Tre anni fu una meravigliosa sorpresa, ora è praticamente una certezza. Sto parlando del Wolfenstein di MachineGames, lo studio svedese capace di riportare ai fasti di un tempo uno sparattutto che, a quanto pare, ha ancora tanto, tantissimo da dire. Wolfenstein II: The New Colossus si è quindi rivelato un must-buy immediato per tutti gli appassionati del genere, un titolo capace di tenere i giocatori incollati allo schermo e di sfidarli proponendo un livello di difficoltà indubbiamente interessante.

Naturalmente ve lo racconto nella nostra consueta recensione in 5 parole.

Partigiano

Che William “BJ” Blazkowizc appartenesse alla schiera di quei guerrieri duri, determinati e pronti a tutti per la causa, già lo avevamo capito. Quello che invece c’era sfuggito è che il nostro amico Blazko è quasi indistruttibile. “Quasi” perché, in realtà, Wolfenstein II – The New Colossus ce lo mostra vivo ma un po’ ammaccato. Dopo aver rischiato la vita al termine del capitolo precedente, il partigiano americano si ritrova debole e reduce da un lunghissimo coma. Naturalmente non c’è tempo per la riabilitazione e nemmeno per riposarsi. Dopo pochi minuti infatti ci ritroveremo circondati da nazisti e di fronte alla crudele Frau Engel; ci toccherà quindi dare fondo a tutte le forze di BJ per riuscire a respingere l’attacco e poi raggiungere gli Stati Uniti d’America, ormai irriconoscibili a causa della guerra e dell’incontrasto dominio nazista.

Il tormentato inizio però sarà solo l’aperitivo di questo Wolfestein II. La storia procederà infatti a passo spedito, portando con sé tutti quegli elementi che hanno reso indimenticabile The New Order. Insomma, i ragazzi di MachineGames non deludono neanche questa volta e ci offrono un comparto narrativo che esalta l’esperienza single player, dimostrando come questo approccio – se ben fatto – sia perfettamente in grado di reggere il confronto con i titoli votati invece al multigiocatore.

Freno

Vi do un consiglio: scegliete con cura il livello di difficoltà del gioco perché inciderà profondamente sull’approccio che dovrete adottare.

I gradini più bassi infatti vi permetteranno di adottare un approccio decisamente più caciarone: proiettili a volontà, kit di primo soccorso ad ogni angolo, pezzi d’armatura sparsi ovunque sul terreno ma soprattutto la possibilità di lanciarsi nella mischia senza preoccuparsi troppo delle conseguenze.

Chi però deciderà di alzare l’asticella dovrà tenere a freno la propria sete di sangue. Oltre ad avere riflessi davvero fulminei, dovrete prepararvi a muovervi con prudenza, a dare la massima priorità agli ufficiali e a predilire un approccio stealth. Insomma, pazienza e cautela dovranno essere le vostre armi migliori.

Duplicato

Il gameplay di per sé somiglia a quello di The New Order ma con un’importante differenza: il sistema di dual wielding. Cosa significa? Che invece di equipaggiare una sola arma, il nostro Blazko sarà in grado di equipaggiare un’arma diversa per ogni mano.

Inutile dire che la varietà di bocche di fuoco a vostra disposizione è incredibilmente ampia, cosa che consente ai giocatori di sperimentare nuove armi, incluse pistole, fucili, doppiette e persino il nuovo Dieselkraftwerk, ma anche – e soprattutto – di trovare la combinazione perfetta per diventare inarrestabili.

Non mancano poi i kit di potenziamento, sparsi per i vari livelli e pensati per migliorare il vostro equipaggiamento. Raccoglierli vi consentirà di aggiungere silenziatori e caricatori ai fucili e alle pistole in vostro possesso, ma anche di modificare i proiettili per diventare letali macchine da guerra. Vi do un’ulteriore buona notizia: i potenziamenti non sono definitivi. Questo significa che potrete rimuoverli da un’arma per affidarli ad un’altra, aggiungendo quindi un po’ di profondità tattica al gioco.

Il corpo a corpo è invece affidato ad una comoda ascia che sì, vi aiuterà a smembrare i soldati nemici, ma potrà anche trasformarsi in un’arma da lancio ogni volta che ne avrete bisogno.

Cinereo

Quartieri devastati dalla guerra, linee della metropolitana allagata, strade americane anni ’50 e basi sotto terra: in Wolfenstein II – The New Colossus non manca davvero nulla. L’ambientazione è varia, ispirata e spesso cinerea, cosa che esalta la brutalità e il dominio nazista permettendovi di ricordare per cosa state combattendo. Ottimo anche il level design, che garantisce una discreta libertà tattica e consente agli amanti dello stealth di raggiungere l’obiettivo, a patto però che facciate davvero attenzione alle posizioni dei nemici.

L’unico neo è probabilmente rappresentato dall’hub del gioco: il sottomarino Martello di Eva. Questo mostro di metallo ospita al suo interno tutti i membri della vostra squadra ed è il punto da cui partono la maggior parte delle vostre missioni. Spesso però risulta inutilmente labirintico e arricchito da piccoli compiti senza senso, che non aggiungono davvero nulla al comparto narrativo.

Graficamente invece è difficile lamentarsi. Wolfenstein II sfrutta infatti il nuovo engine id Tech 6 che porta con sé effetti particellari e di luce decisamente migliorati, animazioni più convincenti e 60 stabilissimi fps. Certo, rimane qualche difetto ereditato dal predecessore, incluse le texture a bassa risoluzione, ma niente che incida davvero sull’esperienza di gioco.

Impossibile poi non menzionare la maestosa colonna sonora, che si rivela davvero impeccabile in ogni situazione, mentre qualcosina in più ce la saremmo aspettata dal doppiaggio: il protagonista tende ad essere un po’ troppo monocorde e il lip-sync è frequentemente impreciso.

Monumentale

Wolfenstein II

Wolfenstein II – The New Colossus è un titolo imperdibile. I ragazzi di MachineGames hanno realizzato un’opera monumentale, caratterizzata da un gameplay divertente e da una sceneggiatura assolutamente appassionante e coerente.

Brutale, frenetico e a tratti commovente, il nuovo gioco pubblicato da Bethesda è la dimostrazione che no, i titoli single-player non sono morti, hanno solo bisogno di un buon mix tra storia e meccaniche di gioco per riuscire ad emergere di nuovo.

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