Diciamocelo: l’anno scorso Call of Duty ha perso su tutta la linea. Il rivale di sempre è stato infatti capace di scegliere la giusta ambientazione, un avvincente approccio narrativo e un multiplayer che mescolava sapientemente la tradizione con l’innovazione. Battlefield 1 è stato un successo ed Activision ha dovuto portare a casa una sonora sconfitta, quanto meno morale visto che le vendite del franchise riescono sempre a mantenersi stabili nonostante gli alti e bassi della serie.

Quest’anno però i giocatori hanno un motivo in più per accaparrarsi l’ultimo capitolo della saga: Call of Duty WWII si è infatti rivelato un titolo interessante, divertente ed estremamente concreto.

Ve ne parlo nella immancabile recensione in 5 parole.

Plotone

Call of Duty: WWII torna sui suoi passi e abbandona le atmosfere futuristiche degli ultimi capitoli per tornare ad uno dei periodi più oscuri della storia recente: la Seconda Guerra Mondiale.

I ragazzi di Sledgehammer Games ci catapultano così sulle spiagge della Normadia, nei panni di Red Daniels, giovane soldato americano chiamato a partecipare alla liberazione della Francia dall’egemonia tedesca. Il sanguinoso sbarco degli Alleati sarà però solo il primo passo di un viaggio che ci porterà prima in terra francese e poi in Germania, un viaggio che ci permetterà di scoprire qualcosa di più sui nostri compagni di viaggio, che ci consentirà di vedere il conflitto da un inedito punto di vista e che, soprattutto, ci metterà di fronte agli orrori della guerra.

Ad arricchire questa trama, non esageratamente originale ma comunque ben scritta, ci pensa poi l’impronta prettamente cinematografica che gli sviluppatori hanno voluto dare alla campagna di questo Call of Duty: WWII. L’influenza dei grandi colossal è spesso evidente ed emerge grazie alle inquadrature perfettamente studiate, alla monumentale decadenza dell’ambiente circostante, agli scontri violenti e al ritmo serrato di questo single-player.

Purtroppo tutto questo durerà meno di 10 ore, ma vi assicuro che vale la pena sperimentarla.

Poliedrico

Il ritorno al passato non è l’unica novità di questo WWII. Accanto alla storia di Daniels e del suo plotone, troviamo anche qualche cambiamento legato alle meccaniche di gioco.

Il primo riguarda proprio i vostri compagni d’armi, ora finalmente in grado di darvi un aiuto concreto. Non solo contribuiranno a sterminare i nazisti, ma ognuno di loro sarà dotato di particolari abilità che vi consentiranno di ricevere munizioni preziose, di evidenziare i nemici e di colpire le aree da voi indicate con un mortaio.

Lo so, a prima vista non sembrano offrire un grande vantaggio ma vi assicuro che vi torneranno utili sul campo di battaglia. Due, in particolare, le skill che ho apprezzato: la prima è la già citata capacità di segnalare i nemici, cosa utilissima visto che le divise dei tedeschi sono un po’ troppo simili a quelle degli Alleati, mentre la seconda è la possibilità di farsi lanciare un kit medico. Quest’ultimo sarà indispensabile visto che in Call of Duty: WWII la salute non si rigera automaticamente mettendosi al riparo ma dovrete essere voi a trovare il tempo di curarvi.

Tutto questo contribuisce a rendere il gameplay ancora più vario, una varietà garantita anche dalla possibilità di vestire occasionalmente i panni di altri personaggi o di lanciarsi in imprese diverse dal solito, come la guida spericolata di un’auto o un po’ di sano cecchinaggio da punti sopraelevati che vi consentirà di liberare il cammino dei compagni.

C’è invece poco da dire sul gunplay di questo capitolo del franchise. Non perché sia una componente minore, ma semplicemente perché il ritorno alle armi degli anni ’40, l’abbandono degli esoscheletri e l’assenza di qualsivoglia gadget tecnologica permette a Call of Duty di ritrovare una purezza che ormai mancava troppo tempo.

(Contr)Offensiva

La modalità multiplayer ruota questa volta attorno ad un hub centrale, un quartier generale che ci obbligherà, prima di tutto, a selezionare una Divisione, ossia una specifica classe che definire l’equipaggiamento e le ricompense che guadagneremo in-game.

L’hub ci permetterà anche di accettare Ordini e Contratti, ossia obiettivi da portare a termine durante le nostre partite online.

Ad attendervi ci sono ovviamente i classici deathmatch ma soprattutto la nuova modalità Guerra, che incoraggia l’approccio cooperativo. In sostanza verrete divisi in due team, attaccanti e difensori, e ognuno avrà determinati compiti da svolgere per poter portare a casa la vittoria. Una modalità che porta una ventata fresca al comparto multigiocatore di Call of Duty e che – credetemi – vi divertirà parecchio.

Naturalmente non manca l’amatissima modalità Zombie, che vi porta questa volta in un villaggio tedesco che vi farà accapponare la pelle. L’atmosfera horror è poi accompagnata da alcuni cambiamenti, in primis l’impossibilità di riparare porte e finestre per difendersi. Dovrete quindi affidarvi ai compagni di squadra per riuscire a sopravvivere alle varie ondate di Nazi Zombies.

Regia

Il fiore all’occhiello di Call of Duty: WWII è indubbiamente l’approccio cinematografico, che regala scorci e scene incredibili, brutali e in grado di proci di fronte alla violenza di una guerra che ha fatto la storia.

Non fatevi però ingannare. Il nuovo capitolo del franchise non è scevro da difetti. A peccare è soprattutto l’intelligenza artificiale che tenta sì, accerchiamenti e attacchi mirati occasionali, ma il più delle volte risulta insufficiente.

Da notare anche alcuni cali di frame rate, mentre risultano ottime le texture, l’illuminazione e il comporto sonoro, capace di immergervi completamente nell’atmosfera.

Storia

Call of Duty: WWII non è un capitolo rivoluzionario e non vanta un comparto narrativo originale ma è un validissimo ritorno al passato che restituisce alla saga il posto che le spetta.

Il nuovo titolo di Sledgehummer Games rappresenta quindi un eccellente nuovo inizio per il franchise ed un gioco imperdibile per gli appassionati della saga che potranno divertirsi sia con la campagna e gli amati zombie sia con la nuova modalità Guerra.

Non avete mai provato COD prima d’ora? Tranquilli, le meccaniche del multiplayer semplificate lo rendono accessibile a chiunque e la campagna offre un tuffo nel passato che vi aiuterà a non dimenticare un triste capitolo della nostra storia.

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