Se da un lato stiamo assistendo all’exploit di Switch e all’incredibile offerta di titoli, presenti o futuri, con cui Nintendo ci sta deliziando, dall’altro la casa della grande N non vuole comunque rinunciare alle console della famiglia 3DS.

È per questo motivo che è sbarcato Miitopia, JRPG dai toni molto poco seri e molto Nintendo, uscito già lo scorso anno sul mercato orientale ed arrivato da poco su quello occidentale. Ma, nonostante l’ironia e il suo colorato modo di fare, ci avrà convinte?

Si apre il sipario: ecco i personaggi

Il titolo si apre in una ridente cittadina, destinata però ad essere sconvolta dall’arrivo di un malefico mago capace di strappare il volto dei poveri cittadini e riattaccarlo su quello di mostri spaventosi.

A capitanare la scena sono i Mii, i classici personaggi Nintendo tutti testa che avevamo già visto fin dai tempi del Wii. Neanche a dirlo, sarà un Mii anche il nostro protagonista, che potremo creare di tutto punto o sceglierlo nella memoria della console. Il nostro compito – anche questo piuttosto intuibile – sarà restituire le facce ai legittimi proprietari ed annientare il malefico cattivo – anche lui personalizzabile.

Insomma, la chiave principale di Miitopia sembrerebbe proprio la caratterizzazione. Non dovremo, infatti, scegliere solamente le nostre sembianze e quelle della nostra nemesi, ma anche quelle di tutto il party che ci aiuterà, scegliendone perfino il nome e i tratti caratteristici.

Un battle system che lascia un po’ a desiderare

Se la parola chiave da un lato è la caratterizzazione, dall’altro non possiamo dire lo stesso della personalizzazione. Ogni personaggio del nostro party potrà scegliere un ruolo (o classe) a cui appartenere tra guerriero, ladro, mago nero, sacerdote, cuoco e cantante, ognuno ovviamente contraddistinto da abilità diverse. Nonostante ciò, però, durante le battaglie emergerà il vero problema di Miitopia.

Il party, infatti, non potrà essere controllato e potremo decidere solo le azioni del nostro protagonista. Questo porterà un grande svantaggio alla squadra – oltre ad una gran noia – poiché spesso i nostri aiutanti ameranno sperperare come se non ci fosse un domani PM o tecniche speciali, perfino con nemici superflui, e toccherà dunque a noi, tramite alcuni oggetti, rimettere in sesto i loro punti magici.

Un JRPG sui generis

Ad aggiungersi ai punti dolenti della personalizzazione è anche l’impossibilità, da parte del giocatore, di poter specializzare e far crescere i propri personaggi. Non ci saranno, infatti, schemi o griglie in cui personalizzare il nostro team, né punti abilità da spendere per imparare nuove abilità. Il tutto sarà molto sterile, i personaggi cresceranno automaticamente salendo di livello e imparando abilità prestabilite, così come non ci sarà modo di recarsi presso negozi di armi o oggetti. Saranno i nostri stessi Mii a chiederci ogni tanto di comprare qualche arma o qualche armatura nuova.

Dall’altra parte abbiamo anche un’esplorazione ridotta all’osso con una mappa lineare che seguirà un percorso rettilineo. Solamente rare volte ci verrà chiesto di scegliere la strada ad un bivio, ma ciò non cambierà comunque il nostro destino: arriveremo sempre a destinazione, che sia una città o la locanda di turno.

Prezzo: EUR 33,00
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Miitopia si presenta quindi come un JRPG ridotto ai suoi minimi termini, un genere che avrebbe tantissimo da offrire e che invece sembra rivolto più ai neofiti e forse anche ai meno amanti del genere. Nonostante l’ironia in stile Nintendo, il titolo non ci ha saputo convincere a pieno, riproponendoci spesso scenette già viste e dialoghi fin troppo infantili. Tuttavia abbiamo comunque apprezzato la possibilità di creare di tutto punto i personaggi della nostra storia, come in un’opera teatrale.

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