Alla GDC, David Cage presenta Kara

David Cage (leggetelo alla francese perché potrebbe offendersi), durante l’appena conclusa Game Developers Conference ha presentato un nuovo progetto intitolato Kara. Stiamo parlando di un progetto e non di un nuovo titolo. Il filmato presentato, infatti, vuole solo essere una demo della nuova tecnologia che Monsieur Cage e il team di Quantic Dream stanno sviluppando.

Per chi non se lo ricordasse, Quantic Dream ha prodotto sia Fahrenheit (Indigo Profecy negli Usa) sia Heavy Rain. Entrambi i titoli hanno fatto nascere una nuova tipologia di gioco a metà strada tra l’avventura grafica e un vero e proprio film interattivo.

Ho associato il filmato a un anime che mi ha affascinata in modo particolare e che mi è rimasto nel cuore: Ergo Proxy.

In Ergo Proxy i robot domestici chiamati autorave (auto-slavery = auto-schiavitù) vengono infettati da un virus sconosciuto soprannominato Cogito (dal latino “pensare”). Il Cogito rende questi robot capaci di provare dei sentimenti umani: dall’amore, alla tristezza, dalla gelosia all’odio fino ad arrivare a pensare di essere vivi. Degli esseri umani.

Questo è proprio quello che si vede in Kara; un androide dalle sembianze femminili che si presenta in questo modo:

“Hello. I’m the third generation android, I can look after a house, do the cooking, mind the kids, I organize your appointments, I speak 300 languages and I’m entirely at your disposal as a sexual partner. No need to feed me or recharge me. I’m equiped with a quantic battery that makes me autonomous for 173 years. Do you want to give me a name?”
“Yeah, from now on your name is… Kara.”

Traduzione: “Salve. Sono un androide di terza generazione, posso prendermi cura della casa, cucinare, badare ai bambini. Organizzo i tuoi appuntamenti, parlo 300 lingue e sono a tua completa disposizione come partner sessuale. Non c’e bisogno di sfamarmi o di ricaricarmi. Sono equipaggiata di un batteria che mi rende autonoma per 173 anni. Vuoi darmi un nome?”
“Si, da adesso il tuo nome sarà… Kara.”

Appena ho sentito il nome “Kara” mi sono chiesta se questo nome avesse un significato particolare oppure se si trattasse di un nome come un altro.
I miei studi linguistici mi hanno portato a pensare che il termine derivasse da due lingue: cara in spagnolo significa viso; kara in giapponese può avere due significati. Se scritto con questo kanji 空 significa vuoto, se invece viene scritto con quest’altro  significa guscio.
Potrei anche sbagliarmi ma penso che tutti e tre i termini possano calzare a pennello.

La maggior parte del filmato, infatti, inquadra il viso di questa ragazza-androide, che viene mostrato come un semplice oggetto, un guscio vuoto (di sentimenti) da mettere in vendita.

La parte più toccante è quando la ragazza dice di “pensare di essere umana”  (qui mi ricollego al cogito)

I thought… I was alive… 

Durante un’intervista, Monsieur Cage rivela il vero intento di quanto mostrato: creare emozioni utilizzando la tecnologia come mezzo per raggiungere questo obiettivo.

Nel 2005 per realizzare Heavy Rain, Quantic Dream ha usato una tecnica chiamata split-performance. La tecnica consiste nel filmare prima il viso, poi il corpo e infine la voce per poi unire tutto insieme e incrociare le dita.

Ma l’obiettivo attuale di David Cage e del suo team è quello di migliorare la qualità e creare nuove emozioni, più intense. Per farlo devono “catturare” il corpo, il viso e la voce allo stesso tempo utilizzando il motion capture. Se per Heavy Rain sono state utilizzate 28 telecamere, per Kara invece ne sono servite ben 65 (più del doppio!). Questo per rendere tutto il più reale possibile. (Credo che ci siano riusciti).
Il fascino di questo video è proprio quello di mostrare come la tecnologia può “toccare” così facilmente l’animo umano, riuscendo a suscitare emozioni, come riesce a fare un attore.
Auguro quindi buon lavoro a Monsieur Cage, rimamendo in attesa di questo nuovo titolo, che come si è già ribadito, non avrà nulla a che vedere con Kara.

Ah! Una piccola curiosità. Quando la voce fuori campo chiede a Kara di cantare qualcosa in giapponese, l’androide canta una famosissima canzone popolare della tradizione giapponese composta tra il 1600 e il 1800: Sakura Sakura (Ciliegio Ciliegio).

http://www.youtube.com/watch?v=cCrKxPz-2Vk?rel=0