Si è fatto attendere per anni, facendosi desiderare dai fan quasi fin troppo, ma alla fine è arrivato. Se a prima vista può sembrare un titolo molto semplice, sappiate che non è affatto da prendere sotto gamba, ve lo assicuriamo.

Il primo annuncio era stato dato nel 2013, ma dopo tanto tempo è giunta l’ora di temere quanto vi attende in Cuphead, il nuovo titolo di Studio MDHR in esclusiva per Microsoft Windows e Xbox One. Prerequisiti assolutamente fondamentali per approcciarsi a questo nuovo indie run’n’gun? Pazienza, pazienza e ancora pazienza! Ci siamo equipaggiati di queste munizioni fondamentali e vi raccontiamo com’è andata la nostra esperienza.

Kafkiano e psichedelico

L’intera narrazione viene costruita in uno stile a cavallo tra il linguaggio cinematografico e la narrazione fiabesca, resa in particolare dall’introduzione al gioco. La storia in sé ha un sapore kafkiano e quasi psichedelico, talvolta ai limiti dell’assurdità, soprattutto per quanto riguarda la fisionomia di certi personaggi in cui incapperemo. Avremo a che fare con esseri dalla strana corporatura sin dall’inizio della storia: teschi, uomini dalla testa a forma di dado, maiali parlanti e altro ancora.

Il gioco comincia proprio come una fiaba, dove alcune pagine illustrate di un libro si aprono di fronte a noi e ci introducono alla vicenda di Cuphead e Mugman, i nostri eroi, controllati dal loro responsabile, nientepopodimeno che il Diavolo in persona, nonché il supervisore e responsabile unico del tremendo e durissimo viaggio che dovremo affrontare.

Ciò che costringe i due fratelli a vagare per il mondo è una scommessa persa proprio con Satana in persona: dopo aver vinto praticamente tutti i soldi del casinò, finiscono per perdere tutto per colpa di un ultimo tiro sfortunato. Per evitare di dare anche la propria anima al Signore delle Tenebre (oltre al loro lauto bottino), i due fratelli stringono un patto con quest’ultimo:  vagare per il resto dell’isola e recuperare i contratti di tutte le persone che gli devono l’anima, il tutto nel giro di sole ventiquattro ore.

Parola d’ordine: pazienza

Comincia così un’avventura segnata da corse continue e dal potere magico che ci viene dato dalla pozione del Vecchio Bollitore, che ci permette di sparare colpi dalle dita. Dovremo quindi imbatterci in due principali tipologie di sfide: scontri contro temibili boss o livelli dove dovremo correre a perdifiato e sparare a tutti i nemici che troveremo lungo il nostro percorso.

Proprio per la difficoltà intrinseca del gameplay, il consiglio spassionato che vi diamo è quello di riscattare più cuori e armi possibili non appena avrete le monete sufficienti per queste ancore di salvezza. A rendere tutto più difficile c’è un’ulteriore meccanica di gioco: potremo attivare solo un modificatore alla volta. La faccenda si fa decisamente seria, ma niente paura: potremo avere al nostro fianco il fratello Mughead se un secondo giocatore vorrà tenerci compagnia in questo viaggio.

Le sfide saranno veramente tante, ma soprattutto ci stupirà l’enorme varietà di nemici e ambientazioni in cui ci troveremo. Inoltre dovremo adattarci a tantissime situazioni diverse e sviluppare velocemente riflessi e molte abilità, l’unica soluzione per evitare il game over (al contrario di quanto ci è successo per uno svariato numero di volte). In effetti, se dovessimo paragonare la difficoltà e la messa a prova della nostra calma con altri titoli recenti, non neghiamo che potremmo spingerci quasi ai livelli di Ni-Oh o Bloodborne. Non ve l’aspettavate, vero?

Amarcord

Cosa dire poi della cura grafica? Notiamo sicuramente uno stile unico, nato dall’unione fra videogiochi e cinema Anni Venti e Trenta, riesumando gli anni ruggenti di Hollywood e i primissimi cartoni animati della Warner Bros. Inoltre la visuale di gioco è doppia: se i livelli da superare sono costruiti secondo una visione bidimensionale a scorrimento, la tridimensionalità viene riscoperta mentre esploriamo il mondo in cui ci troviamo, in una sorta di world map dai colori sbiaditi che tratteggiano interamente la storia.

Tutto il gioco riprende l’universo dei primi fumetti e delle prime manifestazioni a carattere cinematografico, portando con sé una decisa nota di amarcord che i giocatori un po’ più datati non potranno che apprezzare. Tutte caratteristiche che possiamo notare dai dialoghi alla grafica, passando per la struttura narrativa e la stessa concezione dei personaggi, fino alla colonna sonora. Quest’ultima sembra decisamente tratta da un corto di Stanlio e Ollio, piuttosto che da un qualsiasi corto cinematografico dell’epoca, per darvi l’idea dell’immaginario da cui è stata tratta l’ispirazione per questo piccolo, grande capolavoro.

Non sono solo questi gli elementi che consentiranno a un pubblico un po’ più adulto di gradire il titolo: il fatto che non si possa sempre scegliere il livello di difficoltà nelle sfide avvicina il titolo ai cari, vecchi platform. Nulla viene tolto però anche ai gamer più giovani, in particolari agli amanti dei gameplay a ritmo serrato e degli shooter, perchè di fondo le meccaniche di gioco sono proprio relative a questo genere.

Nonostante la complessità, il titolo sta registrando delle vendite decisamente elevate già a pochi giorni dal lancio, confermando non solo come ci possa essere ancora della creatività originale e inedita nell’industria videoludica, ma anche come il pubblico sia del tutto sensibile a questi nuovi prodotti, così distanti dal resto dell’offerta, ma così vicini al gusto e all’interesse dei giocatori.

E voi? Siete pronti a sfidare il Diavolo?

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here