LO STUDIO

Che cosa succede al cervello con i videogames
Reali cambiamenti della materia grigia si verificano, anche se è ancora troppo presto per sapere quanto siano dannosi

Si apre con questo titolo l’articolo uscito sul Corriere della Sera il giorno 9 Gennaio. Sono anni che si parla di quanto i videogiochi siano dannosi per il cervello dei ragazzi (che li rimbambiscano o che addirittura li facciano diventare più violenti e aggressivi). 

Sono un assidua giocatrice da quando avevo 6 anni e non credo di avere problemi o di soffrire di particolari disturbi. 

La violenza o qualunque altro comportamento che, a detta dei ricercatori, è riconducibile ai videogiochi è da ricercare sicuramente nella maturità dell’individuo stesso. 

Non voglio essere riduttiva, ma questa campagna di demonizzazione dei videogiochi è sbagliata ed ingiustificata.

Di seguito vi incollo uno stralcio dell’articolo.

“[…] Ad esempio bastano 10 ore di videogames violenti nell’arco di una settimana perché le aree cerebrali che tengono sotto controllo i comportamenti aggressivi riducano la loro attività: l’ha dimostrato con la risonanza magnetica funzionale uno studio dell’Università di Indianapolis presentato al congresso della Società di Radiologia di Chicago. Volontari con età fra 18 e 29 anni in una settimana hanno giocato per 10 ore a videogames violenti con sparatorie e in quella successiva se ne se ne sono astenuti completamente: alla fine dei due cicli di videogames venivano sottoposti a vari test di stimolazione emotiva mentre l’attività del loro cervello veniva scandagliata con risonanza magnetica funzionale. La differenza è stata netta sia confrontando la settimana di gioco con quella di astinenza, sia facendo una confronto con soggetti di controllo che non avevano mai giocato. Il fatto che dopo l’astinenza l’attività cerebrale tornava a essere normale indica che esistono buone potenzialità di recupero, ma quello che ancora non sappiamo, dicono gli autori dello studio, è cosa può succedere al cervello con anni di sollecitazioni continue. […]”

Voi cosa ne pensate?

 

Fonte: Corriere della Sera