I videogiochi come mezzo per attuare un cambiamento, per combattere delle orribili “abitudini” che affliggono gran parte delle nazioni. La corruzione è una di queste, una pratica che infesta il mondo civilizzato, ostacola e inceppa gli ingranaggi della nostra società.

Quale medicina utilizzare per poter combattere questo male? In Kosovo hanno pensato che i videogiochi possano rappresentare un’ottima cura.

UNDP Kosovo (United Nations Development Programme) e IPKO Foundation hanno deciso di unire le proprie forze per promuovere il gaming come motore sociale per combattere la corruzione attraverso l’evento “Game Over, Corruption“.

L’evento, tenutosi a Pristina il 23 dicembre 2016, ha chiamato a rapporto tutti gli sviluppatori del paese chiedendo loro di presentare un’idea per un videogioco mobile – facilmente realizzabile – in grado di lanciare un messaggio forte per combattere la corruzione.

Il palco del Teatro ODA di Pristina però si è rivelato anche un luogo di confronto in cui alcuni speaker hanno raccontato la propria storia del mondo del gaming e come esso possa costituire un forte mezzo per contrastare la corruzione.

Oltre a noi di Games Princess, si sono avvicendati sul palco Agnesa Belegu (giovanissima game designer laureata alla Florida Interactive Entertainment Academy di Orlando) e Agon Avdimetaj (cp-founder e CEO di Zombie Soup).

Persone toste quelle che vivono in Kosovo, di grande carattere, segnate da una guerra che non può essere cancellata così facilmente dalla memoria. La ricorda bene Agnesa – quella guerra – nel suo speech con il quale cerca di infondere coraggio nei suoi coetanei.
Sapete, il Kosovo è giovane, anzi giovanissimo: l’età media dei suoi abitanti è di circa 28 anni.

Dopo il “riscaldamento” è toccato ai 7 gruppi finalisti mostrare le proprie bozze di progetto “anti-corruzione”. Tra tutti i team, quelli che hanno colpito più noi della giuria (Agnesa Belegu, Vigan Hoxha e noi di Games Princess) sono stati i team Rouge Three e ZeroC che ci sono visti aggiudicare un premio da 4.000 euro ognuno, cifra molto importante visto che lo stipendio medio di un lavoratore è di circa 200 euro al mese.

Il team Rouge Three
Il team ZeroC

Il titolo del team Rougue Three si mostra come un videogioco dedicato ai più piccoli in cui bisogna fotografare il corrotto di turno oppure proteggere al meglio la barriera della dogana, molto vulnerabile. I protagonisti sono Bill (lo smascheratore) e Jill (il corruttore). Lo stile grafico scelto dai tre membri del team (Arlind Hajredinaj, Lisian Bajri e Drilon Rexhepi) ricorda molto quello di South Park: Scontri di-retti prodotto da Ubisoft.

ZeroC invece ha proposto un gioco totalmente diverso, più indirizzato a un pubblico adulto. Sfruttando una grafica semplice e d’impatto come la pixel art, i ragazzi del team (Rinor Maloku, Taulant Mehmeti, Talat Haxhimehmeti e Albiona Hoti) hanno preferito mostrare un titolo che rappresenta una via di mezzo tra uno sparatutto a scorrimento e un’avventura grafica.

I progetti dei due team vincitori dovranno essere portati a termine entro febbraio. Noi ovviamente vi terremo al corrente e vi mostreremo i prodotti finiti.

Un plauso va a UNDP Kosovo e  IPKO Fondation per la lungimiranza dimostrata attraverso l’ideazione di questo evento così importante ma soprattutto coraggioso.

Che dite, un evento simile, potrebbe essere attuato anche in Italia?

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