Pensate spesso con nostalgia ai giochi a cui vi dedicavate anni fa nelle sale giochi vicine a casa vostra o in vacanza con gli amici? Ricordate con una lacrimuccia che scappa necessariamente quando rivivete nella vostra mente i momenti trascorsi alle macchinette con un joystick e qualche bottone da premere? Ebbene, ora avete la possibilità di riprovare queste emozioni ritornando nel presente e stando comodamente al PC di casa vostra grazie al lavoro dei ragazzi di Antab Studio, che hanno rispolverato il genere arcade tipico degli anni ’80 con lo stile ultracolorato di Gridd: Retroenhanced, in arrivo questo aprile.

Avevamo incontrato il team alcuni mesi fa alla Milan Games Week, dove i ragazzi presentavano una prima versione del gioco ed è così che abbiamo deciso di riprovarlo per voi. Ma com’è stato ritornare dopo decenni a uno stile dal tipico sapore amarcord, ricordare le luci della sala giochi e la tensione tipica che si provava quando avevamo tra le mani sempre meno gettoni? Ve lo spieghiamo in questa recensione.

Dimenticatevi il problema dei gettoni. Gridd: Retroenhanced infatti porta con sé tutti i vantaggi della tecnologia moderna, tecnologia che vi consente di giocarlo su PC, Mac, Linux e persino Xbox One. Davanti a voi troverete un titolo che vuole trasportarci in un’avventura al di là dei confini terrestri, mischiando alcuni generi come sparatutto, simulatori e cyberpunk. Una vera e propria sfida spaziale, nella quale siamo alla guida di una navicella che deve seguire un percorso già tracciato.

Il gameplay quindi è piuttosto basilare: siamo questa piccola astronave che deve evitare ostacoli e sparare a barriere gialle per ottenere sempre più punti, oltre che attraversare piccoli portali per aumentare velocità e punteggio. Non mancano alcuni boss e nemici di portata sempre maggiore, anche se le azioni che possiamo compiere per annientarli si riducono sempre alla stessa: sparare. Di fatto il gameplay è un po’ ripetitivo: dobbiamo evitare fasce laser rosse e ostacoli di varia natura (ma sempre inerenti alla robotica e cibernetica) per scoprire dove ci può condurre il nostro strano viaggio spaziale.

Ad averci colpito in compenso ci ha pensato la  grafica. È indiscutibile il gusto retrò che ha accompagna questo titolo, partendo dalle scritte – che ricordano ricordano quelle di un terminale dei primi anni Novanta – fino alla resa visiva di alcune immagini poco nitide. Il volto che compare di fronte a noi assomiglia molto a quello che avremmo potuto incontrare in un gioco arcade a 16 bit, secondo lo stile dei primissimi videogame da sala giochi.

Dopo questo primo incontro però, la visuale diventa molto più rifinita e curata e i colori e le immagini si fanno decisamente più nitidi. Ridotta invece la palette di colori, che si limita ad utilizzare sfumature di blu, rosa, azzurro e viola, sia per paesaggio che circonda l’astronave, sia nella caratterizzazione dei vari elementi che incontriamo nel nostro viaggio. L’indicazione del punteggio finale infine dopo ci cala ancora di più nell’atmosfera un po’ fumosa e illuminata da sole luci al neon delle vecchie sale giochi.

Pensando invece ad alcuni aspetti che ci hanno convinto meno, possiamo citare la possibilità davvero limitata di azione e di differenziazione del gameplay, così come una certa difficoltà nel comandare l’astronave (per cui consigliamo un pad o un controller, potrebbe esservi di maggiore aiuto). Inoltre è davvero apprezzabile l’uso esclusivo della lingua inglese per rendere Gridd ancora più verosimile ai giochi anni Ottanta, ma è anche vero che una traduzione in un’altra lingua o due non avrebbe guastato (di fatto, l’uso della lingua è decisamente ridotto in questo titolo, quindi non dovrebbe creare troppi problemi). Infine qualche punto Gridd: Retroenhanced lo perde per via della scarsa longevità; il titolo infatti vi impegnerà solo per qualche ora, lasciando forse un po’ a bocca asciutta chi pensava di poter trascorrere giorni e giorni nel tentativo di conquistare lo spazio.

Insomma, possiamo concludere sostenendo che la produzione di Antab Studio è sicuramente lodevole, soprattutto per aver contribuito a far risorgere dalle ceneri un genere che sta ritornando pian piano alla luce, per la gioia dei nostalgici e per gli estimatori del retrogaming. Forse però manca un piccolo tocco, un quid che lo potrebbe reso ancora migliore, più ricco ed irrinunciabili e che ci avrebbe davvero permesso di vivere avventure… fuori da questo mondo.

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