Hideo Kojima, il forever young dell’industria videoludica, potrebbe essere un grande chef.  Ebbene sì, ammettiamolo, lui sa puntualmente come mettere appetito ai suoi commensali, un boccone per volta. Un modo molto astuto, e molto personale, di tenere sempre sempre vivo il fuoco che arde negli appassionati.

Dopo sei anni dall’uscita di Guns of the Patriot, l’ultimo – vero – Metal Gear Solid, Kojima ha infatti deciso di servire un antipasto ricco e gustoso, degno di un ristorante di lusso, visto anche il costo. Sto ovviamente parlando dell’amatamente odiato e odiatamente amato Metal Gear Solid V: Ground Zeroes.

Lo avrete sentito definire in svariati modi: alcuni lo hanno inquadrato come una demo, altri come una semplice  “presa per la gola” rivolta ai veri appassionati accecati dalla fame. In realtà Gound Zeroes è il prologo di Metal Gear Solid V: The Phantom Pain i cui dettagli sono attesi per l‘E3 di Los Angeles.
È stato trattato un po’ come “le prime 30 pagine scaricabili” di un libro oppure come il famigerato antipastino che si ordina al ristorante per placare la fame e che, la  maggior parte delle volte, costa un occhio della testa.

Ecco quindi che l’eccentrico Dorian Gray dagli occhi a mandola è riuscito a farvi spendere del denaro solo per questo esiguo assaggino. Poco importa però: se si spende del denaro per qualcosa che si ritiene gustoso, questo non è mai sprecato. Il gioco infatti riesce a rendere molto bene l’idea di quello che sarà The Phantom Pain, un titolo al passo con tempi, un open world definito in ogni suo minimo dettaglio, perché, diciamocelo, Metal Gear solid è un figlio per Kojima e, in quanto tale, merita tutte le attenzioni.

Rispetto a Metal Gear Solid 4, Ground Zeroes e Phantom Pain sono collocati indietro nel tempo, rispettivamente nel 1975 e 1984; non fidatevi quindi dei numeri progressivi dei vari titoli, serviranno solo a confondervi le idee anche se, in fondo, sono convinta che è proprio quello che Kojima desidera.

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Metal Gear Solid Ground Zeroes è (de)limitato. Sì, perché l’intera storia, comprese le missioni secondarie, si svolgono in una sola area, Camp Omega, un campo di prigionia  situato sulla paradisiaca isola di Cuba . Qui però di paradisiaco non vi è nulla, solo tanta pioggia, fango e pallottole. Vestirete i panni di Big Boss, il cui compito è quello di salvare dalla prigionia Chico e Paz – Bambino e Pace, questi sono i significati dei nomi dei due giovani detenuti – per riportarli alla Mother Base.
Nelle due ore di gioco avrete la libertà di muoversi all’interno della base, sempre in modalità stealth a meno che non vi piaccia l’inferno, spostandovi da un luogo all’altro sia a piede che con i mezzi di locomozione che riuscirete a trovare sul vostro cammino e che vi permetteranno di diventare guidatori provetti.

Il gioco scorre veloce e in modo intenso, ma la parte più adrenalinica sarà indubbiamente il finale. Immobile e impossibilitati ad agire vi troverete ugualmente senza fiato,obbligati ad essere dei meri spettatori, dei commensali che possono solo guardare lo chef mentre prepara il loro manicaretto preferito per poi servirlo alla persona seduta di fianco a voi. Ma non vi preoccupate: vista la crudeltà del finale non credo vi sia andata male; veder sviscerare una ragazza, moribonda ma ancora cosciente, non è poi questo grande spettacolo.

Un piccolo consiglio: se la pazienza è vostra amica, attendete che finiscano completamente i titoli di coda per ritrovare l‘anello di congiunzione con il primo trailer mostrato durante il VGA 2012. Già, perché tra il trailer del 2012 del fantomatico gioco sviluppato dall’inventatissimo Moby Dick Studios dal titolo The Phantom Pain e il finale di Ground Zeroes, ci sono una manciata di fotogrammi in comune, pochi ma significativi e, nuovamente, fuorivianti: “You have been in a coma for quite some times… nine years” e poi improvvisamente un braccio sinistro uncinato.

Insomma, da non dormirci la notte.

 

 

Sono sicura che lo Chef Kojima, a questo punto, vi ha fatto davvero venir fame e, tanto per non smentirsi, nel prossimo episodio di Kojima Station programmato per domani 5 giugno alle 21 (ora giapponese, darà del suo meglio per lanciarvi qualche briciola pre-E3


Più che uomo videoludico, Kojima sembra essere un uomo di marketing vero e proprio. E voi, Ground Zeroes lo avete amato oppure odiato?