È una realtà ormai nota a tutti: oggi le console portatili sono costrette a condividere il mercato con gli smartphone e i tablet.
Spesso ci interroghiamo come le app abbiano avuto così tanto successo. Sicuramente sono una risposta veloce alle nostre richieste di intrattenimento e divertimento e in più, spesso e volentieri, sono strumenti gratuiti (o commercializzati a costi veramente ridotti). Gli sviluppatori guadagnano infatti attraverso la martellante pubblicità inserita all’interno di esse.

La varietà di scelta per i giochi su dispositivi mobili è molto ampia: basta navigare su un qualsiasi store (AppStore, Google Play, etc) per ritrovarsi davanti migliaia di titoli. Ad esempio, sul mio AppStore posso trovare addirittura i giochi divisi per categorie: zombie, retro, piattaforma, sportivi, musicali, ecc.
Solitamente il gameplay si caratterizza per il suo essere semplice e ripetitivo, creando di fatto un’elevata dipendenza: ne è un tipico esempio il conosciutissimo Ruzzle, ma anche i simpaticissimi uccellini di Angry Birds, o ancora Pet Hotel, FarmVille e CityVille, in cui non dobbiamo far altro che far crescere sempre di più le nostre fattorie/città/hotel.

Sono veramente pochi i titoli che vanno oltre questo trend (vi ricordate Google Ingress?).
Oltre a questa tipologia di giochi ci sono stati anche dei tentativi, più o meno riusciti, di portare i videogames originali sui device mobili: per fare qualche nome possiamo citare ad esempio Call of Duty, Castlevania o Assassin’s Creed. In questo caso il prezzo di acquisto aumenta (e non di poco): addirittura per un Final Fantasy III si può arrivare fino a 15 euro.

In realtà però, per adesso, non sono molte le applicazioni che riescono ad emulare le stesse sensazioni di un gioco fruito davanti allo schermo tradizionale.
Nel 2013 è prevista una crescita in questo senso: verranno creati molti titoli ideati direttamente per dispositivi mobili, che tuttavia richiameranno le caratteristiche di gioco a cui siamo normalmente abituati.
Uno di questi è The Drowning, che a breve dovrebbe essere distribuito gratuitamente per iPhone e iPad.

The Drowning è un ibrido a metà strada tra un FPS e un survival horror.

Il gioco, guidato dal team Scattered Entertainment e dal produttore Ben Cousins, già famoso per essere stato a capo di Battlefield, non sembra avere una trama molto innovativa: uno strano olio nero ha contagiato gli uccelli per poi arrivare fino agli esseri umani. La solita catastrofe, il solito virus globale e i soliti zombie contro cui, noi poveri sopravvissuti, dovremo combattere.

Quello che c’è di nuovo, in realtà, è la modalità di gioco: superare i limiti intrinseci dei dispositivo mobile, con lo scopo di competere qualitativamente con i titoli per console appartenenti allo stesso genere, non è cosa da poco.

«L’obiettivo di Scattered Entertainment è di portare quel tipo di esperienza profonda, d’alta qualità e immersiva che normalmente troviamo solo su PC e console in un pratico, potente e moderno dispositivo mobile. The Drowning combina i pattern di gioco e i controlli touch-screen specifici dei giochi per smartphone e tablet con grafica da console senza pari, gameplay innovativo basato sulle abilità, e un ricco e vasto mondo di gioco

Il nostro compito, oltre all’uccisione degli zombie, è quello di esplorare i vari campi di campi di battaglia sparsi per tutta l’isola in cui si svolge il gioco, ed andare alla ricerca di oggetti per creare nuove armi e nuovi veicoli, aumentando così le nostre abilità.
Tutto questo sarà possibile utilizzando direttamente il touch-screen del nostro dispositivo e compiendo i normali gesti a cui siamo ormai abituati: ad esempio con un tocco sullo schermo possiamo dirigerci verso un luogo, battendo con un dito sul nemico lo selezioneremo per sparargli, passando velocemente il dito sullo schermo potremo controllare l’inquadratura e potremo anche zoomare con due dita.
È presente anche la modalità co-op: durante gli scontri con i nemici, potremo chiedere aiuto ad altri giocatori online, che accederanno così al nostro stesso combattimento.

Adesso non ci rimane che attendere l’uscita del gioco per vedere se le idee di Cousins si tradurranno veramente in qualcosa di valido e concreto.