L’E3 2016 si è concluso da poco, tra importanti novità, titoli interessanti e device dal futuro incognito. Anche quest’anno abbiamo avuto rivelazioni che ci hanno lasciato a bocca aperta e momenti di suspense che ci hanno tenuto col fiato sospeso. Le nostre liste dei desideri si sono allungate e, sommariamente, siamo rimasti molto soddisfatti dai titoli presentati alle varie conferenze.

Oggi abbiamo raccolto i 5 videogiochi che più ci hanno sorpreso durante questo Electronic Entertainment Expo, i titoli che o per novità, o per nuove aggiunte, ci hanno colpito di più.

1. God of War

Uno dei titoli protagonista di questo E3 2016 è stato anche il primo titolo a salire sul palco della conferenza Sony: God of War. Il titolo, annunciato e vociferato già da tempo, si è mostrato con un video gameplay, rivelando il ritorno di Kratos nella sua più totale fierezza.

Il guerriero degli Dei è ancora possente come una volta, ma è anche maturato, è padre e sente sulla coscienza una responsabilità maggiore. Il trailer di presentazione ce lo mostra come un genitore severo, ma protettivo, che insegna al proprio figlio i passi basilari della caccia e la regole ferree della natura incontaminata. Anche il resto del gameplay si modella in base alla nuova natura dell’eroe: è come se il ritmo fosse più lento, riflessivo, più intimo, metaforicamente paterno. La telecamera si avvicina al protagonista, lo scruta e lo accompagna ma allo stesso tempo ci propone un maggior controllo del protagonista e della sua rabbia. Kratos sarà, inoltre, coadiuvato dal figlio che dovrà dimostrare di essere il degno erede del padre. L’ambientazione di gioco abbandona le terre dell’Antica Grecia per dedicarsi a nuovi paesaggi norreni e ad una nuova mitologia.

Il nuovo titolo è previsto per il 2017 e sembra promettere un futuro interessante e brillante.

2. Death Stranding

Titolo che, a conti fatti, non può di certo mancare in questa carrellata è Death Stranding, annuncio neofito di questo E3 e una delle novità più discusse nelle ultime settimane. Per chi se lo fosse perso, il titolo è il nuovo figlio inedito della Kojima Productions e, al momento, presenta solamente un teaser trailer.

Nonostante le poche informazioni, Death Stranding ha lasciato il segno in molti spettatori e videogicoatori: il cortometraggio ci ha mostrato un’ambientazione surreale, ipnotica, tanto disturbante quanto onirica, dove l’unico punto di riferimento che abbiamo è il corpo inerme di un Norman Reedus esemplare. All’interno del video possiamo notare alcuni dettagli posizionati ad hoc, interpretabili in diversi modi, come delle manette, delle impronte, e perfino una cicatrice a forma di croce nel corpo del protagonista. Il teaser è silenzioso ed ermetico e non vuole, volutamente, svelarci nulla. Ma ci lascia un senso di inquietudine, di non risolto, un senso di smarrimento ed al contempo di curiosità che ci spinge a voler sapere di più.

Pur non sapendo quasi nulla della trama del nuovo titolo, abbiamo però notato una maggiore propensione, da parte del team di sviluppo, verso i temi della separazione, della vita e della morte, del tempo e dello spazio. Kojima ha, inoltre, aggiunto che Death Stranding si separerà leggermente dal semplice genere survival horror, per approdare anche nell’action. Il produttore ha anche aggiunto che chiavi fondamentali del gioco saranno due oggetti apparentemente semplici, il bastone e la corda, seguendo una novella di Kōbō Abe, il quale sostiene che il primo è stato creato dall’umanità “per tenere a distanza le cose cattive, quindi per proteggersi“, il secondo, invece, “per tenere vicine a sé le cose importanti“. Secondo Kojima, infatti, nella maggior parte dei giochi d’azione si userebbero proprio questi oggetti, o qualcosa di similare. Il titolo sembrerebbe mostrare anche richiami alla fisica quantistica ed anche qualche citazione dalla fantascienza.

Ogni conferma, purtroppo, sembrerebbe essere rilasciata con molta attenzione, quasi a non voler dare sazio ai fan che si stanno scervellando per trovare quante più interpretazioni possibili. Della data di rilascio, ovviamente, neanche a parlarne.

3. Resident Evil 7

Altro titolo che ha lasciato sorpresi gli spettatori di questo E3 è stato Resident Evil 7, settimo capitolo della saga secolare di Capcom.

La serie, durante gli anni, ha subito numerosi sconvolgimenti: colei che ha dato vita al genere “survival horror” si è ritrovata dall’essere il capitano di un genere vertiginosamente in ascesa ad una delle serie più bistrattate degli ultimi anni. Il titolo annunciato all’E3, dunque, ha colpito parecchio i videogiocatori di tutto il mondo, soprattutto per il fatto che a mostrarsi è stato un titolo decisamente diverso da quelli che siamo abituati a vedere. Il teaser che ci è stato presentato, infatti, è stato piuttosto fuorviante, tanto da non far capire subito ai suoi spettatori di che titolo si trattasse. Novità che ci viene introdotta è la visuale in prima persona, più immersiva e colma di suspense, e un ambientazione ed un mood decisamente diversi dai soliti Resident Evil, ma molto più simile ad un Outlast o ad un P.T. .

Capcom ha, inoltre, voluto rilasciare una teaser demo, “Beggining Hour” per mostrare le potenzialità del nuovo gioco. Stavolta ci si concentra molto di più sull’esplorazione e su situazioni molto più tendenti all’horror psicologico più che meramente incentrate sui zombie che tanto hanno caratterizzato la serie. Il problema? Il pubblico sembra spaccarsi a metà, chi apprezza questo cambiamento di rotta, chi invece lo vede come qualcosa di estremamente riciclato, copiato, già visto, nulla di effettivamente eclatante. Voi da che parte siete?

4. Detroit: Become Human

Titolo già annunciato ma che ha presentato numerose novità è stato, invece, Detroit: Become Human, gioiello di Quantic Dream (team di Beyond: Two Souls e Heavy Rain).

Dall’ambiente futuristico e ipertecnologico, Detroit: Become Human ci porta all’interno della città statunitense, ma in un’era decisamente diversa: la città è, infatti, prevalentemente popolata da androidi, unici personaggi che tra l’altro potremmo impersonare. La vita all’interno della società non è così semplice come si potrebbe immaginare: una misteriosa epidemia sta colpendo la maggior parte degli androidi che, uno ad un uno, si stanno rivoltando contro i propri padroni. Uno dei personaggi che conosceremo è Connor, il prototipo più avanzato mai costruito e ricercatore specializzato in reati commessi dagli androidi. E’ lui che verrà ingaggiato proprio per scoprire cosa sta accadendo e cosa spinge questi prototipi a ribellarsi.

Come nei più classici dei titoli Quantic Dream, anche in questo caso lo svolgimento della trama sarà interamente determinato dalle nostre scelte e potrà cambiare notevolmente in base alle azioni che decideremo di attuare. A differenza dei titoli precedenti – ma questa potrebbe essere solo un’intuizione affrettata – Detroit: Become Human sembrerebbe possedere una gamma di scelte onestamente molto grande e variabile, il che renderebbe l’esperienza di gioco ancora più avvincente ed interessante.

5. The Legend of Zelda: Breath of the Wild

Ultimo, ma decisamente non meno importante, è un titolo che si è dovuto fare carico di una grande responsabilità. Quando Nintendo è, infatti, salita sul palco dell’E3 2016 non aveva di certo molti assi nella manica: una Wii U in decadenza, un NX ancora molto lontana e pochi giochi all’orizzonte. Ma quell’annuncio del nuovo titolo di Zelda aveva già destato qualche sospetto e quest’anno si è rivelato decisivo. La casa della grande N ha voluto finalmente far scendere in campo il suo pezzo forte, risollevando un’atmosfera non di certo piacevole.

Ed ecco, quindi, che arriva The Legend of Zelda: Breath of the Wild, un titolo che si pone in antitesi con gli altri precedenti e sembra davvero poter colpire il cuore degli appassionati. Della trama non si sa ancora moltissimo, sappiamo che il nostro caro Link sembrerebbe essersi svegliato da un sonno centenario in una Hyrule decisamente cambiata e sotto le mani di Ganondorf. A stupire ulteriormente i giocatori è stato l’incredibile vastità del mondo circostante, tanto da essere definito inizialmente – ma poi smentito – open world. Anche il gameplay sembrerebbe essersi evoluto, con un’implementazione della capacità di arrampicarsi su diverse superfici e le diverse possibilità di utilizzo del proprio scudo.

Inutile dire che, anche per quanto riguarda il comparto artistico, Nintendo sappia il fatto suo: i colori, le ambientazioni e la palette utilizzati sembrano descrivere una favola più che un gioco vero e proprio.

Questi erano i 5 videogiochi che più ci hanno incuriosito e colpito. Chi per essere una novità assoluta chi, invece, per aver mostrato nuove meccaniche e nuove caratteristiche. Ognuno di loro ha interessato, appassionato ed emozionato giocatori diversi, di diverse fasce d’età e sesso, ma su una cosa tutti non possiamo che essere d’accordo: questo E3 2016 si è confermato una sicurezza, una fiera capace ancora di dare qualcosa al mondo videoludico, un appuntamento che anche gli spettatori d’oltreoceano non smettono di seguire (anche ad orari folli!), smentendo tutti quei dubbi sul calo d’interesse e dimostrando ancora tutto il suo valore.

Voi cosa ne pensate? Quali titoli vi hanno maggiormente colpito?

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