Il 31 agosto è uscito il primo episodio di Life is Strange: Before the Storm, sequel dell’apprezzata avventura grafica sviluppata da DONTNOD. Alla fine del precedente titolo avevamo abbandonato la nostra Max, adolescente appassionata di fotografia e protagonista principale, al termine di una serie di imprese ed intensi trascorsi. In Before the Storm – creato questa volta dalla software house Deck Nine Games –  ci ritroveremo in panni completamente diversi: il titolo è infatti un prequel, dove andremo ad interpretare la sua amica d’infanzia Chloe Price.

Ecco cinque parole per descrivere il primo episodio di questa nuova avventura.

Amicizia

La vita di Chloe non è facile. Dopo aver perso il padre in un incidente d’auto e il trasferimento della sua unica amica Max, sembra proprio che ad Arcadia Bay non ci sia più nulla per lei. Questa convinzione, aggiunta ai problemi economici della sua famiglia e alla presenza di un patrigno insopportabile, spinge presto la ragazza a nascondere il dolore dietro una maschera di sfacciataggine, ironia e anticonformismo, il tutto con droga e alcool come contorno.

A ridarle un po’ di speranza è Rachel Amber, una delle ragazze più belle e popolari della sua scuola che, buttata giù la maschera di studentessa modello, rivela un carattere ribelle e deciso proprio quanto quello di Chloe. Le due si incontrano ad un concerto in un capannone dismesso dove, collaborando, riescono ad evitare di essere picchiate da due personaggi sgradevoli e a passare una serata indimenticabile.

Da quella sera avrà inizio, nonostante l’incredulità di Chloe, un intenso rapporto di amicizia, che porterà le due ragazze a condividere momenti indimenticabili e a scoprire lati di loro stesse che non pensavano di possedere.

Immediato

Le meccaniche di Life is Strange: Before the Storm sono molto simili a quelle del precedente capitolo. Buona parte del gameplay è incentrato su movimenti all’interno dell’ambiente di gioco e sull’interazione con oggetti presenti in quest’ultimo. Lo stile semplice e lineare permette anche ai neofiti di abituarsi rapidamente, garantendo una rapida immersione all’interno della storia.

Uno dei dettagli più belli del gameplay riguarda i pensieri di Chloe. Ogni volta che noi la porteremo ad interagire con oggetti nell’ambiente infatti, lei ci renderà partecipi delle sue considerazioni e dei suoi ricordi, portandoci inevitabilmente a stabilire un legame intimo con questo personaggio, che appare così umano da far venire la pelle d’oca.

Il vero punto centrale del titolo sono però le scelte. Queste ultime andranno prese con molta cautela perché, oltre ad avere sempre delle conseguenze, saranno irreversibili: a differenza del precedente capitolo, infatti, non potremo contare sul potere di Max di riavvolgere il tempo. Una volta presa una strada sarà dunque impossibile tornare indietro!

Vintage

Graficamente parlando, le fattezze e le movenze dei personaggi riportano la mente ai giochi old gen, eccetto per i protagonisti principali, che appaiono poco più caratterizzati. Questo, così come i vari dettagli sparsi nell’ambiente di gioco, contribuiscono nell’insieme a dare un’atmosfera “vintage”, a metà tra il presente e il passato. 

Nella creazione di quest’ultima, grande ruolo è rivestito dalla luce, quasi sempre calda e accogliente, che illumina ogni ambiente donando agli oggetti un’apparenza di vitalità e dinamismo. All’interno delle scene più buie, invece, il compito è affidato alle luci artificiali che, a volte, rischiano di nascondere degli oggetti con cui sarebbe possibile interagire, portandoci a girare a vuoto alla ricerca di una soluzione.

Insolenza

Il gioco è arricchito da una nuova possibilità all’interno dei dialoghi: Chloe è una ragazza sfacciata e che vuole dimostrare al mondo di potersela cavare da sola, per questo motivo spesso ricorre alle “sfide d’insolenza”. Quest’ultime sono delle battaglie di parole, in cui il nostro compito sarà quello di sfruttare alcuni concetti chiave presenti nelle frasi dell’interlocutore contro di lui. Il meccanismo è abbastanza semplice e così divertente da rendere le battaglie una piacevole alternativa per raggiungere subito il proprio scopo.

Proseguendo nella storia avremo anche un altro modo per divertirci con Chloe, ovvero i graffiti. La ragazza infatti, essendo una giovane ribelle, sarà sempre alla ricerca di uno spazio vuoto su muri e oggetti per utilizzare l’arma più pericolosa che possiede: un pennarello indelebile.

Sentimenti

Il primo episodio si rivela fin dall’inizio in grado di risvegliare anche i cuori più freddi. Nonostante tutti i tentativi di Chloe di nascondere le emozioni che prova, la sua dolcezza e il suo bisogno di affetto appaiono evidenti, soprattutto grazie ai piccoli pensieri che dedica agli oggetti e ai ricordi.

La durata dell’episodio è breve, eppure abbastanza lunga da coinvolgere il giocatore, facendolo sentire come parte della vita della ragazza. La storia crea dipendenza e fa crescere il desiderio di continuare a giocare, esplorare, scoprire in fretta a cosa potrebbero portare le nostre decisioni, ma soprattutto di portare Chloe alla felicità che non ha più avuto dalla morte del padre.

 

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