Alzi la mano chi da piccolo non aveva paura del buio. Per me era (ed è rimasta tutt’oggi, alla veneranda età di 28 anni) una delle fobie più insormontabili in assoluto. Forse è per questo che mi sono immedesimata così tanto in George, il protagonista di George: Scared of the Dark, un nuovo platform bidimensionale da poco sbarcato su App Store che si apre proprio con questa premessa: superare l’ancestrale terrore dell’oscurità.

Mirabile scopo, se non fosse per un trascurabilissimo dettaglio: il nostro George è un fantasma. Un fantasmino non convenzionale.

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Se amate i platform bidimensionali, George: Scared of the Dark vi catturerà sin dal primo instante. La sua grafica è coloratissima e molto curata ed il comparto sonoro degno di un videoclip musicale. Il ritmo di gioco è rapido e concitato, talvolta anche troppo. George inzia la sua avventura correndo automaticamente sullo schermo: il nostro compito sarà quello di accompagnarlo sano e salvo fino alla fine di ogni schema, superando nemici ed ostacoli di vario genere con salti, backflip e planate.

I 10 livelli che andremo ad affrontare saranno ogni volta differenti e mai uguali a se stessi, questo grazie all’utilizzo della tecnica della generazione procedurale che permette di avere scenari sempre diversi garantendo il massimo della varietà e dell’imprevedibilità.

Unico neo di questo indie targato Wall West: la difficoltà. Difficoltà non intrinseca, ma causata da una scarsa reattività alle gestures. I controlli touch infatti non sempre rispondono con un conseguente effetto sullo schermo, così, spesso e volentieri, mi sono ritrovata ad incorrere in rovinose ed improvvise cadute che mi hanno costretta a ricominciare il livello da capo.

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George: Scared of the Dark si conferma comunque come uno degli indie più piacevoli di questa stagione. Il mio consiglio è quindi quello di investire 99 centesimi e acquistarlo sull’App Store per giocarci sotto l’ombrellone, durante le pause tra un bagno e l’altro.

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