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Finalmente Uncharted 4: Fine di un Ladro è disponibile in tutti i negozi (fisici e virtuali) del pianeta Terra. Naughty Dog sarà riuscita a superare – nuovamente – se stessa? In effetti l’ultima volta che abbiamo recensito un titolo sviluppato da Naughty Dog correva l’anno 2013. Si trattava di The Last of Us, un action adventure dalle tinte drammatiche in grado di descrivere in modo eccelso la crudezza dei sentimenti umani, sentimenti primordiali, privi di filtro, che ti colpiscono dritti all’anima. Un titolo che – meglio di così – non si poteva sviluppare e che ha permesso al team di Santa Monica di alzare sensibilmente l’asticella elevando i livelli qualitativi dei così detti videogiochi AAA.

A questo punto ci aspettiamo grandi cose da questi cagnacci. Le avventure conclusive del buon Nathan Drake varranno il vostro preziosissimo tempo ma soprattutto denaro?

Ve lo spieghiamo con le ormai rodate – e amatissime – 5 parole: sognatore, fluido, dispnea, dualità, diamante.

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Sognatore

Sognare non costa nulla, anzi mi correggo, spesso costa tantissimo. La maggior parte delle volte sogniamo cose o situazioni che non potremo mai realmente avere o vivere. Quanto fa male ciò? Tanto, troppo.

Uncharted 4: Fine di un Ladro ci presenta un Nathan Drake spento, un uomo che ha smesso (quasi definitivamente) di sognare, prediligendo un’esistenza monotona e senza i “brividi” di un tempo. La sua vita coniugale è fatta di un divano, una TV, una Playstation, una tazza di tè e tante carezze alla sua dolce metà, la reporter Elena Fisher. Che dire invece del suo lavoro: raccogliere rottami dal letto di un fiume vi sembra un’attività gratificante? Non augurerei una vita del genere nemmeno al mio peggior nemico.

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Un giorno però qualcuno bussa alla porta di Nathan: si tratta del fratello maggiore Sam, creduto morto all’interno di una prigione panamense. Sam trascorre la notte raccontando a Nathan tutte le sue disavventure e di come in realtà, in tutti quegli anni, sia rimasto in prigione a sognare il tesoro del famigerato pirata Henry Avery. Sam però ha fatto un madornale errore: durante i giorni in prigione ha sognato ad alta voce tanto da ingolosire il suo compagno di cella, un noto criminale locale di nome Alcazar. Dopo svariate peripezie Alzacar aiuta Sam ad evadere di prigione e, una volta fuori, il malvivente dal fare apparentemente gentile richiede un “favore” che penderà sulla testa di Sam come una spada di Damocle. “Io ti ho aiutato ad uscire di prigione, ora voglio la metà del tesoro di Avery. Hai 3 mesi per trovarlo. Voglio la metà di quel bottino“.

A me suona come una minaccia, nemmeno troppo velata. E a voi?

Questo è il vero motivo per cui Sam è tornato da Nathan: chiedere aiuto. Con una scusa, l’Indiana Jones dei giorni nostri si allontana dalla moglie per partire all’avventura con il non-defunto fratello Sam. Finalmente potrà ricominciare a sognare come un tempo. Per completare la banda i due fratelli Drake reclutano anche Victor Sullivan, vecchia conoscenza della saga. Questo è il preambolo che accompagna le avventure di Nate, Sam e Sully che ci porteranno nuovamente a spasso per il mondo tra Italia, Scozia e Madagascar.

È possibile che non ci siano degli antagonisti degni di nota in questa storia? Ci sono, ci sono: si chiamano Rafe e Nadine. I due, insieme, cercheranno di mettere le mani – ovviamente prima prima che lo facciano i nostri eroi – sul milionario tesoro di Henry Avery.

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I due antagonisti rompono gli schemi associati a qualsiasi tipo di stereotipo a noi conosciuto. Rafe è un ereditiere miliardario afflitto da manie di grandezza; per lui la ricerca del tesoro è una sfida come un’altra. Nulla più. Nadine invece è una donna – nera – e guida un esercito di mercenari armati fino ai denti. Non comanda i suoi uomini da una sala dei bottoni situata chissà dove. No, Nadine sta sul campo, indossa gli anfibi come i suoi uomini, e all’occorrenza mena anche le mani. Questa donna è agli antipodi delle cattivone di sesso femminile che siamo soliti incontrare nei film oppure nei videogiochi: avete presente le femme fatale che non muovono nemmeno un dito scaricando feroci ordini a degli energumeni senza cervello? Ecco, dimenticatevele. Nadine è una donna con i testicoli.

La trama di Uncharted 4: Fine di un Ladro non si dimostra mai lineare e neppure scontata. Verremo sballottati tra presente e passato per poter finalmente scoprire qualcosa di più sul nostro protagonista. Insomma, per quanto la trama di Uncharted 4 rappresenti l’ennesima e classica caccia al tesoro, non smetterà mai di stupirvi grazie anche all’ausilio di svariati colpi di scena messi a segno dal team di Naughty Dog. Ve lo assicuro rimarrete incollati allo schermo e anche voi – come Nathan & Co – sognerete ad occhi aperti.

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