Siete fan accaniti della serie Atelier e amate i JRPG? Molto bene, siete sulla pagina giusta per voi, perché Gust e Koei Tecmo potrebbero avere ciò che fa al caso vostro: stiamo parlando di Blue Reflection. Il titolo è stato già stato messo in vendita in Giappone il 30 Marzo per le piattaforme PlayStation 4 e PlayStation Vita; in Europa e Nord America, invece, è stato pubblicato il 27 Settembre su PC e PlayStation 4. Siete curiosi di sapere qualcosa in più riguardo questo titolo?

recensione blue reflection

Blue Reflection: più majokko per tutti

In questo JRPG a tema majokko, ovvero la fusione fra commedia e fantasy, vestiremo i panni della giovane Hinako. Lei è una ragazza normale, il cui sogno era quello di poter danzare: a causa di un brutto incidente, però, è stata costretta ad abbandonare la danza e vivere ogni giorno ripensando a quei momenti felici. Recatasi in una nuova scuola, Hinako fa la conoscenza di due ragazze: Yuzu e Lime. La giovane però non avrebbe mai pensato che questa semplice amicizia le avrebbe completamente cambiato la vita. Improvvisamente Hinako si ritroverà in un mondo sconosciuto in cui scoprirà di possedere abilità mai viste prima che la trasformeranno in una Reflector, ovvero una guerriera i cui poteri sono alimentati dall’energia emanata dai sentimenti altrui. Il suo scopo sarà quello di fermare una volta per tutte i Sephira, delle entità demoniache il cui compito è quello di eliminare l’umanità: fermando questo esercito, il vincitore potrà esprimere un desiderio e chiedere tutto ciò che vuole. Sappiamo tutti cosa chiederà Hinako, vero?

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Blue Reflection: un po’ di psicologia…

Durante una conversazione con una compagna di classe, ci troveremo catapultati in un universo totalmente sconosciuto chiamato Common, un mondo materializzato dalle insicurezze che vivono nell’inconscio umano. Qui inizieremo a conoscere un po’ meglio il nostro compito di Reflector attraverso il quale dovremo stabilizzare i Frammenti, ovvero i sentimenti materializzati delle persone, per aumentare i nostri poteri e salvare il mondo. Per poter stabilizzare i frammenti è necessario dunque che Hinako comunichi con le persone attorno a lei ma per raggiungere il proprio obiettivo esse dovranno avere un effettivo crollo emotivo, in modo da poter permettere alle nostre Reflector (di cui fanno parte anche Yuzu e Lime) di entrare nel loro subconscio. Così facendo, Hinako potrà capire e sentire i sentimenti altrui, sviluppando un forte senso di empatia. Ovviamente dovremo combattere e non possiamo di certo farlo con una semplice divisa scolastica (o forse si?). All’inizio del titolo, dopo essere state trasportate nel Common, avremo la possibilità di imparare i primi comandi per le battaglie: è bene sottolineare che in questo universo l’infortunio di Hinako è inesistente, quindi la ragazza potrà combattere e saltare senza troppi problemi. Tutte e tre le nostre Reflector possiedono un anello che permetterà loro di trasformarsi prima di ogni battaglia: vi ricorda qualcosa? Ebbene si, questa modalità ricorda moltissimo Sailor Moon e devo dire che mi ha strappato un sorriso gigante, da vera super fan dello storico anime giapponese.

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Un gameplay decisamente semplice

I combattimenti di Blue Reflection sono estremamente semplici da capire e, purtroppo, con il passare del tempo continueranno ad essere sempre gli stessi, candendo così nella monotonia. Essi sono caratterizzati da vari turni, sia per noi che per i mostri contro cui combatteremo: nella parte superiore dello schermo troveremo infatti la barra Timeline che verrà influenzata dai comandi che selezioneremo nel corso della battaglia.

In questo modo, dopo aver effettuato colpi speciali, potremo ritardare le mosse avversarie, permettendo alle nostre Reflector di eseguire più attacchi di seguito. Inoltre avremo la possibilità di riempire la barra Ether, che ci permetterà di eseguire vari attacchi consecutivi in un solo turno: essa, però, almeno all’inizio ci farà saltare qualche turno. Nonostante la possibilità di scegliere la difficoltà di gioco (facile, medio, difficile), le battaglie risulteranno sempre molto semplici.

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Blue Reflection: un tripudio di colori e musica

I colori e la musica sono i punti forti di questo titolo. Ci ritroviamo in un ambiente estremamente vivo, caratterizzato da colori vivaci e accesi ed accompagnato da una delicata melodia che si adatta perfettamente ad ogni tipo di situazione in cui ci troviamo. I personaggi sono stati realizzati molto bene, nonostante ci siano momenti in cui mancano di personalità. Purtroppo vi sono difetti ben più grandi, come i sottotitoli e la telecamera. L’audio, prettamente giapponese, è accompagnato da sottotitoli inglesi che non potremo cambiare: questo sicuramente crea problemi a coloro che non hanno un’estrema padronanza della lingua inglese, portandoli quindi a non comprendere a pieno ciò che succede. Il secondo difetto è la telecamera che non possiamo gestire e che, molte volte, offre inquadrature che potrebbero recare fastidio al giocatore: questo è presente solamente nelle fasi di esplorazione, poiché durante le battaglie vi è un’ottima inquadratura accompagnata da buone angolazioni. Un altro problema potrebbe essere legato al fatto che Blue Reflection sia caratterizzato da molte missioni secondarie che, la maggior parte delle volte, non sono doppiate e che risultano piatte ma fondamentali per poter progredire nella storia.

Possiamo concludere dicendo che Blue Reflection si presenta come un titolo piacevole e con un’ottima idea di base, che però si sgretola sempre di più a causa della presenza di numerosi difetti, tra cui la narrazione che talvolta risulta noiosa e dialoghi estremamente lunghi e piatti. Come detto in precedenza l’idea iniziale non era per niente male: purtroppo, però, i ragazzi di Gust non sono stati in grado di svilupparla al meglio.

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