Il fantasy è un universo vasto, un filone d’oro interminabile che sa donarci ancora delle storie ricche e complesse, senza andare a scomodare creazioni internazionali e lontane dal nostro bacino produttivo nazionale. È così che ci siamo imbattuti in una delle caratteristiche tipiche del popolo italiano: la narrazione e la musica, la prima in riferimento particolare ai secoli passati della nostra storia. Da questo mix nasce il nuovo indie del team Stelex Software: Eselmir e i cinque doni magici.

Il titolo è un’avventura grafica punta e clicca in arrivo il 12 gennaio, è ispirata ai vecchi classici del passato ed è ambientata nell’universo dei Pirin ideato da Sebastiano B. Brocchi. Eselmir è un personaggio nuovo rispetto alla saga letteraria, ma che si muoverà all’interno dello stesso universo narrativo. Anche i disegni, interamente fatti a mano dallo scrittore, sono stati creati seguendo lo stesso stile grafico delle illustrazioni che adornano i romanzi della saga. Ecco allora com’è andata la nostra avventura in questo fantasy tutto italiano!ù

Quasi un audiolibro

In questo gioco si narra proprio la storia di Eselmir e del suo viaggio eroico – a tratti onirico – alla ricerca dei cinque doni magici perduti di re Theoson, un viaggio che ci permette di scoprire un universo fantasy molto vasto e complesso, ispirato all’antica mitologia e al folklore medievale e capace di far immergere il giocatore in un’epopea in cui dovrà dare prova di tutta la sua arguzia per venire a capo dei molti misteri incastonati in questa sorprendente narrazione.

Se i presupposti per creare qualcosa di magico ci sono eccome, tutto prende un aspetto diverso quando si comincia a giocare, partendo dal gameplay. Prima di cominciare a prendere in mano le redini del gioco infatti dovremo attendere parecchio, poiché il dialogo iniziale tra i personaggi è infinitamente lungo e riesce a stento a tenere alta la nostra attenzione. Passando invece alla tipologia di controllo, useremo solo il mouse, accumulando diverse opzioni accessibili con diversi click del tasto destro e niente più.

Oltretutto potremo dirigere il nostro personaggio solo in direzioni prestabilite ed indicate da un puntatore sullo schermo, che non ci darà molta libertà di scelta ed esplorazione del mondo circostante, che si rivela comunque piuttosto ridotto. Questa limitazione non viene però edulcorata dai dialoghi che interrompono spesso il gioco, rivelandosi spesso lunghi e rendendo il videogioco quasi simile ad un audiolibro per certi aspetti.

La mano dell’artista

Tornando all’aspetto grafico, sicuramente i disegni e le ambientazioni sono molto adatti ad un libro di fiabe e di narrativa, ma il gusto e il tratto manuale non si adattano benissimo a un videogame, rischiando di dare la sensazione di star controllando dei personaggi decisamente troppo inverosimili anche per un gioco (un aspetto ancora più evidente in un’epoca come quella attuale dove si tenta strenuamente di raggiungere l’aderenza alla realtà). Un aspetto interessante è però la bellezza dei personaggi ritratti nelle illustrazioni che compaiono durante i momenti di dialogo, dove il nostro eroe sembra il protagonista della saga The Witcher, di bianco vestito come il potente Gandalf il Bianco de Il Signore degli Anelli.

Gli scenari invece sono sicuramente molto vari e dettagliati, seppure in alcuni casi troppo piatti e privi di prospettiva nella resa grafica. Scarse e poco realistiche invece le animazioni, sia dei personaggi che degli elementi presenti a video; basti pensare ad alcuni elementi naturali come l’acqua di una fontana che non zampilla ma di cui udiamo il fragore.

Di certo in tutto questo bisogna dare il giusto riconoscimento ad una colonna sonora curata, con un brano già presente nei titoli di testa e dai melodici toni medievali, che ci fanno sognare di menestrelli e cantori dei tempi che furono, per non parlare di un cammeo di rilievo. Un’importante collaborazione accompagna il lavoro di Stelex Software: la presenza di Angelo Branduardi, il “Menestrello” per eccellenza della musica italiana, che ha dato voce a Re Helewen, uno dei personaggi cardine della storia.

Mancanza di equilibrio

In definitiva “Eselmir e i cinque doni magici” sembra ancora fin troppo legato alla dimensione narrativa tipica di un libro, mantenendo i dialoghi molto lunghi e senza dare troppa libertà di azione al personaggio. L’attenzione al dettaglio e alla cura del racconto sono espressi anche dal ricco menu “Extra”, dove si trovano parecchi dettagli sul mondo che potremo esplorare, i personaggi e molto altro ancora.

Si tratta dunque di un titolo che, a nostro parere, avrebbe potuto tranquillamente dare fondo all’universo narrativo che ha alle spalle in modo molto più efficace e dando più rilevanza all’aspetto grafico, donando tridimensionalità ad un mondo che rimane invece un po’ piatto sotto molti aspetti. Un vero peccato, considerando che elementi di rilievo come la voce di Branduardi e la colonna sonora dalle note armoniose e davvero evocative non riescono a salvare del tutto il resto del lavoro, che può essere però apprezzato da coloro che non sono alla ricerca di un videogioco di azione, ma piuttosto riflessivo e quasi al pari di una storia narrata.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here