Vi è mai capitato di mettere le mani su un titolo della famosissima serie di AtlusShin Megami Tensei o ad uno dell’altrettanto famigerato Fire Emblem, prodotto da Intelligent Systems? Se la risposta alla domanda è sì, allora siamo sicure che Tokyo Mirage Sessions #FE, l’ultima fatica GDR in stile nipponico di Atlus pubblicata per Nintendo Wii U, catturà la vostra attenzione.

Prima di cominciare la nostra recensione, una premessa è doverosa: Tokyo Mirage Sessions #FE non è ciò che può sembrare ed è capace di offrire molto più divertimento di quello che vi potreste aspettare dopo i trailer mostrati nel corso dell’ultimo anno. Prima di cominciarlo e per gustarvelo al meglio, dunque, dovrete essere disposti a spogliarvi di tutte le vostre convinzioni e preconcetti.
Sarà riuscito dunque quest’ultimo titolo, negli scaffali italiani dal 24 giugno 2016, a stupirci e farci un po’ ricredere? Lo potrete scoprire proseguendo con la lettura della nostra recensione in 5 parole.

#Mirages

La nostra avventura comincia in un affollato anfiteatro, dove una tenera fanciulla dagli occhi a mandorla osserva estasiata sua sorella esibirsi in una prova di canto. D’un tratto però, le persone presenti allo spettacolo cominciano a scomparire nel nulla. Il misterioso evento non risparmia nemmeno la sorella della fanciulla.

Veniamo successivamente catapultati nella moderna Tokyo, 5 anni dopo gli eventi accaduti nel prologo, dove una giovane diciottenne di nome Tsubasa Oribe è decisamente intenzionata a seguire i passi di sua sorella e diventare una famosa Idol. La ragazza riesce ad ottenere un provino all’insaputa del suo amico d’infanzia Itsuki Aoi, ma caso vuole che i due giovani si incontrino poco prima che Tsubasa salga sul palco. Durante l’esibizione accade però un evento molto simile a quello che cinque anni prima causò la sparizione di decine di persone. Qui, per la prima volta, la protagonista riesce a vedere i Mirages, delle creature che si scopriranno essere la causa della “grande sparizione” e che rapiscono gli umani per impossessarsi del loro Performa, l’energia vitale che, fra le altre cose, è plagiata dalla propria creatività e talento.

Durante la sua esibizione, Tsubasa viene rapita da un Mirage e trascinata in una specie di portale, nel quale Itsuki si getta per salvare l’amica. Da qui si sviluppa la trama di Tokyo Mirage Sessions #FE, che, assieme all’universo che gli ruota attorno, è sicuramente uno dei punti di forza di questa produzione.
GamesPrincess_TokyoMirageSessions_Screen2

#ShowBusiness

Apriamo ora una piccola parentesi dedicata a chi, fra di voi, è poco pratico di cultura J-pop: con il termine Idol si è soliti identificare una particolare categoria di giovani adolescenti che spiccano fra gli altri e diventano famosi in campi come il canto, la recitazione o l’intrattenimento in generale, per brevissimi periodi di tempo.

I panni degli Idol sono proprio quelli che ci troveremo a rivestire giocando a Tokyo Mirage Session #FE: i nostri eroi, infatti, dopo aver varcato il portale ed essersi ritrovati all’interno dell’Idolasphere, grazie al potere latente del loro Performa riescono a liberarsi dei Mirages, che si riveleranno essere Chrom e Caeda, provenienti direttamente dall’universo di Fire Emblem. Da quel momento in poi ogni eroe che si unirà al nostro party sarà sempre accompagnato da un Mirage che gli donerà poteri straordinari ed una trasformazione parecchio kitsch.

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