Lo ammetto, la prima volta che ho sentito nominare questo gioco ho pensato subito ad uno scherzo. Insomma, voi cosa pensereste se vedeste, tra i giochi consigliati dell’App Store e di Google Play, il titolo VVVVVV?

È vero però che l’abito non fa il monaco, e mi è bastato informarmi un attimo su Internet per capire che quel titolo misterioso che mi trovavo davanti nascondeva in realtà un signor indie game. Un gioco affatto nuovo, uscito nel 2010 per PC, Mac e Linux e portato su Nintendo 3DS nel 2012, ma pronto a tornare alla ribalta in questi giorni grazie al (già avvenuto) porting su iOS, Android e Ouya e a quello (annunciato) su PS Vita. Inutile dire che mi sono subito incuriosita e che, se state leggendo queste parole, è perché ho deciso di raccontarvi il motivo per cui, secondo me, il creatore Terry Cavanagh ha avuto un colpo di genio nello sviluppare questo gioco.

Sgancio subito la bomba: VVVVVV non è esattamente l’archetipo di gioco degli anni 2000. Tutt’altro, a dire il vero: è un platform in 2D a scorrimento orizzontale fiero delle sue ambientazioni e della sua musica in 8-bit. Un vero e proprio omaggio ai meravigliosi anni ’80, insomma. Il protagonista del gioco è il Capitan Viridian, che, a seguito di una “interferenza dimensionale” che ha colpito la sua astronave, deve ritrovare i suoi compagni e scoprire la causa della sua disavventura facendosi strada attraverso le spine e i tranelli che compongono l’ambiente di gioco. Per farlo, ha una sola arma: la forza di gravità. Basta un tocco per invertirla e permettere al Capitano di camminare sul soffitto o, viceversa, per tornare “con i piedi per terra”. E qui veniamo al gameplay che, per quanto riguarda la mia esperienza su Android, ho trovato molto immediato: un tap sul lato destro dello schermo per invertire la gravità, un leggero swipe sul lato sinistro per muovere invece il nostro eroe. Attenzione, però: immediato non significa facile.

 

Giocare a VVVVVV è come andare a casa della nonna e mangiare quelle tagliatelle al ragù che immediatamente ci riportano alla nostra infanzia. Chi, come me, è cresciuto con i vari ed eventuali Super Mario e affini capirà bene cosa intendo: VVVVVV è un tuffo nelle sensazioni del passato. Ripensando infatti a quando ero una piccola videogiocatrice in erba, un ricordo affiora su tutti gli altri: quello della frustrazione, del sapere benissimo come procedere ma non riuscire perché, per un salto fuori posto o per un errore di calcolo del tempismo, il protagonista finiva a fare quello che voleva lui, non certo quello che immaginavo io. Ecco, VVVVVV è esattamente questo: niente rompicapi insormontabili, niente soluzioni impossibili, ma una sola via d’uscita di fronte a voi che dovrete raggiungere con una piccola grande dose di abilità e fortuna.

Nel caso non fosse ancora chiaro, dunque, credo che VVVVVV sia un must-have. Caldamente consigliato a tutti, nostalgici e neofiti del genere: non esistono scusanti, perché come ho già detto il gioco è presente su tantissime piattaforme. E, se il vostro smartphone è a riposo da un po’, vi assicuro che 2,45€ sono una cifra più che ragionevole per essere trasportati in questo piccolo mondo retrò.