Ci sono sentimenti che non si possono scegliere o cambiare. Ci sono amicizie eterne, amori che durano una vita, legami di sangue con i parenti. Poi c’è Mario Kart, che dal 1992 è uno specialista nel fare emergere la parte più cattiva e competitiva di noi, portandosi via, a colpi di joystick, qualsiasi traccia di affetto per chiunque.

Scherzi (ma neanche troppo) a parte, il 30 maggio vedrà la luce su WiiU Mario Kart 8, che sarà il primo gioco della serie con supporto HD e introdurrà alcuni nuovi oggetti, personaggi e scenari. Sotto sotto, però, pur con tutte queste novità accumulate nel corso degli ormai ventidue anni di onorata carriera, Mario Kart è sempre rimasto il buon vecchio gioco che nel 1992 vide la luce su SNES. E, in tutto questo tempo, pensate che non abbia raccolto anche un buon numero di curiosità? Ovvio che sì: anche questo mese ho selezionato i cinque migliori fatti inutili che ho trovato.

Esperienza virtuale

Avete presente Virtual Boy, la console prodotta da Nintendo nel 1995 che tanto ricorda, come modalità di utilizzo, il modernissimo Oculus Rift? Diciamo che non fu proprio un successo commerciale, anzi: a causa di alcuni problemi di base, come l’impossibilità della console di mostrare colori che non fossero rosso e nero, la presunta promossa “asocialità” e il senso di nausea che poteva causare ad alcuni giocatori, Virtual Boy ebbe vita breve e la sua produzione fu fermata un anno dopo il lancio. Nintendo però credette alle possibilità della console fino in fondo, tanto da mettere in cantiere Super Mario Kart: Virtual Cup, titolo così misterioso di cui si sa a malapena il nome. Molto probabilmente, essendo Virtual Boy appena successivo a Super Nintendo Entertainment System, il titolo avrebbe dovuto essere un sequel diretto del primo capitolo, ma in seguito al fallimento della console venne cancellato e tenuto nascosto fino al 2000, quando la sua quasi-esistenza venne rivelata ad una rivista tedesca. E meno male, aggiungerei io, perché un Mario Kart giocato in rosso e nero con lo schermo a pochi centimetri dagli occhi avrebbe esasperato anche il giocatore dotato di nervi saldi e causato il lancio compulsivo di troppi poveri controller.

Super Mario Kart R

Quando nel 1995 venne presentato alla stampa Nintendo 64, la grande N aveva già le idee chiare su chi doveva essere il protagonista della killer app della sua nuova console: prevedibilmente si tratta di Mario. Super Mario Kart R doveva quindi essere il gioco che avrebbe convinto tutti a comprare un Nintendo 64, finché il potere del dio danaro trasferì questo privilegio a Super Mario 64, in produzione nello stesso anno. Ma buttare via l’altro titolo sarebbe stato poco conveniente, quindi venne rimaneggiato e fatto uscire nel 1996, trasformato nel gioco che tutti conosciamo, chiamato – con moltissima fantasia – Mario Kart 64. Le differenze con il progetto originale sono ben poche, ma degne di nota: tra i personaggi giocabili ad esempio figurava Kamek il Magikoopa, l’anziano maestro di Bowser, che fu però sostituito con il sempreverde Donkey Kong. Ancora, pare fosse possibile scegliere se impostare lo split-screen in verticale o in orizzontale, ma l’opzione fu tolta per motivi ignoti e l’unica alternativa disponibile rimase quella in orizzontale, ancora oggi tramandata di gioco in gioco.

Gioco da record

Che Mario Kart sia una delle serie più popolari di sempre non è solo una consapevolezza comune, ma un vero e proprio dato di fatto. Tanto per cominciare, tutti i giochi della serie hanno venduto tante, tantissime copie: si parla di cifre a sei zeri in tutto il globo. Volendo parlare di vendite particolarmente elevate, pensate che Mario Kart DS è il gioco più venduto del 2008 per Nintendo DS, Mario Kart 7 è il secondo gioco più venduto di sempre per Nintendo 3DS, inferiore solo a Pokémon X e Y, e anche Mario Kart Wii occupa la seconda posizione dei più venduti per la home console Nintendo. Ma non è solo una questione di numeri, perché la serie di Mario Kart detiene ben sei primati stilati dal prestigioso Guinness World Records, e addirittura l’originale Super Mario Kart per SNES è primo nella classifica dei giochi più influenti della storia, che hanno lasciato dietro di sé una lunga e fiorente eredità.

Diamo i numeri…

Quarantatré: questo è il numero esatto di personaggi giocabili mai comparsi nella storia di Mario Kart. Tra questi, ci sono due “intrusi” che non appartengono al mondo dell’idraulico baffuto: uno è il Mii del giocatore, che si può impersonare negli ultimi due episodi, e l’altro è R.O.B., un robottino accessorio per NES prodotto nel 1985, inserito come personaggio sbloccabile in Mario Kart DS. Il record di presenze va a pari merito a Bowser, Luigi, Mario, Peach, Toad e Yoshi, che sono gli unici ad aver corso in ogni gioco della serie; segue, con premio di consolazione, Donkey Kong, presente solo a partire da Mario Kart 64. Mario Kart 8 sarà il gioco con più personaggi: tra sbloccabili e non, il conto ammonterà a 30, ben cinque in più rispetto a Mario Kart Wii. Una delle pochissime critiche mosse a Mario Kart 7 al momento della sua uscita fu proprio quella di una carenza di personaggi: “solo” 17, pochi rispetto agli standard degli ultimi anni.

…e sfatiamo miti

Devo concludere sfatando un mito che vede il Guscio blu come l’ostacolo inevitabile tra il videogiocatore e la vittoria. Ebbene, io vi dico che è possibile, con un po’ di maestria e di fortuna, evitare il simpaticissimo regalino mandato di solito dall’ultimo della fila a interrompere i nostri sogni di gloria. Il trucco sta nell’avere preferibilmente una Stella, un Mega fungo o Pallottolo Bill, ma anche un semplice Fungo può funzionare se usato a dovere. Nell’esatto momento in cui il Guscio sta per colpire il kart – ma non l’ha ancora fatto – si deve utilizzare l’oggetto in questione: il timing è importantissimo per la riuscita di questa magia. Ci sono voci che dicono addirittura che si possa evitare di essere colpiti dal Guscio tenendo una Banana dietro il kart, sperando che il sicario turchino sia attratto più da lei che da noi, ma pochi hanno assistito di persona a questo miracolo. Io, nel frattempo, vi lascio un video che mostra la riuscita del trucco e vi saluto anche questo mese con i miei cinque fatti inutili.