Annunciato lo scorso dicembre durante un Nintendo Direct, Hyrule Warriors, il gioco co-sviluppato da Nintendo, Team Ninja e Omega Force e pubblicato da Nintendo e Tecmo Koei, ha suscitato non pochi dubbi nei fan della saga dell’eroe dalla tunica verde. Dopo mesi di news sui personaggi giocabili, video che ci mostravano le varie modalità di gioco, DLC e quant’altro, finalmente ho messo le mani su questo particolare cross-over tra Legend of Zelda e Dinasty Warriors (quest’ultima ormai veterana di questi peculiari incroci). Quindi affilate le spade, imbracciate gli scudi e leggete la recensione in 5 parole.

Caos

Hyrule Warriors, come tutti gli altri giochi della serie Dinasty Warriors, appartiene a quel genere squisitamente giapponese denominato “Musou” (non a caso Zelda Musou è il titolo scelto per il mercato nipponico), genere che ha come caratteristica principale il caos. 

No, non preoccupatevi, non è per niente una cosa negativa. In fin dei conti, si parla di una guerra, e in ogni guerra ci sono eserciti che si scontrano al fronte, quindi ci troveremo catapultati, nei panni di Link e dei suoi compagni, sul campo di battaglia circondati da soldati, amici e nemici, che appariranno da tutte le direzioni. Il senso di caos e confusione verrà alimentato anche dalle mosse del personaggio: coreografiche, esagerate e distruttive. Queste caratteristiche sono parte integranti dei Musou, non a caso infatti è possibile ritrovare lo stesso genere di gameplay, con avamposti e presidi da conquistare, in tutti gli episodi e spin-off della saga di Tecmo-Koei.

Detto questo, una domanda sorge spontanea: in tutto ciò, dov’è la magia dell’epopea di Nintendo?

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Leggenda

Ciò che ha preoccupato principalmente i fan di Link era ritrovarsi con un Dinasty Warriors particolareggiato da una skin a tema Zelda e, in parte, pare essere proprio così. Se vi aspettate enigmi, dungeon e un semi-open world alla Zelda purtroppo non li troverete, ma non preoccupatevi perché, tutto sommato, l’anima del gioco è quella tipica della famosa saga di Nintendo.

Oltre alla presenza dei personaggi principali della saga, la m0dalità Leggenda segue un percorso narrativo molto simile a quello della saga principale: una strega malvagia minaccia il regno di Hyrule e, dopo la prima battaglia in cui impersoneremo una recluta dell’esercito Hylia di nome Link, la Principessa Zelda svanirà misteriosamente. Riconosciuto il valore della recluta, la guardia del corpo della Principessa, Impa, deciderà che Link è colui che può salvare Zelda e gli donerà le verdi vesti dell’eroe.

Oltre alla trama molto, che richiama molto le classiche vicende di The Legend of Zelda,, anche il gameplay ha qualche particolare preso dalla serie principale, in particolare i Boss di fine livello. Se nella serie di Dinasty Warriors i boss sono i generali della Guerra dei Tre Regni, qui non solo troviamo avversari umanoidi a bloccare la nostra avanzata,  ma veri e propri mostri presi dai vari capitoli usciti sulle passate console Nintendo: ci troveremo contro il Mega-Dodongo di Ocarina of Time o il Manhandla del primo Legend of Zelda, e ogni boss richiederà una strategia particolare per essere sconfitto, strategia che di solito richiederà di utilizzare un oggetto tipico dell’equipaggiamento di Link. In più, per quanto riguarda i nemici più piccoli, non ci si deve limitare ad attaccare senza sosta concatenando combo, ma sarà possibile sfruttare il momento in cui il nemico abbassa la guardia, come lo sbilanciamento di un Darknut dopo aver sferrato una spadata troppo violenta o l’atterraggio incerto di un Arealfos, per infliggere ingenti danni con un attacco altamente spettacolare al termine della combo.

Casalingo

Oltre alla modalità Leggenda, ovvero la classica modalità storia con missioni collegate l’una all’altra che ci portano fino all’esaltante finale del gioco, sono presenti due modalità aggiuntive: Libera (la quale consiste nel ripercorrere le missioni della modalità sopracitata usando liberamente qualsiasi personaggio sbloccato) e Avventura. Ognuna di queste modalità ci permette di giocare in cooperativa con un amico, ma, purtroppo, solo in locale.

Una delusione se pensavate di giocare online con gli amici, ma tutto sommato dobbiamo riconoscere che il co-op viene gestito molto meglio rispetto ai classici titoli Dinasty Warriors. Nei vecchi capitoli si giocava in split screen, limitando la visuale di ogni giocatore, soprattutto a causa della grossa mole di testo ed informazioni che appaiono a schermo quasi in ogni momento della partita; in Hyrule Warriors invece troviamo un multiplayer asimmetrico che agevola il tutto. Un giocatore vedrà il proprio personaggio, con le varie informazioni e notifiche a lui correlate, sullo schermo del Wii U Gamepad, mentre l’altro vedrà il suo sullo schermo della TV, senza limitazioni alla visuale o informazioni confusionarie. Il secondo giocatore potrà usare il Wii U Pro Controller o l’accoppiata Wiimote e Nunchuck per controllare l’eroe da lui scelto; quest’ultima adotta un sistema di controllo molto simile a quello già visto in Twilight Princess, agitando il Wiimote per eseguire gli attacchi deboli e premendo B per quelli potenti. La mancanza di un vero multiplayer online, comunque, si sente, limitando di fatto la longevità dell’esperienza.

Avventura

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La modalità che mi ha colpito di più è senz’altro la modalità Avventura. Dopo un’introduzione presa direttamente dal primissimo Legend of Zelda per NES, il gioco ci mostrerà la mappa di quest’ultimo. Il nostro compito sarà avanzare di casella in casella compiendo varie missioni, dal classico “elimina 400 nemici in 10 minuti” al più particolare “sconfiggi il nemico giusto evitando quello sbagliato“.

Completando queste più o meno semplici quest ci verranno donati degli adesivi, ognuno rappresentante un oggetto della saga, come le bombe, la bussola, la candela e la zattera: usando questi adesivi sulla casella della mappa potremo interagire con essa, bruciando un cespuglio, superando un fiume o facendo esplodere una roccia per sbloccare, una volta completata la missione, premi ben più rari degli adesivi, come i classici portacuori per aumentare i punti vita di ogni personaggio oppure armi totalmente nuove e personaggi segreti.

Oltre a questa particolare modalità, ad aumentare la longevità del titolo contribuiscono altri tipi di collezionabili: partendo dagli Achievment interni del titolo, fino agli amati/odiati Skulltula dorati, 100 in totale, presenti in quasi tutte le modalità di gioco.

Level Up

In Zelda è un concetto totalmente assente, eppure qui il Level up è presente e, direi, quasi fondamentale, così come lo sono l’equipaggiamento e, in un certo senso, il crafting. Combattendo, ogni eroe aumenterà il suo livello e, di conseguenza, aumenterà la mole di danni che potrà infliggere ai nemici e la resistenza agli attacchi subiti. Inoltre, al termine di ogni missione, riceveremo armi e oggetti di consumo: quest’ultimi potranno essere utilizzati nel bazar per creare degli stemmi per ogni personaggio, i quali aumenteranno la quantità di tecniche eseguibili, il numero di volte in cui si potrà usare una tecnica speciale prima di svuotare la barra ad essa dedicata o il tempo necessario a conquistare un presidio. Per quanto riguarda le armi la varietà non manca, sia per il tipo di danno che possono infliggere, sia per le abilità speciali. Queste abilità possono anche essere passate ad armi più potenti, a patto che abbiano uno slot abilità vuoto e che siate disposti a sacrificare l’arma di partenza e qualche rupia.

Questi dettagli conferiscono al gioco un grado di personalizzazione maggiore di quello visto fino ad oggi nella saga made in Nintendo, fatta eccezione forse per Skyward Sword su Wii, il quale aveva un piccolo sistema di crafting degli armamenti. Certo questi dettagli che differenziano il gioco da un capitolo classico della saga potrebbero scoraggiare o persino infastidire un fan, ma aggiungono quel qualcosa in più che differenzia il prodotto rispetto agli altri, pur mantenendo quel pizzico di magia che la Leggenda ha sempre avuto e, chissà, potrebbe anche convincere qualche neofita ad avvicinarsi al brand.