Chi lo dice che i videogiochi sono solo diseducativi e che rimbambiscono grandi e piccini? Lo dicono quelle persone che non hanno mai approcciato i videogiochi da un punto di vista differente. Mi piacerebbe che dai videogiochi si potesse imparare qualcosa, con senso critico e un po’ di analisi.

A tal proposito vorrei iniziare parlando di Super Mario. Cosa si può imparare grazie a Mario?

Per esempio sapete che cos’è un Tanuki? (Kanji: ; katakana: タヌキ). Il Tanuki non è solo uno dei mille costumi che indossa il nostro idraulico baffuto (nel gioco si chiama Tanooki) in Super Mario Bros 3 e in Super Mario 3D Land,  ma è anche una creatura del Folklore Giapponese basata sul cane procione.

Il cane procione è originario dell’Estremo Oriente ed è una via di mezzo tra un tasso e un procione. Vive sopratutto in Giappone dove ne esistono diverse varietà.

Nella mitologia giapponese i Tanuki sono degli esseri mutaforma e maestri del travestimento; sono considerati dei personaggi maliziosi e scherzosi (amano infatti giocare scherzi, seppur inoffensivi, agli essermi umani).

Statue di Tanuki sono disseminate in tutto il Giappone e si possono trovare spesso fuori da templi e ristoranti.

Il personaggio Nintendo rispecchia quasi appieno le caratteristiche del Tanuki della leggenda. Infatti Mario, quando indossa la tuta Tanuki, può trasformarsi in Statue Mario.

Come ho sempre sostenuto, la cultura del videogioco in Giappone è radicata nella cultura giapponese e riesce addirittura a fondere le tradizioni popolari con la modernità dei videogiochi.

Se avete trovato l’argomento dei Tanuki particolarmente interessante potete gettarvi a capofitto nell’animazione dello Studio Ghibli.

Il lungometraggio animato del 1994, intitolato Pom Poko (in Giappone: 平成狸合戰ぽんぽこ, Heisei TanukiGassen Ponpoko) ha come protagonisti proprio dei Tanuki umanizzati che lottano per riconquistare la collina di Tama – nei pressi di Tokyo – che gli è stata portata via per costruire un centro residenziale.
Nel film si comprende molto bene lo spirito dei Tanuki. Ne consiglio la visione, anche se non può essere annoverato tra i veri capolavori di Mr. Miyazaki.