È un periodo di grande fermento quello in cui stiamo vivendo. Uscite videoludiche che si facevano aspettare da tempo, titoli che promettono la rinascita di alcuni brand, ma anche giochi che nel loro piccolo cercano di farsi spazio. Tra questi c’è Elex, action RPG open world in uscita proprio in questi giorni.

L’ Elex e l’apocalisse

Ma partiamo con ordine. Di chi è figlio Elex e cosa ci presenta? Per chi non lo sapesse il titolo porta il nome di Pyranha Bytes, autori di Gothic e Risen, e monta una versione accuratamente modificata del Genome Engine, stesso motore di Gothic 3 e di tutta la trilogia di Risen.

Elex si apre in uno scenario post-apocalittico: il pianeta Magalan è stato devastato da un cataclisma di dimensioni immani a causa dell’impatto di una misteriosa cometa con la superficie del pianeta. Devastazione e macerie non sono, però, le uniche cose ad essere rimaste: il cataclisma ha, infatti, lasciato l’Elex, una sconosciuta sostanza capace di mutare tutti gli esseri viventi. Per questo motivo moltissimi uomini hanno cercato di incamerarne il potere per i propri scopi, dividendosi in diverse fazioni: i Clerici, che sostengono che il prezioso materiale sia stato concesso dal dio Calaan per alimentare il progresso tecnologico, i Berserker, che considerano l’Elex l’unica fonte vitale capace di far tornare in auge il pianeta, i Fuorilegge, che rielaborano la sostanza sotto forma di droga sintetica, e l’Alba, individui misteriosi privati di qualsiasi emozione ed altamente potenziati.

Un gameplay che non convince del tutto

I giocatori vestiranno i panni di Jax, un ex comandante ripudiato dalla sua stessa gente per motivi non noti, il quale potrà liberamente scegliere a quale fazione unirsi, modificando di conseguenza non solo il suo aspetto ma anche le sue caratteristiche.

Ognuna delle fazioni, come immaginabile, possiederà caratteristiche fisiche e stilistiche diverse: chi preferirà gli attacchi fisici diretti, chi armature tecnologiche ed armi futuristiche, chi ancora approcci meno invasivi. Ognuna di essa vi darà pane per i vostri denti. Tuttavia il gameplay non sembra stare al passo con tutte queste possibilità. Movimenti ed azioni, infatti, risultano, fin dai primi momenti, macchinosi ed imprecisi rendendo ancora più impacciate le situazioni concitate.

Apprezzabile sicuramente, invece, la possibilità di modificare la sfera introspettiva del personaggio tramite la scelta di diverse risposte da dare gli NPC. Ognuna di queste non influirà, quindi, solo sul mondo esterno ma anche sull’emotività del nostro protagonista.

Tra dire e il fare

A peggiorare, però, la situazione è il comparto grafico e, soprattutto, quello fisico: più volte ci siamo ritrovate a dover fare i conti con delle animazioni piuttosto scadenti che non hanno reso giustizia agli eventi che si susseguivano durante l’avventura. Dialoghi caratterizzati da movimenti fin troppo impercettibili del viso, modelli poligonali grossolani, cali di frame eccessivamente frequenti e fastidiosi, e bug ripetitivi e impossibili da ignorare (compenetrazione degli oggetti, erba che appare in ritardo e altro ancora).

In generale, l’aspetto del gioco risulta antiquato, già indietro per una generazione che sta per concludersi, un titolo che non sembra corrispondere all’epoca in cui è inserito.

Ed è un vero peccato perché non possiamo non lodare la scelta stilistica del team, il contesto fantasy/scientifico sicuramente suggestivo, la varietà di temi stilistici proposta nella ambientazioni e soprattutto l’incredibile capacità esplorativa concessa dall’open world. Eppure Elex risulta ancora un gioco troppo acerbo, non al passo coi tempi, e forse avrebbe bisogno ancora di qualche revisione.

Se siete interessati al titolo vi ricordiamo che Elex è disponibile da oggi, 17 ottobre, per PlayStation 4, Xbox One e PC.

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