Dimenticatevi per un attimo di Xbox One e PlayStation 4. Il titolo di cui parlo oggi ha ben 17 anni e, ai suoi tempi, “next-gen” era sinonimo di PlayStation, sì proprio la  vecchia e grigia console di Sony. Sto parlando di Oddworld: Abe’s Oddyssee, titolo apprezzatissimo 2 decadi orsono che oggi torna a dare lustro alle console della società nipponica con  New ‘n’ Tasty!, remake dell’originale platform del 1997 realizzato da Oddworld Inhabitants che il mese scorso ha fatto il suo esordio sul PlayStation Network.

Chi, almeno una volta, non è stato catturato dagli occhioni di Abe o dalla sua buffa camminata finendo con il voler provare almeno uno dei titoli di questa appassionante saga? Se così non fosse, New ‘n’ Tasty è pronto a portarvi dritti nei vasti territori di Mudos per aiutare Abe nella sua folle missione.

Così come nell’originale, Abe è un giovane mudokon, schiavo più che dipendente di un gigantesco mattatoio. Durante il turno di lavoro, Abe viene a conoscenza che il direttore, Molluck, insieme ai suoi malvagi scagnozzi, notando un drastico calo delle vendite di carne degli animali locali, decide di utilizzare come nuovo prodotto da macello proprio i duecento dipendenti mudokon del mattatoio. È qui che avrà inizio la nostra avventura che ci permetterà di impersonificare Abe, disposto a tutto pur di salvare il proprio popolo, conducendolo verso territori sconosciuti, ardue prove e un nuovo destino da scrivere.

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Durante tutto il viaggio, il nostro protagonista dovrà salvare più mudokon possibili e, a seconda del numero che avremo totalizzato alla fine, il destino di Abe potrà cambiare drasticamente. A differenza del platform originale, per un’avventura più ricca ed appassionante, New ‘n’ Tasty presenterà aree inedite e 200 mudokon in più da salvare.

Dunque, un titolo che promette non poche ore di gioco, soprattutto per chi conosce già i titoli precedenti e la loro meccanica.

Ne varrà la pena? Scopritelo con la cara vecchia recensione in 5 parole.

Corri! (Abe, corri!)

Frenetico. Questo è quello che salta subito agli occhi dopo poche ore di gioco. Sebbene il titolo sia intramezzato da fasi più riflessive e strategiche, il ritmo principale di tutta l’avventura è quello di una continua corsa, che sia con venti slig ( gli acerrimi nemici di Abe) alle calcagna, inseguiti da mine vaganti o contro il tempo. Ci ritroveremo a percorrere interi quadri col fiato sospeso e in groppa al nostro fidato destriero Elum correndo e non fermandoci nemmeno un istante, sperando, dall’inzio alla fine, di non morire e dover ricominciare altre migliaia di volte. Un gioco, insomma, all’insegna del tempo e del suo sfruttamento, tra un lancio di una bomba allo scadere del timer e la fuga da un branco di nemici affamati.

Nostalgico

Quando impugniamo con mano un remake non siamo mai certi di ciò che questo possa riservarci, soprattutto in un’epoca in cui i rifacimenti sembrano essere così cari alle case sviluppatrici. Ma quando cominciamo a riscoprire New ‘n’ tasty non possiamo che accorgerci dell’incredibile ritorno al platform anni ‘90, merito soprattutto dell’ambientazione che già avevamo assaporato diciassette anni prima.

Ma ciò che veramente ci disarma è l’imponente difficoltà, costante in tutto il titolo, che caratterizza e in qualche modo ci fa amare i giochi di vecchia data. L’ammirevole lavoro di rifacimento c’è e si vede, ma ciò che sicuramente i giocatori più nostalgici apprezzeranno è proprio la complessità, quasi estenuante, presente in ogni singolo quadro. Saremo catapultati in un’avventura piena di puzzle, rompicapi, indovinelli volti a salvare e cambiare il destino di Abe e di tutti i mudokon del mattatoio. Un gioco, quindi, sconsigliatissimo a chi non vuole perderci troppo tempo o come “snack videoludico” nel tempo libero. Per tutti gli altri, una sfida da cogliere ad occhi chiusi e una soddisfazione da raggiungere ad ogni livello completato. 

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Crudo

Ciò che salta subito all’occhio, fin dai primi minuti, è senza dubbio la crudezza e crudeltà che regnano sovrane nel mattatoio così come nel resto del gioco. I mudokon muoiono, tra atroci sofferenze, di povertà, triturati come carne da macello, e questo New ‘n’ Tasty ce lo mostra bene, senza mezzi termini, senza giri di parole nè scene velate.

Il mattatoio è un luogo tetro, il colore predominante è il rosso e ad ogni angolo Abe trova traccia del cruento lavoro che si svolge ai piani alti. Macchine trituratrici, mine ad ogni passo, porte elettrificate, trappole nascoste ovunque, il debole sovrastato dal più forte. Ma è proprio contro questa crudeltà che il nostro protagonista si batte, per mettere fine una volta per tutte alla tirannia che spezza il suo popolo, a costo perfino di sacrificare i suoi stessi nemici autori di tali atrocità. Ed è proprio per questo che gli sviluppatori non hanno rinunciato ad ogni minimo dettaglio macabro e ad ogni scena cruda, per far sì che ci immedesimassimo nel nostro giovane Abe, per sentire sulla pelle l’angoscia del lavoro degli operai e la soddisfazione di aver salvato almeno un mudokon in più.

Variopinto

Nella speranza di salvare quanti più dipendenti possibili, Abe girerà in lungo e in largo, pur di trovare quel misterioso potere che possa aiutarlo nella sua missione. E durante il suo viaggio il mudokon ci farà conoscere paesaggi incredibili. Inizieremo la nostra avventura nei tetri e cruenti Mattatoi Ernia, in cui Scrab, Paramiti ed altri animali locali vengono crudelmente macellati per ricavarne degli snack. Successivamente, attraversando gli stessi pericolosi recinti da cui viene prelevata la carne da macello, giungeremo alle Linee Monsaic, luoghi incontaminati immersi nella natura, abitati da saggi mudokon che indirizzeranno Abe verso il destino che lo attende. Ma per compiere ciò, il nostro protagonista dovrà prima visitare due luoghi per lui fondamentali e cuori di un potere incontrollabile: Paramonia e Scrabania. La prima regione natia dei Paramiti, la seconda un deserto impervio e pieno di cactus popolato dai violenti scrab. Durante tutta questa avventura avremo, quindi, occasione di visitare e vedere paesaggi diversi, impervi e brulli o selvaggi e limpidi, dai colori e ambienti più disparati, che riusciranno a stupirci ad ogni passo.

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Silenzioso

Se dovessimo per un momento escludere la violenta carneficina dei mattatoi, le trappole infernali ed il ritmo incalzante per tendere l’orecchio, ci ritroveremmo effettivamente senza una vera e propria colonna sonora accompagnatrice durante tutto il gioco. Perché sì, le musiche sono presenti ed inserite nei momenti chiave, ma ad un’osservazione più acuta ci rendiamo conto che ciò che caratterizza invece il nostro titolo è tutto l’insieme degli elementi di sottofondo ed è anche questo che rende speciale ogni luogo e ogni avventura da noi affrontata. Ai mattatoi saranno il rumore della trituratrice o gli spari degli slig ad intervallare ogni nostra azione, nei territori più selvaggi i canti dei vecchi saggi mudokon ci indicheranno la via, il tintinnio del timer delle bombe sarà essenziale per cadenzare ogni nostro passo. Perfino i comandi di gioco di Abe prevedono prevalentemente suoni di richiamo, parole, versi e melodie volte ad aiutarci nella nostra missione. Insomma, ogni effetto, ogni suono non è lasciato al caso ma invece caratterizza e rende unico ogni territorio, ogni scena o ogni azione a cui assistiamo.

Vale dunque la pena, infine, spendere ore ed ore di gioco, tra continue prove e continui restart, per un remake del genere? Se siete amanti del platform e in particolare avete già amato la saga di Abe, questo è un titolo che non dovete perdere, soprattutto se interessati alla resa su next gen di un capolavoro di quasi vent’anni fa. Se invece appartenete alla categoria di persone che sta cercando un gioco mordi e fuggi, o semplicemente qualcosa di meno impegnativo e rilassante, il titolo non fa per voi e non per mancanza di abilità, ma semplicemente perché vi ritrovereste a lanciar fuori dalla finestra la vostra console dopo soli cinque minuti.

E voi che l’avete provato che mi dite? Condividete con me le emozioni che mi ha lasciato? Vi è piaciuto?