Una inquietante villa. Un uomo pericoloso ed instabile. Una donna in cerca di risposte. Remothered Tormented Fathers, primo capitolo di una trilogia di horror psicologici in terza persona nata dalla mano del catalano Chris Darril, sembra avere tutti gli elementi ideali per arrivare al successo. L’obbiettivo sarà stato raggiunto? Cercherò di spiegarvelo con cinque parole: Felton, Dettagliato, Silenzio, Mistero e Ansia.

I Felton

Il primo spaccato del mondo di gioco proposto agli occhi del giocatore è un parco giochi ormai abbandonato, dove la ruggine ha reso ogni piccola giostra inutilizzabile e cigolante, ma davanti al quale entriamo nei panni della protagonista, Rosemary Reed, per poi iniziare il nostro viaggio. Un lungo viale caratterizzato dallo stesso stato di abbandono del parchetto conduce la donna fino ad un’inquietante Villa di proprietà degli anziani coniugi Felton. Rosemary, annunciando sé stessa come Dottoressa dell’Istituto Santa Margherita, dove il Sig. Felton risultava essere ricoverato, riuscirà a fare il suo ingresso nella villa e a farsi guidare dalla “badante” dell’uomo, Gloria, fino a lui.

Quest’ultima descrive a Rosemary alcuni aspetti della vita dei due coniugi che, fin dall’inizio, appaiono inquietanti e anomali: la moglie, ad esempio, durante il giorno rimane tutto il tempo chiusa nella sua stanza, ad ascoltare sempre la stessa canzone. Gloria si limita ad affermare che tra moglie e marito non ci sia un buon rapporto, ma il fare della donna e l’ambiente cupo della casa portano subito a pensare a motivi più profondi, di cui la badante probabilmente è a conoscenza ma non vuole rivelare. Il colloquio con l’anziano Sig. Felton ci permette di scoprire che Rosemary in realtà non è una dottoressa, ma una donna in cerca di risposte sul caso della scomparsa della figlia adottiva dei coniugi, Celeste. Poco dopo essere stata cacciata dall’abitazione, Rosemary approfitterà dell’allontanamento di Gloria per introdursi nella Villa ed indagare, ma le sue indagini la porteranno presto a scoprire risvolti più inquietanti e… pericolosi.

Dettagliato

Esteticamente parlando, Remothered risulta piacevole da vedere. Buona parte del merito si deve all’Unreal Engine, utilizzato alla perfezione per realizzare le cupe stanze presenti all’interno dell’immensa Villa. Grande cura è evidente anche nella creazione dei personaggi, prima tra tutti Rosemary, che presenta un viso molto espressivo, occhi penetranti e movenze fluide. Le ambientazioni sono ricche di dettagli e caratterizzate da un’atmosfera inquietante, favorita anche dalla bassa luminosità degli ambienti che, man mano che si prosegue nell’avventura, sembrano quasi convergere su Rosemary per inghiottirla lentamente.

Tirando le somme, graficamente parlando Remothered Tormented Fathers, nonostante in un horror psicologico possa non sembrare importante, non ha molto da invidiare a titoli più conosciuti e importanti. Qualche difetto, comunque, è presente: in alcune occasioni, ad esempio durante le cutscene, fluidità e dettagli rischiano di perdersi a causa di alcune compenetrazioni che, tutto sommato, sono abbastanza insignificanti da poter essere trascurate, soprattutto davanti alla validità del resto.

Silenzio

Alla base del gioco vi sono meccaniche già viste in altri titoli, come Outlast e Amnesia. Rosemary infatti, essendo sola in una casa piena di pericoli, potrà raccogliere alcuni oggetti da utilizzare come arma di difesa per proteggersi, ma non sarà davvero in grado di lottare. Proprio per questo motivo quasi tutto il gameplay è incentrato sullo stealth, in un’alternanza di sequenze di esplorazione alla ricerca di indizi e fasi di pura ansia alla ricerca di un nascondiglio. Ciò che appare chiaro fin dall’inizio è la necessità, durante le prime, di fare silenzio e agire con cautela: ogni piccolo suono potrebbe infatti attirare attenzioni indesiderate e potenzialmente fatali.

Essendo alla ricerca di indizi però, Rosemary si ritrova costretta ad aprire ogni cassetto e dare un’occhiata in ogni stanza. Tutto questo non sarebbe un problema, se gli indicatori fossero un po’ più evidenti e i comandi più responsivi: in un titolo del genere, questi dettagli possono condurre ad errori, come dimenticare un oggetto o far cadere qualcosa. Proprio per fare meno rumore Rosemary potrà avvalersi di diverse “falcate”, una corsa leggera (da utilizzare principalmente nelle poche fasi fuori dalla Villa), una camminata più circospetta e, più importante tra tutte, una lenta e accucciata, che si rivela presto utilissima. Sfruttare al meglio queste tre movenze non vuol però dire avere vita facile: il nemico è astuto e perfettamente in grado di scoprire Rosemary, che potrebbe soltanto respingerlo una volta e correre alla ricerca di un nascondiglio.

Mistero

Alla base del titolo c’è l’idea del mistero irrisolto. Oltre alla scomparsa di Celeste, attorno al quale si svolge tutta la vicenda, vi sono infatti altri aspetti in grado di creare un profondo alone di mistero. Primo tra tutti è proprio il personaggio di Rosemary che, fin dall’inizio, con l’espressione afflitta e il vizio del fumo, trasmette un senso di perdita e tristezza tale da portare a pensare che il suo interesse per il caso di Celeste derivi da una perdita personale.

Da un lato, quindi, abbiamo una protagonista apparentemente ideata per dare l’idea di un disagio tendente alla depressione, mentre dall’altro abbiamo un cupo personaggio con cui fare un confronto: Gloria. La badante dei Felton potrebbe inizialmente sembrare poco importante, invece fin dal primo incontro il suo viso espressivo, le movenze e la voce trasmettono un forte senso di dubbio e incertezza: Gloria sa più di quanto sia disposta a rivelare, ma fino a che punto è coinvolta?

Ovviamente, parte altrettanto fondamentale è quella rivestita dal Sig. Felton. Quest’ultimo, poco collaborativo fin dall’inizio e dai tratti inquietanti, porta sulle sue spalle il mistero su cui si sviluppa tutto il titolo, ovvero la scomparsa della figlia adottiva.

Ansia

Considerando tutti i dettagli, la principale sensazione che Remothered trasmette è un profondo senso di ansia, che si annida nella mente del giocatore fin dall’inizio. Muoversi nella casa cercando di fare meno rumore possibile, con il costante ticchettio della pioggia come unico accompagnamento e il timore che dietro ad ogni angolo possa nascondersi la fine, rende il gioco un vero e proprio horror psicologico.

Proseguendo nella storia non si può fare a meno di diventare sempre più curiosi e interessati alle vicende di casa Felton, così come al passato di Rosemary. Il desiderio di ottenere informazioni si fa strada con prepotenza, non solo per comprendere perfino i dettagli più irrilevanti, ma anche per giungere in fretta alla fine di quell’incubo.

Queste caratteristiche rendono Remothered Tormented Fathers un gioco molto promettente, adatto agli amanti del genere, e spingono i riflettori del vasto mondo videoludico ad illuminare un po’ l’Italia.

Remothered: Tormented Fathers
Remothered: Tormented Fathers
Developer: Stormind Games
Price: 19,99 €

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