Unilaterale è l’aggettivo che, a mio avviso, descrive al meglio il mio rapporto con i libri. Ti insegnano qualcosa, ti raccontano storie, ti fanno rivivere momenti passati, ti aiutano a valutare i sentimenti presenti. Ma finisce qui. Al libro, per quanto bello, utile o divertente, non puoi restituire niente. È un rapporto unilaterale e voi siete i passivi lettori di quello che avviene tra le pagine.

Il videogioco è un passo oltre e per un motivo molto semplice: è interattivo. L’interattività cambia tutto perché le relazioni diventano dinamiche, ci si adatta, ci si risponde, si cambia. Questo è il vantaggio intrinseco di ogni videogame, la marcia in più che gli permette di conquistare sempre più giocatori e di fare breccia nel cuore tanto dei più giovani quanto dei più adulti, ma questo è anche il motivo per cui questi giochi elettronici si stanno trasformando in veri e propri strumenti di apprendimento.

Il videogioco ha smesso di essere solo un passatempo ormai diversi anni trasformandosi in uno degli argomenti più amati dai ricercatori e più indagati da psicologi ed educatori. Le potenzialità sono enormi e noi siamo abbiamo solo cominciato a grattare la superficie di questo nuovo campo.

Tutto ciò significa una cosa sola: è un momento meraviglioso per tutti gli appassionati di videogiochi.

Ogni giorno c’è un nuovo sviluppatore indipendente pronto a sperimentare qualcosa di nuovo, ogni settimana c’è qualcuno che pensa al futuro di questo mezzo d’intrattenimento, ogni mese c’è un ricercatore che lo applica per migliorare la vita degli altri.

Tra questi ultimi ci sono anche Sue Damian, Ray Pradeep, Talaci-Khoei Amir, Jonnagaddala Jitendra e Vichitvanichphong Suchada, studiosi australiani che si sono chieste se i videogiochi siano in grado di aiutarci a mantenere o migliorare una delle abilità più utili del nostro secolo: guidare.

Non immaginatevi però i vostri genitori o i vostri nonni alle prese con Forza Motorsport, Gran Turismo o Assetto Corsa. Contrariamente a quanto si crede, non sono i racing game a renderci automobilisti migliori. La ricerca di Damian e colleghi ha infatti scoperto che per incrementare la nostra sicurezza dietro al volante, improvvisarvi piloti in un ambiente virtuale non serve praticamente a nulla.

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I ricercatori australiani hanno infatti notato che i veri cambiamenti si ottengono stimolando singolarmente alcune delle componenti del nostro sistema cognitivo che normalmente peggiorano con l’età. Come? Con una Xbox 360, il tanto bistrattato Kinect e alcuni giochi pensati per allenare i partecipanti alla ricerca, ossia Kinect Sports, Just Dance 3, Kinect Adventures e Dr Kawashima: Esercizi per la Mente e il Corpo.

Lo so, siete un po’ scettici, ma prendete per esempio Just Dance 3. Il gioco di Ubisoft non è nato solo per farvi fare brutta figura davanti agli amici o, al contrario, stupirli con le vostre abilità nel campo della danza. Just Dance migliora il vostro tempo di risposta proponendovi movimenti da ripetere quasi in tempo reale, cosa che vi permetterà di perfezionare anche la vostra reazione davanti alla segnaletica stradale: meno semafori rossi ignorati, meno incidenti, meno multe perché non avete visto i limiti di velocità in tempo.

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Just Dance inoltre vi consente inoltre di mantenere in forma il vostro corpo, non solo la vostra mente, proponendovi coreografie che vi costringono a muovervi ed fare esercizio, per altro con un grosso vantaggio: un feedback in tempo reale. Così saprete sempre se state migliorando o se invece state battendo un po’ la fiacca.

Anche Dr Kawashima: Esercizi per la Mente e il Corpo vi informa subito del vostro punteggio, con un plus rispetto a Just Dance 3: vi incoraggia a fare meglio e si congratula con voi per i traguardi raggiunti.

Il risultato della ricerca condotta da Damian e compagni ha mostrato che questo tipo di allenamento rallenta il deterioramento delle capacità fisiche e mentali, lo stesso tipo di risultato che si può ottenere con il nuoto o la fisioterapia, ma con una differenza: i costi sono contenuti e tutto può essere fatto dal proprio salotto. A vantaggio di quest’approccio troviamo infine anche il Kinect SDK, il che vuol dire che chiunque può sviluppare nuovi videogiochi che puntano a migliorare abilità e caratteristiche specifiche dell’individuo. In un prossimo futuro tutto ciò potrebbe consentire ai nostri medici di prescrivere una routine basata sugli esercizi eseguibili di fronte alla vostra Xbox One, ovviamente tenendo conto dei limiti e dei punti di forza di ogni paziente.

Insomma, in un mondo dove guidare è quasi indispensabile e dove l’indipendenza passa spesso e volentieri dal possedere un’auto, i videogiochi potrebbero permettere ai più anziani di mantenersi in costante esercizio dando a loro e a noi qualche sicurezza in più ogni volta che ci mettiamo sulla strada.

Voi riuscite ad immaginarvi tra 50 anni alle prese con Just Dance 3 per riuscire a rinnovare la patente?

 

Volete saperne di più? Trovate qui la ricerca originale di Sue Damian e colleghi.