All’interno del processo educativo, i videogiochi si sono inseriti con prepotenza ormai da diversi anni.

Come sappiamo, i videogiochi implicano una tendenza alla simulazione, caratteristica che consente di interpretare e ricostruire modelli dinamici virtuali dei fatti del mondo reale. La simulazione è divenuta un potente strumento di conoscenza ed apprendimento, grazie alla possibilità data dalle tecnologie digitali di ricostruire scenari anche molto complessi.

Citando il famoso saggista statunitense Jenkins, i videogiochi offrono nuovi e potenti modi per rappresentare e manipolare informazioni. Essi ampliano le nostre capacità cognitive e permettono di sperimentare configurazioni complesse di dati, testandole in tempo reale con diverse variabili. I videogiochi permettono di applicare il learning by doing, sostituendolo in molti casi al puro apprendimento nozionistico.

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L’ interessante infografica che trovate qui di seguito, che va a sostegno di questa tesi, è stata creata da GameSalad, un’azienda americana che progetta e sviluppa software e strumenti di authoring per la creazione di videogiochi per iOS e Android, destinati a “non professionisti”. Essa mostra in modo eccellente come l’incorporare elementi di gioco all’interno delle classi possa contribuire a creare un ambiente dinamico e interattivo che aiuterà a mantenere gli studenti impegnati nello studio, rendendoli nel contempo entusiasti di imparare.

Dall’infografica si nota che negli Stati Uniti 9 bambini su 10 giocano con giochi elettronici, superando di gran lunga il rapporto con la vecchia cara televisione.
In media, un ragazzo gioca circa 23 ore a settimana, mentre per le ragazze si scende a circa 12 ore.

L’infografica ribadisce inoltre, attraverso l’analisi di alcuni studi accademici, gli effetti positivi del gaming, mentali, fisici ed emotivi:

  • l’utilizzo di giochi in classe sviluppa capacità di problem solving ed è associato ad un aumento di 20 punti percentile nel rendimento degli studenti.
  • uno studio dell’Iowa State University mostra che i chirurghi che videogiocano regolarmente, eseguono meglio e più accuratamente le proprie operazioni.
  • Secondo uno studio effettuato su studenti delle scuole medie giapponesi, i ragazzi che giocano con personaggi che aiutano gli altri e mostrano emozioni positive verso il prossimo, tendono ad assumere lo stesso comportamento.

Ma cosa ne pensano gli insegnanti?
Il 70% dei docenti concorda sul fatto che i videogiochi in classe aumentino la motivazione e l’impegno dei ragazzi.
Il 60% afferma che il loro utilizzo nella didattica aiuta a personalizzare l’istruzione ed il 62% dice che i videogiochi rendono più facile per loro raggiungere una più vasta gamma di discenti.

Oggi, quindi, anche i professori più tradizionalisti (per non dire retrogradi), i pochissimi rimasti, invece di scappare di fronte alla realtà dovrebbero cercare di avvicinarsi al mondo del gaming mettendo da parte le proprie paure.
Anche perché, come dice la stessa infografica: i videogiochi sono qui per restare.

il futuro dei videogiochi nell'educazione