatti impossibile avvicinarsi ad un gioco come Fire Emblem Fates se non si vuole impiegare un po’ di tempo a decidere la tattica giusta da impiegare, quali truppe scegliere per una determinata missione o ancora con quali membri attaccare un certo tipo di nemico. Mentre in Conquista troverete più difficoltoso portare a termine con successo i livelli, in Retaggio la questione si faciliterà di molto, per svariate ragioni, in particolare per l’ingente presenza di missioni secondarie, utilissime per livellare il personaggio e migliorarne le abilità. Nonostante la loro grande utilità, si poteva fare uno sforzo maggiore per rendere le missioni secondarie più divertenti e dargli un minimo di senso; oltre alle Appendici (disponibili quando nascerà un figlio dalla coppia dei vostri personaggi) e alle Invasioni del Castello, avrete a disposizione solo delle Sfide, missioni fini a se stesse e senza alcuna sottotrama, il che renderà il tutto molto più monotono spingendo il giocatore a completare solo quelle che riterrà davvero indispensabili. Tutto sommato comunque è stato fatto un gran lavoro e l’introduzione di un ulteriore livello di difficoltà ha permesso di trovare un compromesso tra neofiti e non della serie, così da poter permettere al giocatore se scegliere di affrontare il gioco come puro svago, senza doversi necessariamente preoccupare di curare i personaggi per ogni singolo dettaglio, oppure affrontarlo come una vera e propria impresa titanica, nel quale suderete più di sette camicie!

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