Tetris: il puzzle game per antonomasia! La prima volta che ci giocai fu su Nintendo Game boy.
E’ un gioco ormai trito e ritrito, in tutte le salse, su tutte le console, su tutti i pc. Ma diciamocelo, chi tutt’ora non disdegna una partita a Tetris tanto per passare il tempo? Verrà riproposto anche su Nintendo 3DS! Eh questi giapponesi nel corso della storia ne hanno inventati di videogiochi rapitori di cervelli… ma aspetta, aspetta… Tetris giapponese? Ma non aveva come soundtrack quella musichina molto SOVIETICA?

Già, la musichina che io definisco “sovietica” è la Korobushka (musica folk) e Tetris è nato proprio in Russia.

Il padre di Tetris si chiama Alexey Pajitnov (classe 1956) ed è un programmatore russo. L’idea gli venne mentre lavorava per il Computing Center all’Accademia delle Scienze Sovietica (un progetto di ricerca e sviluppo fortemente voluto dal governo) nel 1985.

Nonostante la creazione del gioco fosse intellettualmente del Sig. Pajitnov il governo Sovietivo prendeva le royalties delle vendite del videogioco.

Se vi interessa l’argomento, nel 2004 BBC ha mandato in onda un interessantissimo documentario intitolato per l’appunto “Tetris: from Russia with love” dove Pajintov racconta la sua storia e di tutti gli interessi politici ed economici che si sono celati dietro
questo videogioco. 


Vi racconto un pochino come inizia il documentario senza rovinarvi il finale!
Alyosha (in lingua russa, diminutivo per Alexey) ricorda che quando era piccolo, non c’erano molti divertimenti per i ragazzi e in Russia ci si divertiva giocando con giochi da tavolo, soprattutto gli scacchi. Lui era estremamente appassionato del Pentominoes (un gioco basato sui pentamini). I pentamini sono delle forme geometriche formate da 5 blocchi.

Iniziò cosi ad applicare il principio del suo gioco da tavolo preferito a un gioco per computer. Diminuì il numero dei blocchi che formavano le figure (da 5 a 4) e lo chiamò Tetris (dal greco Tetra = 4).

Alexey afferma che, dopo la creazione del gioco, ha iniziato a testarlo e di non essere più riuscito a smettere di giocarci (sperimentato anche io in prima persona!). La stessa cosa accadde con i suoi compagni del Computing Center…e cosi capì di non essere matto ma che probabilmente il gioco aveva davvero qualcosa che rapiva il giocatore. Chiunque “toccava” il gioco non poteva più smettere.

Ritiene che il suo gioco sia diverso da quelli creati in “Occidente” che sono principalmente incentrati su sparatorie attacchi alieni etc…in questo gioco dice che si ha “l’impressione di costruire qualcosa e non di distruggere […] Hai il caos che arriva sotto forma di mattoncini che cadono random e il tuo lavoro è quello di mettere tutto in ordine“.

Anche i colleghi del Computing Center commentano cosi il gioco: “Tetris non ti mostra mai quello che fai di buono perché ciò che completi scompare…quello che vedi in continuazione sono gli errori e quegli orribili buchi sullo schermo!

Dal 1985 in poi il gioco uscì dal Centro di Ricerca e si diffuse in tutta Mosca in sole due settimane e piano piano si espanse in tutto il resto dell’Unione Sovietica e infine a tutti i paesi del Blocco Comunista.
Il gioco veniva copiato liberamente da disco a disco e la propietà intellettuale ovviamente era dello stato e non di chi lo aveva creato.
Il creatore stesso dice che “non aveva idea che il software che aveva creato poteva essere un prodotto o qualcosa che poteva essere venduto per generare del guadagno“.
Ma tetris era nato in periodo nel quale il mondo stava cambiando radicalmente. Da qui la diffusione oltre la cortina di ferro fino ad arrivare negli Usa e in Giappone per poi essere prodotto e licenziato per Nintendo Game Boy.

I protagonisti del documentario raccontano le loro peripezie e le loro trattative con il governo Russo per riuscire ad ottenere la licenza per poter utilizzare il videogioco.

Beh ma non voglio rovinarvi il documentario guardatelo e sono sicura che ne rimarrete affascinati, di certo non volete che ve lo racconti tutto fino alla fine!

L’ultima curiosità: il Sig. Pajitnov dopo aver lasciato la sua amata terra si è diretto negli Stati Uniti e ha iniziato a lavorare per Microsoft.