Con un solo anno di età, il nuovo capitolo targato Red Entertainment Corporation si prepara ad approdare, per la prima volta, su console Nintendo 3DS. Di cosa sto parlando? Di Fossil Fighters: Frontier, il terzo episodio della saga che ha conquistato soprattutto il Sol Levante.

Ma vediamoinsieme quali sono le nuove features che caratterizzano questo RPG dai toni piuttosto ironici e conviviali. Il titolo ci catapulta in un mondo dove umani e dinosauri, meglio conosciuti come “vivosauri“, convivono pacificamente insieme e dove un gruppo scelto di ricercatori, i “custodi“, sono specializzati nell’allevamento, nell’addestramento e nella ricerca di tali creature. Ogni continente possiede al suo interno un Paleoparco, un vero e proprio miscuglio tra un parco a tema ed un istituto di ricerca, in cui scienziati e custodi si occupano di scovare fossili e risvegliare vivosauri. Il nostro personaggio, al quale potrà essere assegnato un nome e che potrà essere scelto in base al sesso, si ritroverà inizialmente nel Paleoparco dell’Asia, base centrale di tutti gli altri parchi, dove attende di compiere il fatidico esame per la qualifica di custode. Lì, faremo la conoscenza di altri sei ragazzi in lizza per lo stesso sogno, ognuno caratterizzato da tratti caratteriali differenti, e dei nostri superiori. Questa grande avventura è però minacciata da una malvagia organizzazione che tenta di conquistare tutti i parchi in circolazione e risvegliare e modificare oscure creature.

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Con questo prologo piuttosto cartoonesco, la trama tende a svilupparsi verso una meccanica di gioco piuttosto ripetitiva che occasionalmente si diversifica grazie ad alcune quest secondarie. Chiave del gioco, infatti, è quella di esplorare tutti i Paleoparchi nel mondo per compiere le missioni da custode che il quartier generale assegna costantemente. Attraverso l’esplorazione di siti archeologici sarà possibile effettuare scavi, al fine di scoprire qualche nuovo fossile, o combattere contro i vivosauri in circolazione, aumentando la propria esperienza. Ogni nuovo fossile riportato alla luce genererà un nuovo vivosauro che, tramite la tecnica del “risveglio”, potrà aggiungersi alla nostra squadra.

Ogni creatura del nostro team avrà dei parametri di attacco, difesa, velocità e abilità speciali propri ed inoltre possiederà un elemento (acqua, fuoco, aria, terra e così via) che lo caratterizza durante le battaglie. Sia il custode che i suoi vivosauri riceveranno un rango che potrà essere aumentato sviluppando esperienza e compiendo missioni. A tal proposito, al quartiere generale del Paleoparco dell’Asia sarà possibile, tramite un tabellone, ottenere quest secondarie che, di volta in volta, verranno riaggiornate.  Nella nostra avventura non saremo comunque soli: ad aiutarci, infatti, troveremo i nostri compagni custodi che, grazie alle proprie peculiarità e al proprio team di vivosauri, ci permetteranno di superare le prove senza difficoltà.

GamesPrincess_FossilFighters_Frontier_dinosauri

Ma spostiamoci verso il quesito principale posto dal web durante gli scorsi mesi: Fossil Fighters Frontier è un possibile fratello dei Pokémon? Gli somiglia? E se sì, quanto? 

Sebbene molte caratteristiche (mostri collezionabili, battaglie tra creature, avventura alla ricerca di fossili leggendari) possano vagamente ricordare il famoso brand di Game Freak, non bisogna, però, commettere l’errore di paragonarli (pena un’amara delusione). Il titolo in questione, infatti, presenta delle meccaniche di gioco ed una struttura del tutto diverse e per niente comparabili. Il gameplay di battaglia, molto più simile a quello di un classico RPG, si basa sulle classiche battaglie a turni in cui, ad ogni inizio, vengono ordinati i componenti in base al calcolo della loro velocità. Durante il turno di attacco, il vivosauro potrà scegliere quale mossa utilizzare contro il proprio avversario, spendendo, in quel caso, l’energia necessaria per compierla. Una volta scelto l’attacco, partirà un conto alla rovescia in cui il giocatore, tramite una sorta di quick time event, potrà ulteriormente enfatizzare l’offensiva premendo ripetutamente determinati pulsanti o, al contrario, curerà il proprio alleato. Una volta terminata la battaglia il nostro team acquisirà esperienza e potrà, perfino, aumentare il proprio rango.

fossil fighters frontier

All’interno del gioco sarà, inoltre, possibile cimentarsi in altri tipi di sfide quali, ad esempio, le corse con veloci fuoristrada, utilizzati per muoversi lungo i siti archeologici, o le gare di estrazione dei fossili. Per arricchire ancora di più l’avventura, si troveranno, nei vari Paleoparchi di tutto il mondo, punti di ritrovo in cui cimentarsi in gare in multiplayer testando le proprie abilità di custode con i propri amici, sfidandosi in battaglia o estraendo fossili insieme.

Se quindi, da un lato, il titolo possa vagamente ricordare altri giochi già in circolazione, la sensazione reale che esso vi darà sarà un’altra. Fin dai primi momenti, infatti, vi sentirete catapultati in un cartone animato tipico degli anni ’90, attraverso le sue battute continue e i frequenti momenti di relax. Perfino l’incipit iniziale sembra quello dei classici cartoni domenicali: un gruppo di amici si mette in viaggio per l’avventura con al fianco un gruppo di colorate creature da accudire, per fermare il male che incombe sul mondo. La ciliegina sulla torta? Ad ogni avvio del gioco verrà mostrata la sigla ufficiale con tanto di colonna sonora e sottotitoli in italiano che, una volta visionata la prima volta (ahimé sì, la prima volta dovrete sorbirvi il tutto forzatamente), sarà facilmente superabile con un comando.

Nota negativa non indifferente? L’estrema facilità. Durante tutto il percorso, infatti, non vi verranno mai proposte particolari sfide impegnative e vi basterà il minimo allenamento obbligatorio per superare indenni ogni battaglia. Questo si scontrerà, nelle parti più avanzate del gioco, con un’impennata di difficoltà che vi porterà non poca noia nel dover tornare indietro per fortificarvi.

Come già avevamo detto per Puzzle & Dragons Z, Fossil Fighters: Frontier è un gioco per appassionati. Se siete tra quelli che hanno amato i capitoli precedenti ed aspettate con ansia di rimettervi in marcia nell’esplorazione dei siti archeologici, allora quest’ultimo titolo non vi deluderà. Ma se, invece, lo prendete in mano per la prima volta vi occorrerà una buona dose di pazienza e la mentalità giusta per non giudicare affrettatamente questo gioco.

Detto questo, voi, a che categoria appartenete? Grandi appassionati o novellini? E, in quel caso, gli darete una chance?

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