Avreste mai pensato che potesse esistere un videogioco dedicato al ciclo mestruale? Molto probabilmente no, eppure c’è chi l’ha creato davvero. Andrea Gonzales e Sophie Houser sono due studentesse liceali di 17 anni, residenti a New York. Si sono incontrate questa estate a Girls Who Code, un progetto nato nel 2012 che si propone di limitare il forte divario di genere che purtroppo sopravvive ancora oggi nell’ambito delle tecnologie. In che modo? Insegnando alle ragazze a programmare.

Tampon Run è il progetto finale sviluppato dalle due ragazze: un videogioco con grafica a 8 bit il cui game play prevede la raccolta di assorbenti da sparare ai nemici proprio come fossero armi.
Il gioco si fa portavoce di un importante messaggio sociale, che a volte può sembrare banale e scontato anche se in realtà spesso è ancora considerato un tabù (soprattutto per le ragazze più giovani): quello di rendere il ciclo una cosa normale e naturale ed insegnare alle giovani donne che non è certo qualcosa di cui doversi vergognare.

Anche se il concetto può essere strano, è assurdo che la nostra società abbia accettato tranquillamente pistole e violenza attraverso i videogiochi, ma spesso trovi ancora indicibili cose come assorbenti e mestruazioni“, ha detto la Houser.

La popolarità del gioco è salita alle stelle in pochissimo tempo, e le due ragazze attualmente stanno cercando di fare una versione mobile.

“Questa esperienza ci ha anche fatto capire quanto sia potente la programmazione. Se sai scrivere codice, puoi costruire qualsiasi cosa tu possa immaginare e quindi utilizzare Internet per raggiungere migliaia di persone.”

Curiosi di sperimentarlo? Potete farlo recandovi sul sito ufficiale.