Chi l’avrebbe detto che una delle compagnie più affermate al mondo conti, ad oggi, ben 125 anni? Che apparteniate alla vecchia generazione videoludica, che siate piccini o semplicemente giocatori saltuari, il nome Nintendo non può che evocare in voi almeno un ricordo.

Eppure, nonostante si festeggi il suo 125° compleanno, la nostra cara società sembra portare anche fin troppo bene i suoi anni: nonostante qualche caduta e la scelta di intraprendere nuove innovative strade, Nintendo rimane comunque uno dei capisaldi della storia ludica e videoludica, un’amica fidata di milioni e milioni di giocatori.

Ma rivediamo insieme la strada che l’ha portata ad essere la grande casa che è oggi.

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Ci troviamo nella splendida Kyoto, il 23 settembre 1889, e il nostro protagonista è lui, l’imprenditore giapponese Fusajiro Yamauchi, il quale avvia la famosa produzione di carte da gioco “Hanafuda”, inserendosi in un mercato piuttosto occidentalizzato e iniziando così un business di enorme successo sia in Giappone che nel resto del mondo.

Nel 1933, grazie alla fama e ai grandi risultati acquisiti negli anni precedenti, nasce la Yamauchi Nintendo & Co. Ed è proprio Yamauchi che sceglie di adoperare i caratteri kanji per il nome della società: nasce così “nin-ten-do”, che letteralmente vuol dire “lascia la fortuna al paradiso”.

Passano gli anni e nel frattempo la nostra casa cambia diversi nomi. Nel 1951 diventa Nintendo Playing Card Co. Ltd. e qualche anno più tardi, nel ’59, stringe un accordo con The Walt Disney Company per commercializzare carte raffiguranti personaggi Disney.

Nel 1963 Hiroshi Yamauchi, nipote di Fusajiro, trasforma la società in Nintendo Co. Ltd, inserendola per la prima volta nel mercato azionario di Osaka con la sua prima quotazione e con la vendita delle Beam Gun, pistole laser introdotte per prime nel mercato dei giocattoli giapponesi.

Arriva il 1977 e la Nintendo, in collaborazione con la Mitsubishi Electric, produce le prime home console dedicate interamente al mondo videoludico distribuite solamente in Giappone, le Color TV Game, composte da cinque modelli: Game 6, Game 15, Racing 112, Block Kuzushi e la Computer TV Game. Alla fine degli anni ’70 Minoru Arakawa, genero di Yamauchi e nuovo direttore della società, apre, a New York, la Nintendo of America, che con la sezione operativa dei giochi azionati a gettone dà ufficialmente inizio all’internazionalizzazione della Nintendo.

Ma ciò che fece davvero il boom e rese Nintendo realmente internazionale furono gli anni ’80, quando lo sviluppatore Shigeru Miyamoto giunge alle porte della compagnia per realizzare uno dei primi coin-op, le classiche macchine da sala giochi a gettoni. Nasce così Donkey Kong che, fin da subito, riscontra un successo mondiale, sfornando uno dei personaggi più amati e conosciuti di tutti i tempi: il famosissimo “Jumpman“, per gli amici poi conosciuto come Mario.

Gli anni ’80 sfornano anche il Nintendo Entertainment System, NES, che vende milioni e milioni di esemplari. Ma l’immaginazione e la creatività di Miyamoto non si fermano qui e negli anni creano capolavori quali The Legend of Zelda, Super Mario Bros, Star Fox, F-zero. 

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Alla fine degli anni ’80, esattamente nel 1989, Nintendo entra nel mercato delle console portatili grazie al lancio del Game Boy. Sono gli anni d’oro per la società nipponica. L’anno dopo viene lanciato il Super Nintendo Entertainment System, SNES, che arriva addirittura a competere attivamente con le console della rivale SEGA.

Nel 1995 sbarcherà il Nintendo 64 e, lo stesso anno, Yokoi produrrà il Nintendo Virtual Boy, il quale, però, non riscontrerà tutto il successo sperato.

Siamo già ampiamente entrati negli anni Novanta e, grazie all’enorme boom scaturito dalla serie Pokémon, la linea Game Boy diventerà ufficialmente una delle più vendute in tutto il mondo, ampliando i suoi esemplari con il Super Game Boy e il Game Boy Color.

Ventunesimo secolo. Tempo di enormi cambiamenti, nuove tecnologie e forse anche una nuova mentalità. Nintendo non ne  è da meno e si inserisce fin da subito in questo clima di innovazione. Nel 2001 lancia il Nintendo GameCube e il successore del Game Boy Color, il Game Boy Advance. 

Ma la fama della compagnia continua a crescere e propone sempre nuove console e nuove meccaniche di gioco. Siamo nel 2004 e viene lanciato per la prima volta il Nintendo DS, il quale possiede il tanto amato touchscreen dei tempi moderni. Viene seguito, successivamente a ruota, dai fratelli Nintendo DS Lite (2006) e Nintendo DSi (2008).

Ma anche il mondo delle home console si amplia e viene fortemente modificato grazie all’innovativa Wii, immessa nel mercato alla fine del 2006. Innovativa e creativa, ciò che rese questa console davvero competitiva fu sicuramente la vasta gamma di giochi che vennero prodotti per essa, ma soprattutto l’utenza che questa si prefissava di intrattenere. La Wii entrò non solo a far parte di milioni e milioni di famiglie, ma ampliò anche il concetto di videogioco delle stesse, coinvolgendo membri del nucleo familiare che fino ad allora erano restii a tali tecnologie. In questo decennio vengono, inoltre, aperte le prime filiali britanniche, italiane e spagnole della società, rendendola letteralmente multietnica.

Qualche anno più tardi, nel 2011, viene lanciato il Nintendo 3DS, console che riscosse grande successo tra il pubblico e che vide, due anni dopo, la nascita della console sorella, il Nintendo 2DS. Le due tecnologie differiscono sostanzialmente per il sistema di autostereoscopia e dell’apertura a conchiglia.

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Nel 2012 Nintendo lancia la sorella della grande home console che negli ultimi anni l’aveva resa così celebre, la Wii U. Tale innovazione doveva sopperire ai limiti che la Wii aveva precedentemente accusato: l’assenza del supporto all’alta definizione e una modalità multigiocatore in rete consistente. Ciò che risultava necessario per la nuova console era, in poche parole, un nuovo hardware. Vennero analizzate diverse idee e infine, dopo aver pensato di installare un piccolo schermo sul controller per rendere più interattiva l’intera esperienza di gioco del giocatore, venne sviluppato un gamepad con uno schermo di dimensioni rilevanti per ovviare a tale progetto.

Ciò che però Nintendo non calcolò fu la reazione del mercato e delle utenze al lancio della nuova console, che si rivelò molto deludente nelle vendite. Basti pensare che la precedente Wii vendette più di 100 milioni di copie, mentre la sorella più giovane solo 7,21 milioni di copie.

Arriviamo ai giorni nostri. Giorni in cui i videogiocatori, probabilmente con una mentalità totalmente diversa da quella di vent’anni fa, vanno a caccia sempre più di console innovative e di giochi all’avanguardia. Ma la società, con i suoi 125 anni suonati e i suoi alti e bassi, non si è di certo arresa alla vecchiaia. E i numeri parlano da soli: ad oggi Nintendo conta 2,8 miliardi di videogiochi veduti e più di 458 milioni di unità di hardware vendute in tutto il mondo. 

Che sia dunque un semplice idraulico a rallegrare le nostre giornate, una buffa scimmia, un eroe medievale o una stravagante orda di mostriciattoli multicolore, la Nintendo non ha mai smesso di divertirci, emozionarci, condurci in un mondo totalmente tutto suo in cui qualsiasi giocatore, dai più piccini ai più esperti, può immergersi e, perchè no, perdersi. Segnando la storia del mercato giapponese, entrando nelle famiglie di tutto il mondo, oltrepassando limiti di età e perfino di mentalità, Nintendo ha dimostrato di sapersi guadagnare la fama e l’affetto che merita e che la contraddistinguono.

E dopo questo incantevole salto nel passato, dopo 125 anni di storia del videogioco, non ci resta che augurarle tutto il meglio per il suo futuro e farle ancora i migliori auguri!