Prima di iniziare la recensione di Total War Warhammer II, strategico sviluppato da Creative Assembly e distribuito da SEGA, penso che sia necessaria una premessa: essendo neofita della serie tenterò di descrivere l’esperienza vissuta all’interno del mondo fantasy di Warhammer semplicemente, in modo che chiunque (anche coloro che, come me, sono rimasti a bocca asciutta di strategici fino ad ora) possa comprendere.

Vortex

A permetterci di entrare immediatamente nell’atmosfera fantasy del titolo è il filmato di apertura che, mediante un breve recap del precedente capitolo, presenta quello che sarà l’obbiettivo principale della campagna di gioco: interagire con il Vortex. Quest’ultimo, immenso vortice pieno di potere costruito dagli Antichi per contrastare le Forze del Caos, è infatti l’oggetto del desiderio ambito da tutte le razze presenti nel vasto mondo di Warhammer (Skaven, Uomini Lucertola, Alti Elfi e Elfi Oscuri). Un impianto narrativo di questo genere porta immediatamente alla nascita di una grande competizione tra i quattro gruppi, che si realizza in un’azione frenetica, battaglie senza tregua, in cui ogni turno si rivela fondamentale per compiere le azioni adatte a portare avanti il proprio percorso e sabotare quello delle altre fazioni.

La trama, in apparenza semplice, fornirà un obbiettivo specifico su cui concentrarsi, ma non si svilupperà in maniera lineare. La perigliosa camminata verso il Vortex sarà infatti cosparsa di compiti secondari per acquisire risorse o equipaggiamenti, e missioni che permetteranno di scavare più all’interno della storia del protagonista che andremo a scegliere all’inizio della campagna.

Gestionale?

La presenza di un obbiettivo finale da raggiungere rende tutto il cammino più chiaro e butta sulle spalle del giocatore quella leggera ansia derivante dalla competizione continua, ma non bisogna temere: questo non andrà ad eliminare la componente gestionale del titolo che, nonostante tutto, resta preponderante. Fin dalla prima schermata abbiamo infatti la possibilità di personalizzare e gestire la nostra avventura mediante la scelta delle razze. Queste ultime sono quattro ed ognuna è divisa in due schieramenti con Lord, truppe di partenza e meccaniche completamente differenti, che permettono di orientare immediatamente il gioco verso uno stile ben definito, che può variare dallo Schiavismo degli Elfi Oscuri alla Rete Geomantica degli Uomini Lucertola. Ogni partita può quindi essere improntata su un’esperienza completamente diversa e personalizzabile che, oltre a rendere il tutto più vario, consente anche di individuare lo stile più congeniale ad ogni giocatore, perfino quelli alle prime armi.

Una volta scelto il protagonista della nostra campagna sarà il momento, dopo un lungo caricamento, di buttarsi sulla mappa di gioco. Quest’ultima è ampia, ben definita e liberamente esplorabile, dettaglio che si rivela presto fondamentale per scegliere la propria strategia. Alla base di Total War Warhammer II vi sono infatti gli scontri armati che, in base alla fazione scelta inizialmente e alle sue caratteristiche, avranno sviluppi differenti. Le vittorie, oltre a portarci più vicini al Vortex e a permetterci di ottenere risorse, porteranno anche il nostro Lord a salire di grado, accumulando punti esperienza, che potranno essere spesi all’interno del vasto albero delle abilità di ogni Comandante.

Strategica

 

Total War Warhammer II può contare su una grafica brillante e dettagliata, che soddisfa anche gli occhi più attenti. Questo dettaglio, di fronte alla tipologia del titolo e a tutti i suoi aspetti, potrà sembrare irrilevante, invece finisce per influire positivamente anche sul gameplay. La bellezza e la definizione della mappa e delle singole unità, oltre a rendere le battaglie tra le razze piacevoli esteticamente, sono infatti fondamentali per scegliere la strategia migliore da applicare: gli ambienti risultano pieni di dettagli con cui interagire, come foreste in cui nascondersi, e di creature maestose e dai colori brillanti da sfruttare negli scontri (es. draghi e dinosauri). L’eccellente comparto artistico è evidente anche nei filmati che accompagnano l’avventura, nei disegni presenti nei caricamenti e, soprattutto, nell’elevata caratterizzazione dei personaggi e degli ambienti corrispondenti ad ogni razza, che passano tra i dettagli steampunk di Skaven e Elfi Oscuri per giungere a quelli più luminosi e ricchi di Uomini Lucertola e Alti Elfi.

Intelligenza (Artificiale)

Uno degli aspetti più stupefacenti del titolo, però, risulta essere l’Intelligenza Artificiale. Spesso nei videogiochi abbiamo a che fare con alleati ingombranti, non in grado di contribuire attivamente ad una partita o una missione, ma nel caso di Total War Warhammer II non rimarrete delusi: i soldati del nostro esercito si dimostrano presto svegli e reattivi, in grado di svolgere alla perfezione i compiti assegnati e di spostarsi proprio dove vogliamo sulla mappa. Questo risulta essere fondamentale per le battaglie, dove in base alle caratteristiche del territorio e alle truppe nemiche risulta necessario scegliere la strategia giusta per arrivare alla vittoria. La qualità dell’AI, oltre ad essere un valido alleato per noi, può anche rivelarsi utile per il nemico: le altre razze cercano di compiere le azioni migliori ad ogni turno e di spingerci a “perdere il controllo” e compiere mosse avventate per la fretta di raggiungere il Vortex.

Impegno

Total War Warhammer II non è un giochino con cui impegnare i momenti di pausa: è uno strategico e gestionale impegnativo, a cui bisogna dedicare completamente la propria testa. La competizione, il desiderio di aumentare le abilità dei Lord, espandere i territori, ma soprattutto raggiungere il Vortex prima degli altri, coinvolge immediatamente e abbastanza da impedire distrazioni di qualsiasi genere. Il tutto si realizza in una lotta all’ultimo sangue, influenzata dal mondo fantasy in stile Grimm e in cui ogni vittoria o sconfitta può portare ad intense conseguenze, non soltanto per la nostra fazione, ma per tutte le razze dell’universo fantasy.

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