Fallout 4 è di per sé una piccola rivoluzione. Niente immagini rilasciate in anteprima, niente video delle versioni “pre-alpha”, niente comunicati stampa che ne anticipavano le caratteristiche. Bethesda ha lavorato in gran segreto per anni, ha ponderato ogni elemento, ha fatto le sue scelte senza farsi distrarre dai rumor e dai leak che hanno cominciato ad emergere già nel 2012, quando un gruppo di tecnici della software house fu avvistato a Boston durante la mappatura di alcune parti della città.

Insomma, Fallout 4 è stata la più grande sorpresa dell’E3 di quest’anno. Una bomba nucleare – permettetemi l’allusione – lanciata in quel di Los Angeles e in grado di far esplodere di gioia anche i meno appassionati.

Ma la gigantesca sorpresa si sarà tramutata in un altrettanto corposo videogioco? Provo a spiegarvelo con le consuete 5 parole.

Conservazione

GamesPrincess_Fallout4_recensione_storia

È il 2077, è l’alba della guerra che raderà al suolo le nazioni e cancellarà tutto quello che l’umanità ha costruito negli ultimi anni appoggiandosi proprio a quell’energia nucleare che da lì a poco spazzerà via tutto, tranne voi e la vostra famiglia.

Intrappolati all’interno di capsule criogeniche, il nostro protagonista, insieme alla moglie e al figlio Shaun, riusciranno a sopravvivere al disastro atomico, fino a quando, dopo quasi 200 anni, una piccola squadra entrerà nel Vault 111 per rapire il neonato e uccidere la vostra dolce metà.

Comincia così la storia di Fallout 4. Un incipit intenso che da senso all’esplorazione morbosa delle lande desolate del Commonwealth, ma che purtroppo non viene seguito da una narrativa altrettanto emozionante e passionale. La ricerca di Shaun quindi fungerà solo da pretesto, una banale scusa per giustificare un gameplay che si basa principalmente sulle quest secondarie, quest che, spesso e volentieri, daranno corpo all’ambientazione. Il Commonwealth infatti non è solo il territorio che ospiterà le vostre avventure, ma la terra dove centinaia di coloni affrontano le difficoltà nel tentativo di condurre una vita “normale”. Fallout 4 si rivela così una fotografia meravigliosamente attendibile della capacità umana di aggrapparsi all’istinto di conservazione e voi, missione dopo missione, ne sarete testimoni.

Ineptum

Fecit iter longum, comitem qui liquit ineptum”.

Quest’espressione latina significa letteralmente “Non termina mai il viaggio di chi ha come compagno un buon a nulla” ma, se volete, possiamo tradurla così: Meglio soli che mal accompagnati“.

Non vi preoccupate, non sto delirando. Sto semplicemente sintetizzando la mia esperienza con i compagni di viaggio che questo quarto capitolo del franchise vi mette a disposizione.

GamesPrincess_Fallout4_recensione_dogmeat

Il vostro viaggio nella Wasteland infatti non sarà triste e solitario. A farvi compagnia troverete diversi personaggi che purtroppo si riveleranno un ostacolo più che un reale elemento di supporto. Li troverete in mezzo alle porte quando dovete passare, li perderete in combattimento perché tendono a lanciarsi nella mischia senza nascondersi e riusciranno persino a causare la vostra morte con le armi che avete dato loro. Insomma, l’aiuto che vi daranno sarà sempre molto relativo. A peggiorare la situazione ci pensa la mancanza di un vero e proprio rapporto con i comprimari; durante il corso della storia ne cambierete svariati senza mai approfondire davvero il loro background e così, alla fine, non riuscire ad affezionarvi a qualcuno di loro o a preferirne uno rispetto ad un altro. L’unica cosa che avrà peso dopo pochi minuti di gioco sarà semplicemente la loro abilità di trasportare parte del vostro corposo bottino.

Neverland

Fallout 4 è indubbiamente un titolo incentrato sull’azione, capace di dare il suo meglio con la visuale in prima persona e pronto a metterci di fronte a continue sfide. Il gameplay però non si riduce solo a questo, a sparatorie continue e all’utilizzo selvaggio dello S.P.A.V., il Sistema di Puntamento Asssistito Vault-Tec che consuma i Punti Azione per rallentare l’azione di gioco e permetterci di individuare le debolezze dei nemici.

L’open world di Bethesda è anche e soprattutto un gioco di ruolo e come tale vi chiederà di svolgere due compiti fondamentali: attribuire i punti abilità e dedicarvi al crafting.

Partiamo dalle abilità, gioia e cruccio degli amanti degli RPG. Il mio consiglio è molto semplice: prima di spendere i preziosi punti, pensate bene al tipo di personaggio che volete. Non si torna indietro.

Le abilità S.P.E.C.I.A.L (Forza, Percezione, Costituzione, Carisma, Intelligenza, Agilità e Fortuna) influenzano moltissimo l’andamento del gioco per cui decidete con estrema meticolosità quali fanno al caso vostro e che tipo di situazioni preferite affrontare. Un esempio? Il Carisma spesso e volentieri potrebbe aiutarvi a risolvere complesse situazioni e ad evitare conflitti a fuoco, mentre la totale mancanza di Forza vi permetterà di portare meno peso aumentando la dipendenza dai vari compagni. Insomma, un punto dato all’una o all’altra abilità potrebbe cambiare le carte in tavola nelle missioni successive, quindi scegliete con saggezza e cura.

L’altro elemento preponderante in Fallout 4 è il crafting. Il vostro personaggio potrà infatti modificare e potenziare gli armamenti in suo possesso; a disposizione infatti troverete 50 armi e oltre 700 possibili modifiche, senza contare la possibilità di migliorare l’armatura che troverete all’inizio del gioco.

GamesPrincess_Fallout4_recensione_crafting_armatura

Il Fai-da-te non si limiterà però alla creazioni di pistole e fucili letali. Dopo i primi minuti di gioco vi imbatterete in un gruppo di persone che deciderà di stabilirsi a Sanctuary Hills, il vostro vecchio quartiere ormai devastato dalle radiazioni e del tempo. Non tutto è perduto però. Scoprirete infatti di poter aiutare i sopravvissuti riciclando tutto ciò che è ormai inutilizzabile per costruire abitazioni, letti, sedie e persino generatori di corrente. Quando avrete finito, Sanctuary Hills sarà una sorta di Neverland, un’isola felice dove l’arte dell’arrangiarsi ha permesso ai coloni di condurre un’esistenza relativamente tranquilla.

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A Bug’s Life

Potrei dirvi che quella dell’open world è sempre stata una scelta difficile, una scelta di compromessi, ma non sarebbe del tutto vero.

Il problema di Fallout 4 è che arriva dopo un egregio The Witcher 3, dimostrazione vivente di come si possa mantenere uno standard tecnico molto alto senza rinunciare ad un mondo ampio e variegato. Diventa così impossibile non storcere il naso di fronte alle texture poco dettagliate, alla legnosità dei compagni di viaggio e, soprattutto, agli estenuanti caricamenti che tagliano brutalmente le gambe a quel poco pathos che la storia riesce a creare, costringendovi ad attendere ogni volta che dovete uscire od entrare in un’abitazione.

Non mancano poi occasionali cali di frame rate e i soliti e immancabili bug. Sicuramente il titolo ce ne regala molti meno dei suoi predecessori, ma le compenetrazioni, almeno su PlayStation 4, sono comunque frequenti, senza contare un fastidioso problema che ho incontrato più volte di quante vorrei e che imponeva al mio personaggio di muoversi a destra nonostante io usassi lo stick analogico per farlo camminare in avanti.

Ovviamente il comparto tecnico di Fallout 4 non è un fallimento su tutti i fronti. Il colpo d’occhio generale è comunque piacevole, i miglioramenti alla visuale in terza persona sono visibili e il livello di personalizzazione del protagonista è davvero impressionante. Inutile poi dire che il livello globale della produzione sale notevolmente se giocato su PC, dove il dettaglio grafico aumenta, la gestione dell’illuminazione diventa decisamente più all’avanguardia e le ombre risultano più convincenti.

Ottima poi la colonna sonora, caratterizzata da brani degli anni ’40 e ’50 e in grado di accompagnare perfettamente le esplorazioni nelle desolate terre del Commonwealth. Ad essere discutibile invece è il doppiaggio in italiano, sia per l’interpretazione, non sempre all’altezza della situazione, complici purtroppo anche dei dialoghi forse un po’ troppo superficiali, sia per la qualità delle registrazioni, inspiegabilmente più bassa su PlayStation 4 rispetto a quella presente su Xbox One e PC. In ogni caso Bethesda sembra essere al lavoro su una patch che risolva il problema per coloro che giocano sulla console di Sony.

Plausibile

GamesPrincess_Fallout4_recensione_grafica

Fallout 4 è la rappresentazione perfetta del mondo post-apocalittico. Ostico, pericoloso, decadente, brulicante di mutanti, ma inaspettatamente pieno di voglia di vivere, di attività commerciali, di gente che si adatta e lotta invece di lasciarsi andare alla totale disperazione e al ricordo di quello che era.

A rendere poi più realistico il mondo di gioco ci pensa la disposizione dei nemici sulla mappa. Non vi è concesso sapere il loro livello, non sapete se una missione è fuori dalla vostra portata; dovete arrivare sul posto per scoprirlo sulla vostra pelle, esattamente come fareste nella realtà. Tenetelo sempre a mente perché scappare ogni tanto potrebbe salvarvi la vita ed evitarvi spiacevoli morti violente.

Infine, a contruibuire alla verosomiglianza del titolo c’è lo stile. Nonostante gli evidenti limiti tecnici, Fallout 4 ricalca perfettamente la mia idea di “post-apocalittico”. I cadaveri sparsi nei luoghi più improbabili, l’impronta delle persone spazzate via dalle bombe nucleari sul muro, le radiazioni nell’acqua, le abitazioni improvvisate… Tutto urla realismo, tutto è esattamente come me l’aspettavo.

Unica nota stonata in questo plausibile scenario rimane la già citata narrazione. Diciamocelo: quale padre, alla disperata ricerca del figlio rapito, si perderebbe in decine di quest secondarie invece di spianarsi la strada per scoprire la verità senza mai distrarsi e voltarsi indietro?

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