Ci siamo quasi. Need for Speed Payback non è esattamente il capitolo della svolta ma si presenta come un titolo divertente, entusiasmante e caratterizzato dal giusto livello di tamarraggine.

Ma cosa gli manca per tornare a splendere nell’universo dei videogiochi? Provo a spiegarvelo nella nostra usuale recensione in 5 parole.

Trio

L’ultima fatica di Ghost Games abbandona la formula del one-man-show per lasciare spazio ad una banda. Insomma, non dovrete più trasformare un unico pilota in un campione poliedrico, ma avrete a disposizione un trio di talentuosi e spericolati driver: Tyler “Ty” Morgan, specializzato nelle corse più classiche, Sean “Mac” McAlister, mago dell’off road, e Jessica “Jess” Miller, esperta in fughe dalla polizia.

Il vostro compito è molto semplice: sconfiggere la Loggia, un’enorme organizzazione criminale che sta prendendo il controllo di Fortune Valley. Per raggiungere lo scopo però dovrete prima battere 10 differenti gang, ovviamente a colpi di nitro.

Investimenti

Ve lo dico subito: non pensate di poter completare Need for Speed Payback affidandovi ad un solo pilota, quello che vi piace di più. Per progredire dovrete affrontare tutte le sfide che la mappa vi offre, divise in 5 categorie: corsa, accelerazione, derapata, fuoristrada e fuga.

A queste ovviamente si aggiungono una serie di eventi facoltativi come le classiche gare di velocità, gli autovelox e persino il ritrovamente dei catorci, auto potentissime che però hanno bisogno di essere profondamente restaurate prima di ritornare su strada. Come trovarle? Semplice: prima di tutto dovrete battere le gang per avere un indizio e poi sfruttare quest’ultimo per localizzarle. Il vostro compito con i catorci però non finisce qua: a voi toccherà recuperare le parti di ricambio, sparse anch’esse per l’immensa mappa di gioco.

L’inserimento di questi “relitti” – per altro non particolarmente originale visto che ricorda, almeno parzialmente, quelli presenti in Forza Horizon – non è però l’unica novità di questo capitolo del franchise. I ragazzi di Ghost Games hanno infatti deciso di affiancare alle tradizionali modifiche estetiche le Speed Cards, un sistema di tuning basato sulle ormai usatissime carte. Per potenziare la vostra auto quindi dovrete vincere le gare e poi scegliere una delle 3 Speed Cards che vi vengono offerte; in questo modo potrete potenziare tutti i vostri veicoli e affrontare così gli eventi successivi.

A garantirvi nuove parti di ricambio non ci pensano solo le ambite vittorie. È qui che entrano in gioco che le tanto odiate microtransazioni. Per procedere più rapidamente è possibile infatti investire denaro reale per acquistare nuove Speed Cards. Ovviamente il titolo non vi obbliga a farlo ma evitare le microtransazioni vi costerà parecchio in termini di tempo: meno soldi reali spesi in Need for Speed Payback implicano più ore passate a grindare. 

Caos

Fortunatamente esiste una terza alternativa: il multiplayer.

Ebbene sì, Need for Speed Payback integra anche una componente multigiocatore particolarmente immediata e divertente.

Non ci sono modalità complesse o grandi preparativi da fare: scegliete una delle auto presenti nel vostro garange e vi lanciate nella mischia. A competere contro di voi troverete altri 7 giocatori, disposti a tutto pur di portare a casa una vittoria. Il motivo? Il multiplayer vi permette di accapararrarvi delle nuove Speed Cards.

Attenzione però: in Need for Speed Payback domina il caos. Insomma, scordatevi le tradizionali regole di guida e il famoso fair play e preparatevi invece a sportellate e scontri brutali.

Imperfetto

Need for Speed Payback si affida al Frostbite, ma questo non lo rende perfetto. Spesso e volentieri ci troviamo di fronte ad un fastidioso effetto pop-op e non mancano bug capaci di rovinare intere gare, costringendovi quindi a ricominciare. Certo, il frame rate è piuttosto stabile, ma la sensazione generale è quella di un gioco poco rifinito, appesantito tra l’altro da lunghi caricamenti.

Un vero peccato vista la cura con cui sono stati invece realizzati gli scenari: il quartiere dei casinò, le aree redisenziali, l’immenso deserto e le tortuose strade di montagna sono perfettamente caratterizzati e capaci di garantire una certa varietà ai videogiocatori. Più che discreti anche i veicoli con cui potremo garaggiare, affiancati da danni estetici decisamente convincenti.

Niente da dire infine sulla colonna sonora del gioco che risulta essere tamarra al punto giusto e capace di iniettarvi una buona dose di adrenalina quando serve.

Traguardo

Need for Speed Payback non taglia ancora il traguardo, ma ci va molto vicino. Il titolo di Ghost Games offre infatti una storia appassionante, ripropone il classico modello di guida arcade che garantisce il massimo del divertimento tanto su strada quanto nell’off-road e si presenta con una certa varietà di gare e scenari.

Certo, non è il capitolo della svolta che ci aveva promesso Electronic Arts, ma la strada sembra essere quella giusta. Insomma, messi da parte i già citati limiti tecnici e le poco apprezzate microtransazioni, Need for Speed Payback risulta essere un gioco godibilissimo.

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