Bombe, innocenti che perdono la vita, feriti e persone in fuga alla ricerca della salvezza, o almeno di speranza. La guerra fa terribilmente parte della nostra quotidianità, quasi senza che ce ne accorgiamo.

Eppure non viviamo così lontani, almeno geograficamente parlando, dal Medio Oriente, dove gli scontri sembrano non avere fine. Oltre a pensare a quanto sia relativamente vicino il conflitto armato, non potrà che toccarci ancora di più leggere i messaggi che si scambiano due persone durante la guerra.

Questo è quanto ci racconta Bury me, my love, il gioco per mobile prodotto dal team indie francese The Pixel Hunt e Figs, e il produttore Playdius, in co-produzione con ARTE, uscito il 26 ottobre per iOS e Android e tradotto in italiano con il titolo “Se mi ami, non morire“. Il titolo nasce da un’idea di un ex giornalista, Florent Maurin, fondatore di The Pixel Hunt, che si è imbattuto per caso nella storia della profuga Dana S., una giovane donna siriana fuggita dal proprio paese e ispira questo titolo.

La tragicità del titolo ci fa già immaginare il difficile e complesso tema che si snoderà attraverso questo gioco. Sì, è un apparentemente semplice titolo mobile, ma non c’è davvero nulla di banale in Bury me, my love. Curiosissimi di sapere di cosa trattasse, lo abbiamo scaricato anche noi e ci siamo ritrovati direttamente catapultati in una dimensione piuttosto toccante e parecchio più realistica di quanto si possa pensare.

Se mi ami, non morire

La storia è ambientata ai nostri giorni, dove noi ci ritroviamo nel difficile ruolo di Majd, il marito di Nour, una giovane donna in fuga dalla guerra che scoppia in Siria, precisamente dalla città di Homs. Tutto comincia proprio quando la donna decide di fuggire dopo che sua sorella è rimasta vittima degli scontri armati. Nel momento in cui i due si dividono, il marito la saluta con un modo di dire tipico, che diventa il titolo del gioco: “Se mi ami, non morire“.

Già a questo punto, dopo una manciata di messaggi, si evince tutto il dramma della vicenda narrata in questo titolo, che simula quella che ormai è diventata la quotidianità in terra siriana, così come in tutti i Paesi sconvolti dalla guerra. Poter leggere direttamente i messaggi di queste due persone, che appartengono a una cultura diversa dalla nostra, ci permette di scontrarci davvero con la vita di tutti i giorni e con i pensieri di chi affronta una realtà estranea a molti di noi.

Il tema dell’amore che salva dalla morte, o almeno che questo sentimento sia così forte da poter proteggere l’altro da ogni pericolo, è davvero forte, veicolato attraverso alcuni auguri tipici della religione musulmana, come “Inshallah“.

Così cultura, religione e sentimento si fondono e stridono talvolta con la dura realtà con cui si ha a che fare, come le sventagliate di proiettili da cui Nour si deve difendere o la ricerca di una barca per andare lontano e la difficoltà di trovare uno scafista affidabile e non troppo esoso.

Spettatori di una tragedia

In questa applicazione per mobile, abbiamo a che fare con un gioco davvero semplice nelle sue meccaniche, forse fin troppo. È difficile paragonarlo ad altri giochi, se non a un altro similare, Lifeline, il simulatore di messaggistica istantanea che permette di scambiare messaggi con un astronauta nello spazio. In Bury me, my love avremo a che fare solo con una schermata di chat, molto simile a WhatsApp e Telegram, dunque non dovremo spremere troppo le meningi per cercare soluzioni o guidare un avatar.

Dovremo semplicemente stare a leggere lo scambio di messaggi tra i due, decidendo se impostare la velocità di gioco in modo da decidere noi quando inviare un messaggio o lasciare che sia l’intelligenza artificiale a procedere in automatico e diventare solo spettatori/ lettori di questa storia.

Se dovessimo scegliere di inviare noi i messaggi, non ci troveremo a dover scrivere per davvero delle parole o frasi: sarà il gioco a offrire una scelta di opzioni (solitamente due, a volta solo una) tra testo e talvolta anche emoticon e foto di noi (o meglio, del marito) da inviare a Nour. Ciò non toglie che, quando avremo diverse opzioni tra cui scegliere, queste avranno un vero impatto sulle decisioni e i comportamenti di Nour, variando in parte la trama di gioco come nei migliori videogiochi punta-e-clicca.

In ogni caso potremo anche decidere di ricominciare il viaggio, qualora ci fossimo dimenticati di qualche parte o semplicemente volessimo cambiare alcune scelte prese in una partita.

Un’altra funzionalità molto curiosa è la possibilità di visualizzare una mappa che si aggiorna di volta in volta con gli spostamenti della donna. In questo modo avrete sempre a portata di mano un riassunto del viaggio, con una breve didascalia che vi racconta le caratteristiche del luogo e un album con le foto scattate in quel determinato centro abitato.

Naturalmente non si tratta di veri e propri scatti fotografici ma di semplici disegn, cosa che aumenta – purtroppo o fortunatamente –  la distanza tra realtà e finzione. In compenso risultano molto più verosimili le mappe disponibili, che vengono invece riportate proprio come se stessimo consultando Google Maps dal nostro telefono.

Per quanto riguarda la trasposizione linguistica, qui più importante che mai visto che ci si basa quasi esclusivamente su testi e parole, ci sono talvolta termini ed espressioni rimasti in lingua originale. Un esempio sono le esclamazioniInshallah” o “Alhamdulillah“, “Habdulilah“, ma in generale si può tranquillamente notare un’accuratezza notevole nella trasposizione in inglese, che include anche alcune abbreviazioni tipiche del dizionario di messaggistica, come le abbreviazioni delle parole.

Alcune osservazioni possono essere mosse invece sulla versione italiana del titolo. Di fatto, il titolo inglese sarebbe letteralmente “Seppelliscimi, amore mio“, un po’ diverso dalla resa nella nostra lingua, che forse perde o devia in parte il senso dell’espressione originale araba. In questa infatti, il senso originale è “Non morire prima che lo faccia io“, “Abbi cura di te“, rinnovando il senso di protezione e amore che gli appartenenti a questa cultura rinnovano ogni volta che si dividono dai propri cari e facendoci riflettere sulle differenze con il nostro modo di esprimerci e di pensare.

Un’occasione d’incontro

Bury Me, My Love deve dunque essere accolto come un’occasione di incontro culturale e sociale, che ci possa far aprire gli occhi in modo originale e non troppo duro sulla realtà vissuta da persone che appartengono a un mondo così vicino, proponendo una storia di vita estrapolata dalla cronaca attuale.

Si distoglie l’attenzione dal sangue, dalla violenza e da molte altre immagini per “ridurre” il tutto a sole parole. Una riduzione solo stilistica, perché il contenuto viene semplicemente proposto in una versione tale da focalizzarsi sulla relazione e sulle emozioni di una coppia separata dalla guerra.

Bury me, my love ha il pregio di presentare un tema distante, spesso taciuto e dimenticato dall’industria videoludica, in un modo altrettanto distante e originale come il texting, nonostante sia una pratica comunissima nelle nostre vite. Proprio l’unione di un gameplay originale ma di immediata comprensione e di una storia complessa, quasi come se stessimo leggendo una biografia 2.0, ci ha appassionato a questa storia davvero toccante e piena di momenti di apprensione. E’ come se Nour fosse davvero la persona che amiamo e che sta vivendo un viaggio più unico che raro, nella speranza che l’amore la possa davvero proteggere dal buio della guerra.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here