Partiamo dal concetto primario: Gran Turismo Sport è un titolo coraggioso. Polyphony Digital ha infatti deciso di rompere con il passato per portare ai videogiocatori un racing game per certi versi insolito e decisamente lontano da quanto proposto dalla concorrenza. Cosa significa? Provo a spiegarvelo con le consuete 5 parole.

Banco

GT Sport vi ributta tra i banchi di scuola ma no, non per ottenere una o più patenti come succedeva nei vecchi capitoli.

Al posto della tradizionale modalità Carriera troverete Accademia di Guida, Sfide Missioni ed Esperienza sul Circuito, tutte inserite all’interno di una generica modalità Campagna che non ha nulla da spartire con quella offerta da altri titoli del medesimo genere.

L’Accademia di Guida è in particolare dedicata ai neofiti e vi consente di imparare le basi di questo gioco. Apprenderete così come frenare in tempo, come affrontare le curve, come evitare di perdere il controllo dell’auto e così via. Sfida Missioni invece è la modalità perfetta per mettere alla prova le vostre abilità con gare che richiedono di abbattere un numero predefinito di coni, di raggiungere una determinata velocità o di tagliare il traguardo in testa alla corsa. Infine abbiamo Esperienza sul Circuito, progettata per aiutarvi a prendere confidenza con i (pochi) tracciati presenti nel gioco.

C’è spazio poi per la modalità Arcade, che consente di sfidare 19 avversari e di scegliere il circuito che preferite -, il classico split screen locale, le gare personalizzate e la modalità VR, che purtroppo non abbiamo avuto la possibilità di testare perché non ci è stato fornito il relativo visore.

Attesa

Il vero fulcro del gioco è però la modalità Sport che dà il nome a questo capitolo e che evidenzia il vero scopo di Kazunori Yamauchi: rendere Gran Turismo un punto di riferimento per l’eSport.

Ci troviamo quindi di fronte ad un comparto multiplayer che cerca di sostituire la defunta Carriera offrendo tre gare giornaliere e tornei a cui al momento non è possibile accedere dal momento che tutti inizieranno il mese prossimo.

Attenzione però, non immaginatevi un matchmaking alla Call of Duty. Dovrete infatti qualificarvi con una serie di giri di prova e attendere pazientemente l’inizio della gara, cosa che potrebbe richiedere anche diversi minuti.

Una volta entrati in pista dovrete però dare il meglio di voi. Ogni singola corsa infatti vi aiuterà a guadagnare punti per la Classificazione Pilota (CP), un sistema che tiene conto dei vostri risultati e che include svariate classi, dalla E – la più bassa – alla S. Esiste anche una Classificazione Sportività (CS) che valuta il vostro comportamento in gara. Questo significa che tagliare le curve o mandare fuori strada gli avversari abbasserà la vostra classificazione e vi impedirà di ottenere il massimo dei punti durante le varie competizioni.

L’idea è sicuramente apprezzabile. È giusto punire i giocatori scorretti ed è giusto imporre il fair play, ma sarebbe altrettanto giusto dotare il gioco di un sistema che sia davvero equo nella valutazione del comportamento. Capita infatti fin troppo spesso di essere penalizzati per le conseguenze di un tamponamento dettato solo della guida di un avversario o per piccoli ed inevitabili scontri in mischia. Fortunatamente tutto questo potrà essere – almeno spero – sistemato con un futuro aggiornamento.

(Semi)realistico

Gran Turismo Sport ripropone un modello di guida che ricalca quasi perfettamente quello visto nei capitoli scorsi e che, francamente, non mi ha convinto del tutto. Attenzione, questo non significa che non ci siano stati miglioramenti. Da un lato infatti abbiamo un comportamento più realistico delle auto in quanto a curve e frenate, un buon feedback relativo a controsterzo e sovrasterzo ed una simulazione che raggiunge buoni livelli una volta disattivati tutti gli aiuti alla guida, ma dall’altro rimane ancora qualche errore macroscopito, primo tra tutti il pattinamento (infinito) delle auto sui circuiti deputati al rally.

Rimane poi davvero arretrato il sistema di collissioni con danni estetici ridotti all’osso e problemi meccanici che si limitano al minimo sindacale pur compromettendo la guidabilità del veicolo. Mi perplime infine la scelta fatta per la modalità Sport. Qui infatti le auto diventano “fantasmi” quando si rischiano collissioni da cinema hollywoodiano. In sostanza invece di schiantarvi contro un’altra auto a 150 km/h la attraverserete.

Arriviamo infine all’intelligenza artificiale, ancora poco stimolante rispetto a quella offerta da alcuni competitor. Le auto degli avversari tendono infatti a seguire una stessa traiettoria, non si oppongono particolarmente durante i sorpassi e non cercano nemmeno di scalvalcarvi, salvo ovviamente grossi errori da parte vostra.

Orpello

Il vero punto di forza di Gran Turismo Sport è indubbiamente il lato estetico. Il lavoro di Yamauchi e compagni è davvero impeccabile; le vetture sono infatti riprodotte in maniera maniacale, cosa che farà davvero gioire gli appassionati. Il lavoro svolto sui circuiti è invece più altalenante: ci sono piste ricreate in maniere eccellente ma anche circuiti molto meno sorprendenti e curati. Ottimo anche il sistema di illuminazione che aiuta a creare la giusta atmosfera, mentre mancano ancora il meteo dinamico, una caratteristica ormai presente in tutti i titoli della concorrenza, e il ciclo giorno-notte.

In compenso Polyphony Digital ha inserito la modalità Scapes, che vi consente di inserire le vostre auto preferite all’interno di una serie di scenari spettacolari per scattare foto mozzafiato. Certo, è un orpello, ma evidenzia la cura maniacale riservata al comporto grafico di GT Sport.

E il sonoro? Tranquilli, gli sviluppatori hanno finalmente dedicato un po’ di tempo anche a questo aspetto del gioco, cosa che contribuisce a rendere l’esperienza finalmente più realistica ed appagante.

Contrasto

Prezzo: EUR 29,99
Da: EUR 74,99
Gran Turismo Sport ha suscitato in me sentimenti contrasti: è innovativo ma si porta dietro le stesse mancanze del passato, offre un colpo d’occhio spettacolare ma le auto e i circuiti sono tutto sommato pochi, insegna concetti importanti per chi guida nel mondo reale ma poi mancano i contenuti digitali.

Tutto sommato però c’è ancora tempo. Polyphony Digital potrebbe infatti aggiungere contenuti gratuiti nei prossimi mesi, giustificando così il prezzo pieno pagato dai giocatori al lancio.

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