Qualche tempo fa – forse ormai sono già passati un paio di mesi – ricevo un codice per scaricare la versione PC di Nihilumbra, un’avventura grafica a metà tra il platform e il puzzle nata dalla mente dello sviluppatore indipendente spagnolo BeautiFun Games, disponibile anche su iOS.

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Presa tra università, fiere e altre mille cose, lo tengo in stand-by per un bel pezzo dopo averlo installato sul PC scaricandolo su Desura. Finalmente, col 2013 che sta ormai volgendo al termine, settimana scorsa decido di ritirarlo fuori, lo provo per mezz’ora, che poi diventa un’ora, poi un’ora e mezza, finché alla fine mi rendo conto che ho perso un pomeriggio di studio. Nei giorni a seguire ne ho persi altri, ma ne dovevo per forza impegnare almeno uno per raccontarvi di questa mia nuova piccola ossessione con cinque parole.

Identità

Nihilumbra è un titolo molto adatto a questo videogioco. E’ un nome parlante: è composto da due parole latine, “nihil” e “umbra”, che rispettivamente significano “nulla” e “ombra”. Il senso del titolo è molto chiaro, perché due termini del genere non possono che denominare qualcuno – o qualcosa – che non ha un’identità. Chi – o che cosa – risponde a questa descrizione è il protagonista di Nihilumbra, una piccola ombra ribelle staccatasi dal Vuoto, un’entità enorme e altrettanto sconosciuta, per mettere piede nel mondo degli umani.

Caccia

Dicevamo che il Vuoto è un’entità ignota e oscura. In effetti, durante il corso di Nihilumbra, non è possibile capire chiaramente di cosa si tratti; una certezza però, nei panni della piccola ombra protagonista, l’abbiamo: il Vuoto ci insegue e ci reclama. Ogni stage del gioco, ognuno corrispondente ad un diverso scenario terrestre come montagne e deserti, è cosparso di “mostriciattoli” nati anch’essi dal Vuoto, che hanno il solo scopo di riportare il protagonista al suo odiato mondo d’origine e che, per questo, vanno assolutamente evitati. Come se non bastasse, in alcuni momenti del gioco bisognerà sfuggire al Vuoto in “persona”, che cercherà di catturare la nostra piccola ombra inghiottendo qualsiasi cosa si frapponga tra loro. Una caccia, questa, che si può risolvere in una sola maniera: scappare il più veloce possibile, barcamenandosi nel modo migliore tra le insidie che gli stage tendono.

Tavolozza

Cos’è che contraddistingue il mondo umano nel quale la piccola ombra è fuggita, rispetto al Vuoto? Semplice: i colori. Presumibilmente nel mondo d’origine nel protagonista non esistono, e forse è anche per questo che, nelle sue mani, assumono un ruolo di enorme importanza. Grazie infatti ad una tavolozza di colori potremo proseguire nel gioco, visto che ognuno di essi ha una funzione rispetto all’ambiente che permetterà di sorvolare l’ostacolo di turno. Un esempio pratico, dal momento che è più facile a farsi che a dirsi: basterà applicare con il mouse una striscia di azzurro su un pavimento per renderlo scivoloso come il ghiaccio, e poter così magari compiere un balzo più lungo del solito. Ogni colore ha un effetto diverso, e man mano che si proseguirà nell’avventura ne riceveremo di nuovi, un po’ a simboleggiare l’esperienza del nostro protagonista nel suo nuovo mondo.

GamesPrincess_NilhumbraProblem solving

Il problema non è il problema. Il problema è il tuo atteggiamento rispetto al problema”. Sì, sto palesemente rubando le parole al celeberrimo capitan Jack Sparrow, ma io non avrei saputo descrivere meglio qual è lo scopo del gioco. Nihilumbra è senza dubbio un puzzle pieno di problemi e situazioni da sbrogliare, ma il segreto per proseguire tranquillamente nell’avventura sta nel conoscere bene i propri strumenti e sapere come e quando usarli. Basterà qualche nozione di problem solving, associare una determinata situazione all’uso di un certo colore o combinazione di colori, e sarà una passeggiata. Più o meno.

Spaccacervello

Cos’ho appena detto? “Più o meno”? Diciamo più meno che più. I puzzle di Nihilumbra non sono facili, soprattutto quando hai una tavolozza piena di colori e il Vuoto che ti sta alle calcagna. Certo, conoscere i colori e i loro effetti è un enorme vantaggio per saperli usare al momento giusto. Vi sfido però ad avere sempre la soluzione ad ogni situazione. Vuoi per il tempismo, vuoi per una convinzione sbagliata: arriverà anche per voi un punto in cui vi chiederete come diavolo si continua lo stage. E lì, credetemi, vi spremerete le meningi fino all’ultima, fino a spaccarvi il cervello; per quanto al momento sembri frustrante, vi renderete presto conto che in realtà è stimolante, e quello sarà il momento in cui anche voi sarete assuefatti da questo carinissimo indie game.