Ubisoft non è nuova nel portarci piccole chicche videoludiche. Tra queste troviamo anche Grow Up, seguito dell’apprezzato Grow Home che ci aveva visti alle prese con B.U.D. (Botanical Utility Droid) e l’enorme Star Plant.

Questa volte le cose sono però un po’ differenti. Mentre siamo in volo con la nostra navicella entriamo infatti in collisione con degli asteroidi che distruggono la nostra navicella e ci catapultano su un pianeta sconosciuto; qui dovremo ricorrere alle nostre abilità da scalatore per recuperare ogni pezzo della nostra nave, ricostruirla e partire così alla volta della Luna per recuperare M.O.M, il nostro computer di bordo che durante la collisione è stato catapultato proprio sul satellite.

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A rendere le cose più interessanti è, anche questa volta, la scelta di realizzare un ambiente che non si estende unicamente su un piano orizzontale, ma che si basa soprattutto la verticalità. Una soluzione pensata proprio per sfruttare il sistema di movimento del protagonista, sistema che ci costringe a coordinare l’uso dei due tasti dorsali con risultati a volte un po’ frustranti. Muovere BUD infatti risulterà occasionalmente snervante, sensazione amplificata da qualche piccolo ritardo tra l’invio e la ricezione del comando e dalla telecamera che non ogni tanto si posiziona in autonomia rendendoci le manovre un po’ più complicate del previsto.

Niente paura però. La verticalità in Grow Up non è tutto. A differenza infatti del suo predecessore il nostro BUD è in grado di sfruttare al meglio l’ambiente, complici le nuove abilità di cui è dotato. Questo strano pianeta infatti è disseminato di strumenti che spetterà a noi trovare tra cui l’immancabile Jet-Pack o il nuovo deltaplano robotico. Il risultato è un sandbox che spinge il giocatore a trovare soluzioni creative per passare da un punto all’altro e a sfruttare l’ambiente, visto che il pianeta è popolato da funghi giganti che si comportano da grandi molle, da fiori che possono diventare comode catapulte oppure da piante che diventano grosse mongolfiere. A nostra disposizione anche un piccolo drone che ci mostrerà i punti di interesse presenti sulla mappa e i checkpoint, estremamente utili visto che morire cadendo durante la scalata non è un’opzione così remota.

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A deludere un po’ è invece il comparto tecnico, estremamente simile al precedente e vittima delle stesse problematiche tra cui la già citata telecamera, ma anche le occasionali compenetrazioni e le animazioni che avrebbero sicuramente bisogno di un bel restyling. A compensare tutto questo c’è però uno stile grafico unico e coloratissimo con panorami davvero incredibili e un comparto sonoro assolutamente di pregio.

In conclusione Grow Up è un titolo capace di trasmettere al giocatore una sensazione di altezza e vertigine difficilmente riscontrabile in altri titoli. Se avete sperimentato Grow Home non potete farvi sicuramente scappare questo sequel, disponibile su Xbox One, PlayStation 4 e PC al prezzo di 9,99 Euro.

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