Il videogioco è un settore che per sua natura non può rimanere immobile. Cambia, muta e si evolve grazie e alla strettissima relazione di elementi come il progresso tecnologico, le abitudini e, perché no, le esigenze dei giocatori.

Proprio sulla sinergia di questi elementi si basa parte dell’ormai consolidata fase attuale, che ha fatto dell’accessibilità il suo punto forte. Accessibilità intesa non come un abbassamento delle difficoltà all’interno dei videogiochi, ma come la possibilità di giocare in qualsiasi momento, grazie a strumenti indispensabili della nostra quotidianità come smartphone, tablet e PC, che hanno permesso di creare nuovi videogames e di coinvolgere un’utenza straordinariamente più ampia e variegata composta da giocatori meno esperti, scettici e ovviamente dalle donne.

Le videogiocatrici, al di là di ogni pregiudizio duro a morire, hanno sempre fatto parte del mondo dei videogames, ma c’è da dire che, dati alla mano, negli ultimi anni il numero è notevolmente aumentato, riuscendo a passare da una ristretta nicchia ad una ormai cospicua fetta di mercato.

Dato ampliamente confermato da InnoGames, software house e publisher tedesco di giochi online, che mediante un’indagine approfondita, ha svelato che la metà dell’utenza del loro MMO Elvenar è composto da donne (di età superiore ai 35 anni), estremamente attive e collaborative all’interno della community.

Data l’enorme valenza del risultato da loro raggiunto e dell’importanza dell’argomento, abbiamo deciso di scambiare quattro chiacchiere con Ulrike Kunkel, Product Manager del gioco.

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Ciao Ulrike, ci può raccontare brevemente come funziona Elvenar?

Elvenar è un MMO strategico ambientato in un mondo di fantasia. Con il compito di creare una fiorente città, i giocatori possono scegliere come razza di partenza tra elfi o esseri umani. Il focus del titolo è ovviamente la creazione e il miglioramento della città, ma i giocatori possono anche commerciare ed esplorare la mappa di gioco.

La scelta tra elfi e umani influenza l’aspetto della città e dei suoi abitanti ma anche le tecnologia e le unità a loro disposizione. Gli elfi sono fortemente legati alla magia e vivono in stretta armonia con la natura, mentre gli esseri umani sono soprattutto ingegneri ambiziosi e determinati.

Elvenar lascia il giocatore libero di scegliere la strategia che più di adatta alle sue preferenze, tenendo presente che il proprio stile di gioco si rifletterà sulla propria città. È possibile poi migliorare ogni singolo edificio per renderlo più bello, più efficiente e più produttivo.

Per raggiungere i propri obiettivi sarà poi fondamentale richiedere aiuto ai propri vicini e stringere alleanze. L’interazione con gli altri giocatori si basa soprattutto sul commercio, sul contribuire al miglioramento delle rispettive città e sulla ricostruzione delle antiche meraviglie di Elvenar. Il titolo è inoltre diviso in capitoli, quindi più il giocatore andrà avanti con Elvenar, più riuscirà ad acquisire armi e mezzi necessari per ampliare la città.

In una recente intervista hai affermato che l’obiettivo di Elvenar era quello di creare un gioco che non fosse solo orientato al genere maschile. Come avete fatto a raggiungere questo obiettivo? Quali sono gli elementi che avete aggiunto per attirare i giocatori più femminile?

Abbiamo puntato tutto sull'”accessibilità”. Per noi questo significa che il gioco è facile da imparare e ha una buona curva di apprendimento. Ciò non significa che sia un titolo fin troppo semplice. Elvenar è comunque un gioco che bisogna imparare a padroneggiare e che offre continuamente nuove ed interessanti sfide.

Abbiamo poi scelto una veste grafica che risulta attraente per un vasto pubblico – colorata, leggera ma comunque matura. Abbiamo puntato soprattutto sull’interfaccia per renderla semplice e facilitarne la comprensione nonostante Elvenar abbia una certa complessità e richieda più informazioni possibile per poter programmare la mossa successiva.

Ad essere importanti sono anche i riconoscimenti e i loop positivi di gioco. Per esempio non è possibile perdere quanto raggiunto fino ad ora a causa dell’intervento di altri giocatori, cosa che succede in altri giochi competitivi e orientati soprattutto ad un pubblico maschile.

Infine abbiamo cercato di creare un’esperienza di gioco quasi tattile, permettendo di interagire il più possibile con gli edifici ad esempio, senza quindi doversi limitare a cliccare gli elementi dell’interfaccia.

Hai trovato differenze tra i giocatori di sesso maschile e femminile, mentre analizzavi le statistiche di gioco? Il loro comportamento in-game e negli acquisti sono diversi? Se sì, come?

La maggior parte dei giocatori di Elvenar scelgono gli elfi, soprattutto le donne. Gli uomini tendono invece a preferire gli umani. In generale poi Elvenar ha un’utenza votata alla collaborazione; a questi giocatori non piace competere e confrontarsi con gli altri, ma preferiscono aiutarsi, comunicare e collaborare. Questo è il nostro gioco con la più alta percentuale di donne e loro preferiscono dare una mano ai vicini e commerciare. Gli elementi competitivi sono una caratteristica che tende quindi ad attrarre gli uomini più che le donne.

L’utenza femminile si distingue inoltre per la tendenza – stando all’ARPUU (average revenue per paying user) – a fare acquisti più spesso e a spendere più soldi degli uomini. Quest’ultimi sono più propensi ad acquistare quando si tratta di espandere la mappa, mentre il gentil sesso preferisce investire nella ricerca e nelle negoziazioni.

Questa strategia sembra avere successo. Pensi che InnoGames adotterà la stessa strategia anche per i giochi attualamente in sviluppo?

Penso che ormai abbiamo raggiunto una buona comprensione dei differenti tipoi di pubblico. Applicheremo questa conoscenza ed esperienza non solo ai nostri giochi attuali, ma la sfrutteremo anche per creare nuovi titoli ed espandere ulteriormente il nostro portfolio in modo da creare la miglior esperienza di gioco possibile per entrambi i sessi.

E voi? Avete già sperimentato Elvenar per scoprire se fa al caso vostro? Cosa ne pensate delle strategie adottate da InnoGames per conquistare il pubblico femminile?

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