Pensate ad un film, uno qualsiasi, basato su un videogame. Si è vero, avete totalmente ragione, la maggior parte delle volte si sono tramutati in amarissime delusioni che ancora oggi in molti ricordano. C’è però un eccezione che potrebbe confermare la regola, oppure totalmente eliminarla: si tratta di Assassin’s Creed Movie, il film dedicato ad una delle saghe videoludiche più conosciute al mondo e la cui uscita nelle sale italiane è fissata per il 4 gennaio 2017.

Il film, diretto dal regista australiano Justin Kurzel (noto per il remake del 2015 di Macbeth) e distribuito da 20th Century Fox, rispetta appieno tutte le caratteristiche che ci si aspetterebbe di trovare in uno qualunque dei titoli di Assassin’s Creed: il frutto dell’Eden, i templari, gli assassini, il parkour e ovviamente Abstergo Industries con il suo futuristico Animus.

Il cast, degno di nota, vede all’opera attori di un certo calibro come Michael Fassbender (il quale figura anche tra i produttori del lungometraggio) e i due premi Oscar Marion Cotillard e Jeremy Irons. Insomma, un budget stellare per un film che promette grandi cose: “sarà il primo film tratto da un videogioco in grado di lasciarvi piacevolmente sorpresi“.

Sarà vero? Per scoprirlo abbiamo assistito alla proiezione del film in anteprima.

Una trama originale

Il protagonista della storia si chiama Callum Lynch (Michael Fassbender), un giovane violento cresciuto nel Texas rurale e ormai detenuto e condannato alla pena capitale. Per un ignoto motivo, Cal riceverà – in modo totalmente inaspettato – una seconda chance, un’opportunità che cambierà la sua vita.
Si ritroverà così a collaborare a sua insaputa e contro la sua volontà per Abstergo Industries, una multinazionale che rappresenta la moderna reincarnazione dell’Ordine dei Templari e il cui scopo è decisamente chiaro: recuperare il frutto dell’Eden, un artefatto che custodisce il libero arbitrio dell’intera umanità.
Attraverso una sofisticata e rivoluzionaria tecnologia, Abstergo Industries è in grado di rivivere la memoria genetica incastonata nel DNA di un individuo.

All’interno di questa misteriosa struttura, caratterizzata da toni cupi e decisamente pesanti, Cal conosce la dottoressa Sofia Rikkin (Marion Cotillard) la quale rivelerà al nostro violento protagonista per quale motivo si trovi momentaneamente rinchiuso – in qualità di paziente e non di detenuto – in quella struttura: nei geni di Cal infatti si nasconde la memoria di un suo avo, Aguilar de Nerha (anch’egli interpretato da Michael Fassbender), un’assassino vissuto nella Spagna del XV secolo, una Spagna in cui il terrore della Sacra Inquisizione regnava sovrana. Il compito di Cal? Attraverso l’uso dell’Animus, rivivere i ricordi di Aguilar per scoprire dove egli abbia nascosto la Mela dell’Eden.

La Spagna dell’Inquisizione è un’ambientazione che non avevamo mai visto prima d’ora in uno dei videogiochi targati Ubisoft. Una scelta decisamente azzeccata in grado di soddisfare i più profondi conoscitori di Assassin’s Creed ma anche i neofiti della saga. Così facendo nessuno potrà fare (s)piacevoli confronti con trame e personaggi già esistenti, lasciando agli spettatori la possibilità di godersi appieno questa avventura inedita.

Tra novità e tradizione

Il film è un susseguirsi intenso tra passato e presente: il primo caratterizzato da toni caldi, aridi, il secondo invece da toni freddi e quasi impersonali. Inoltre, alle scene di intensa azione e folle parkour si alternano momenti di recitazione quasi bisbigliata. Proprio come lo Yin e lo Yang, Assassin’s Creed è un film fatto di continue alternanze tutto sommato armoniose: caldo e freddo, frenesia e pacatezza, che spesso si fondono durante il corso del film ricreando un’atmosfera decisamente intensa, molto più di quella a cui ci hanno abituati i videogiochi della saga.

Il lungometraggio di Assassin’s Creed perde il fascino esplorativo che caratterizza i suoi titoli dal 2007 ad oggi acquisendo decisamente un tono maggiormente drammatico e incentrato su un percorso introspettivo che analizza il legame che si viene a creare tra l’assassino Cal Lynch e la dottoressa templare Sofia Rikkin.
Volontà, decisamente apprezzata, quella del regista Justin Kurzel di fare meno utilizzo possibile della computer grafica prediligendo così scene di azione – elaborati combattimenti con spade e corpo a corpo – interpretate da stunt in carne e ossa guidati da Ben Cooke (Skyfall). Non manca ovviamente anche un classico intramontabile divenuto famoso grazie al titolo Ubisoft: il salto della fede, ricreato anch’esso rigorosamente senza ausilio della computer grafica. Ancora incredibilmente intatto, lo stant e ginnasta Damien Walters (grande appassionato di Assassin’s Creed) si è gettato in caduta libera da un’altezza di circa 38 metri nel deserto di Almeria in Spagna.

Insomma, il team di produzione di Assassin’s Creed ha decisamente creduto in questo progetto, mettendo sul piatto un cast stellare, tanta fatica ma soprattutto tanto, ma tanto denaro. Crederci, solitamente, è il primo passo per il successo.

La domanda è davvero una sola: vale la pena andare a vederlo? La mia risposta è sì. Da giocatrice della saga di Assassin’s Creed posso affermare che il film è molto più che godibile, coinvolgente e ben fatto, caratteristiche che lo discostano da altri lungometraggi derivanti da videogiochi.
Coloro che però apprezzeranno maggiormente il film saranno i neofiti, quelli che hanno sentito parlare di “Assassin’s Creed” ma che non hanno mai messo il naso tra i pericolosi affari insanguinati tra Assassini e Templari. Essi si ritroveranno immersi in una storia affascinante – e ottimamente esplicata – che fonda le proprie radici nella storia studiata a scuola; un perfetto mix tra fatti veramente accaduti e sana fantasia.

Io vi consiglio di recarvi nella sale il 4 gennaio 2017 perché Assassin’s Creed potrebbe essere considerato un vero game changer tra i film tratti da famosi videogame.