A 15 anni di distanza dal suo esordio su GameCube Pikmin si reinventa per adattarsi alla console portatile di Nintendo. Nasce così Hey! Pikmin, il platform che riprende gli elementi base dal franchise ideato dall’iper-creativo Shigeru Miyamoto.

A dare corpo a questo divertente titolo ci hanno pensato questa volta i ragazzi di Arzest, la software house responsabile di Yoshi’s New Island e Mario & Sonic ai Giochi Olimpici di Rio 2016.

Come se la sarà cavata questo giovane studio di Yokohama?

Uno sfortunato incidente

Hey! Pikmin si apre con uno sfortunato incidente, quello dell’indimenticato capitano Olimar che si trova a dover effettuare un atterraggio di emergenza su un pianeta totalmente sconosciuto. Il nostro nasuto protagonista si trova quindi appiedato, con una navicella priva di energia ed incapace di staccarsi dal suolo. Demoralizzarsi però non serve: il corpo celeste su cui vi trovate sembra infatti essere ricco di una particolare risorsa, il Luminum, che può rimettere in sesto l’astronave di Olimar, a patto però che riusciate a raccoglierne ben 30.000 unità.

Ad aiutarvi in questa impresa troviamo però una vecchia conoscenza del capitano: i Pikmin. Battezzati così perché paiono un incrocio tra un essere umano e le carote Pikpik, questi esserini sembrano essere ovunque e pronti a mettersi al servizio di Olimar che, per attirarli a sé, non deve far altro che suonare il suo mitico fischietto.

Uguali ma diversi

Riuscire a recuperare il Luminum necessario a ripartire non sarà però un’impresa facile. Per farcela dovremo affrontare una moltitudini di livelli, ambientati in zone differenti del pianeta e capaci di offrire al giocatore un po’ di sana varietà. Nonostante la base infatti sia sempre la stessa, ossia una serie di schemi a scorrimento orizzontali superabili solo utilizzando gli amati Pikmin, i ragazzi di Arzest sono riusciti a differenziare i livelli in modo impeccabile.

A rendere il gameplay ancora più vario ci pensano proprio i piccoli esserini colorati che infestano il pianeta. I Pikmin infatti non sono tutti uguali. Troverete quelli immuni all’elettricità, quelli che possono muoversi sott’acqua e persino quelli in grado di rompere dei solidi cristalli. Ognuno di loro quindi vi aiuterà a superare ostacoli differenti, ma anche a sconfiggere i vari nemici – più o meno enormi – che troverete lungo la vostra strada.

Gestirli poi sarà piuttosto facile. Con una mano infatti potrete usare la croce direzionale o lo stick per muovere Olimar, mentre l’altra sarà impegnata con i comandi touch che vi consentono di lanciare i Pikmin contro ostacoli e nemici, ma anche di indirizzarli verso il prezioso Luminum che si affretteranno così a raccogliere.

A dare ulteriore brio ai diversi livelli ci pensano infine i diversi potenziamenti che sbloccherete raggiungendo determinati livelli di Luminum e che includono dei comodi boost per il jetpack e la corazza di Olimar così come un’utilissima mappa che vi aiuterà a destreggiarvi lungo il percorso e a scoprire i tesori nascosti nelle aree segrete.

Un mondo variopinto

Hey! Pikmin non si fa apprezzare solo per la varietà degli schemi a disposizione. A colpire infatti è anche il mero level design che permette di avere stage unici e ben caratterizzati, ma anche il comparto grafico, limitato ovviamente dalle possibilità della famiglia Nintendo 3DS, ma comunque perfetto nel suo essere colorato e dinamico.

Da non sottovalutare poi la contagiosa allegria dei Pikmin, che corrono da una parte all’altra senza sosta rendendo la vostra esperienza decisamente più divertente del previsto.

Naturalmente il gioco non è scevro da difetti. Il mondo variopinto di Hey! Pikmin, con i suoi 9 splendidi settori e le sue creaturine saltellanti, soffre infatti di un generale abbassamento della difficoltà rispetto ai suoi predecessori. Raccogliere il Luminum necessario non sarà quindi un’impresa complessa e sconfiggere i boss che incontrerete lungo il vostro percorso sarà una questione di paziente più che di strategia, complici i pattern d’attacco davvero troppo prevedibili.

Questa generale mancanza di difficoltà però ha un suo lato positivo: il titolo di Arzest infatti risulta perfetto per passare il tempo sui mezzi pubblici, in spiaggia o per rilassarvi durante queste calde serate estive. E poi – diciamocelo – la sua generale accessibilità lo rende ideale persino per i più piccoli.

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