Una settimana con Nintendo Switch e devo ammettere che…

Dopo una settimana in compagnia di Nintendo Switch, abbiamo deciso di fare il punto della situazione per capire se quella del colosso di Kyoto sia stata una mossa coraggiosa ed intelligente oppure un tentativo di innovare il mercato destinato a fallire.

Riuscire ad inquadrare la nuova console non è però particolarmente facile. Switch esaspera il concept su cui si fondava Wii U, cosa che ha permesso a Nintendo di creare un dispositivo che fa della portabilità il suo più grande punto di forza. Niente vincoli insomma: con la nuova console potete giocare a letto, in bagno, al parco o sull’aereo, a patto però che teniate conto della durata della batteria, che si aggira tra le 3 e le 6 ore. D’impatto poi il design; la grande N ha infatti abbandonato il colore bianco a favore del grigio e soprattutto dei Joy-Con fluo che rendono la console decisamente più affascinante e capace di attirare l’occhio di chiunque.

A farci storcere il naso però ci pensa il software, o meglio, la sua assenza. Alla pratica infatti Switch somiglia più ad una scatola vuota: non c’è un browser, non c’è nulla che permetta di guardare video in rete, non ci sono app dedicate a servizi di terze parti. Tutto sembra essere progettato unicamente per giocare, peccato che di titoli al momento ce ne siano davvero troppo pochi. Sì, è vero, The Legend of Zelda: Breath of the Wild è così vasto da tenervi impegnati per decine di ore, ma la nuova console meritava una line up decisamente più ricca e variegata.

Insomma, dopo 7 intensi giorni di utilizzo stabilire se valga o meno la pena acquistarla sembra ancora impossibile. Chissà se, con il tempo, riusciremo a schiarirci le idee.