Aspettavo Deus Ex: Mankind Divided con la stessa ansia con cui i bambini attendono l’arrivo di Babbo Natale. Lo aspettavo perché, nonostante gli evidenti limiti di Human Revolution, la storia di Adam Jensen mi aveva profondamente colpita, sorprendendomi con una ricchezza narrativa che ancora oggi, a cinque anni di distanza, è difficile trovare all’interno di un videogame.

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Potete quindi immaginare la mia gioia quando, dopo poche ore di gioco, ho cominciato a realizzare quanto articolato fosse questo nuovo capitolo del franchise. Il titolo di Eidos Montreal porta infatti con sé tutte le sfaccettature del suo predecessore, aggiungendo però una grande libertà d’azione che contribuisce a rendere l’esperienza ancora più immersiva e sicuramente più appagante.

Insomma, Deus Ex: Makind Divided è riuscito a conquistarmi e vi spiego perché con le consuete 5 parole.

Apartheid

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È il 2029.

Sono passati due anni dagli eventi narrati in Human Revolution, eventi che hanno visto molti potenziati diventare inaspettatamente violenti e pronti ad eliminare persino i proprio famigliari in un impeto di rabbia cibernetica causato dall’ex membro degli Illuminati Hugh Darrow. Il risultato di questa terribile tragedia è una generale diffidenza nei confronti di tutti coloro che utilizzano i potenziamenti, ormai ghettizzati e costretti a nascondersi sia dalle autorità che dai normali cittadini.

In questo clima di forte razzismo ci troveremo a vestire nuovamente i panni di Adam Jensen, ora agente della Task Force 29, la speciale unità anti-terrorismo dell’Interpol.  Il nostro compito sarà quello di indagare sugli attentati che stanno scuotendo il mondo, indagini che ben presto ci riporteranno agli Illuminati, il gruppo fantasma che trama nell’ombra ormai da anni.

Non pensiate però che Deus Ex si riduca ad un bel mix tra uno sparatutto e un poliziesco. L’anima action di Mankind Divided nasconde una serie di tematiche che ricordano la recente storia del nostro pianeta o che anticipano in modo preoccupante i drammi che affronteremo nel prossimo futuro, inclusi il tentativo di segregazione dei potenziati, la diffusa povertà e la corruzione. Tutti elementi che contribuiscono a dare spessore alla trama e che rendono questo nuovo titolo di Eidos Montreal complesso e ricco di sorprese.

Credo

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Il mondo in cui si muove Adam è pieno di criminali pronti al ricatto, di civili spaventati, di scienziati che operano sul filo della legalità e di individui disperatamente aggrappati ai propri ideali. Tutte queste persone, prima o poi, verranno da voi chiedendovi qualcosa e a quel punto dovrete decidere cosa fare e da che parte stare, consci che qualsiasi cosa farete avrà comunque delle conseguenze.

In mezzo a questo melting pot di persone e situazioni, scegliere sarà estremamente difficile ma vi aiuterà a definire il tipo di persona che volete essere, a definire un credo a cui aggrapparvi e degli obiettivi da raggiungere.

Fortunatamente ad aiutarvi nelle complesse relazioni che permeano la storia di Adam ci pensa l‘Amplificatore Computerizzato d’Interazione Sociale Assistita, l’innesto che analizza gli schemi comportamentali dei soggetti per ricavarne utili informazioni di carattere psicologico, informazioni che dovrete sfruttare per poter ottenere quello che volete dal vostro interlocutore.

Naturalmente le conversazioni con i diversi individui che popolano il mondo di Mankind Divided rappresenta solo una frazione di ciò che potete fare all’interno del gioco. Il titolo eredita infatti la forte componente di hacking che aveva caratterizzato Human Revolution, spingendovi ad aprire ogni porta che incontrate sul vostro cammino, a scassinare casseforti e a forzare i garage delle abitazioni private. Non manca inoltre la possibilità di usare i materiali di scarto, trovati durante le missioni, per creare utili strumenti, incluse le munizioni Typhoon e il dispositivo di hacking portatile.

gamesprincess_deusexmankinddivided_potenziamenti

Il nostro Adam avrà poi il suo bel da fare durante gli scontri a fuoco, durante i quale non solo potrete cambiare arma decidendo se adottare un approccio letale o non letale, ma anche i proiettili, scegliendo tra quelli classici, i perforanti o gli EMP, a patto ovviamente che li abbiate comprati o raccolti prima di trovarvi faccia a faccia con i fucili d’assalto nemici. A tornarvi utili naturalmente ci saranno anche i vostri numerosi potenziamenti, che vi renderanno estremamente pericolosi anche una volta terminati i proiettili. Non illudetevi però di sbaragliare i nemici anche senza ricorrere alle armi: una volta che si saranno accorti della vostra presenza vi troverete circondati in pochi secondi e costretti a nascondervi per evitare una morte orribile.

Fortunatamente Deus Ex: Mankind Divided fa della libertà d’approccio il suo cavallo di battaglia, il che significa che spesso e volentieri potrete cavarvela muovendovi nell’ombra, aggirando i nemici o stordendoli quando necessario. Per riuscire nell’impresa però dovrete studiare bene i loro movimenti, ma soprattutto osservare l’ambiente circostante, consci che scorciatoie, condotti e tombini potrebbero essere proprio dietro l’angolo.

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Imperfetto

La varietà del gameplay non è però l’unico punto a favore dell’ultima fatica di Eidos Montreal. Deus Ex: Mankind Divided si appoggia infatti al nuovo Dawn Engine regalandoci ottime ambientazioni, un’illuminazione piuttosto realistica e una buona pulizia dell’immagine. Il risultato però non è perfetto; il gioco infatti – quanto meno nella versione per PlayStation 4 da me provata – non è esente da cali di frame rate e occasionali bug. Pessimo poi il lip sync, non ottimale nella versione inglese e terribile con il doppiaggio in italiano.

Niente paura però, queste imperfezioni difficilmente mineranno la vostra esperienza di gioco. Il lavoro fatto dagli sviluppatori è comunque di ottima qualità, con un comparto artistico e un level design davvero sbalorditivi e una colonna sonora che si adatta in maniera egregia alle atmosfere di questo Deus Ex.

Neuromante

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Aveva operato in un trip quasi permanente di adrenalina, un effetto collaterale della giovinezza e dell’efficienza, collegato a un deck da cyberspazio su misura che proiettava la sua coscienza disincarnata in un’allucinazione consensuale: la matrice.

William Gibson, padre della cultura cyberpunk, descrive così il deck di Case, brillante hacker caduto in disgrazia e protagonista del libro Neuromante.

Cosa c’entra? Semplice: la funzione del deck descrive bene quello che ci troveremo a fare in Breach, la modalità competitiva introdotta da Eidos Montreal in questo nuovo capitolo di Deus Ex. A disposizione avremo una rappresentazione tridimensionale di un ambiente virtuale all’interno della quale dovremo scaricare dati e abbattere firewall per raggiungere l’obiettivo, ossia recuperare tutte le informazioni presenti nei server della Palisade per poi tornare al punto di partenza entro il tempo limite. Per riuscire nel nostro intento avremo a disposizione qualche potere extra rispetto a quelli presenti nella modalità Storia e una serie di armi ed equipaggiamenti che sbloccheremo con la risoluzione dei vari livelli; al termine di ogni schema infatti vinceremo un pacchetto di carte che conterrà armamenti e consumabili utilizzabili nei successivi attacchi.

Breach porta inoltre con sé l’oneroso compito di sostenere il sistema di micro-transazioni del gioco, sistema che si riduce all’acquisto di nuovi pacchetti che andranno ad ampliare la nostra dotazione.

Ponte

gamesprincess_deusexmankinddivided_conclusione

Mankind Divided rappresenta sicuramente un’ottima evoluzione del capitolo precedente, un’evoluzione che strizza l’occhio al primo Deus Ex, uscito ormai 16 anni fa, ma che nel frattempo sembra spianare la strada ai titoli futuri.

Se amate l’universo cyberpunk, le trame contorte, le atmosfere ispirate ai libri di Gibson e i giochi in grado di rubare ore ed ore del vostro tempo, non potete assolutamente farvi scappare questo nuovo Deus Ex. 

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