Qualche giorno fa – nella splendida cornice Casale San Pio V sede di Link Campus University – si è conclusa la seconda edizione di GameRome, la Roma Developers Conference, che ha permesso a studenti e sviluppatori di conoscere volti come l’eccentrico Tomonobu Itagaki (papà di serie quali Dear of Alive e Ninja Gaiden) e Denis Dyack (Eternal Darkness e Blood Omen: Legacy of Kain) ma anche di entrare in contatto con lo sviluppo di videogiochi e molto altro.

Game Rome: che cos’è?

Il Gamerome è il primo Festival interamente dedicato al mondo dei videogiochi: è un evento a cui partecipano principalmente gli sviluppatori e gli studenti, i quali hanno la possibilità di prendere parte a conferenze, workshop e, ovviamente, di divertirsi. Questa seconda edizione si è tenuta dal 24 al 26 novembre e, rispetto allo scorso anno, la location è stata cambiata: lo scorso anno infatti abbiamo avuto la possibilità di inaugurare questo Primo Festival nelle grandi sale UCI Cinemas di Parco Leonardo. Per questa nuova edizione, invece, la location si è spostata al Casale San Pio V, sede di Link Campus University, un luogo estremamente più grande ed immerso nel verde.

Il GameRome è un’opportunità per incontrare e conoscere le principali star della Game Industry, ricevendo numerosi consigli da parte dei veterani di questo settore; inoltre si ha la possibilità di partecipare a IndieRome, ovvero un hub dedicato agli indie e alla Game Jam.

Game Rome: vi raccontiamo com’è andata

Durante la giornata di sabato, la più intensa di tutto il weekend, abbiamo avuto la possibilità di partecipare a varie conferenze estremamente interessanti.

Dopo il discorso di benvenuto da parte dell’Event Director Micaela Romanini, la prima ospite della giornata è stata Mila Irek (lead quest designer di MuHa Games) che ha parlato di Random Villains ovvero come creare gli antagonisti nei giochi RNG. Al termine della sua spiegazione e dopo aver risposto ad alcune domande da parte delle persone presenti, il palco è stato occupato da altri quattro ospiti, Ivan Grieco, Giorgio Pica, Alessandro Salvador e Simone Trimarchi, per il panel eSports, more than just a game, illustrandoci la visione italiana nei confronti di questo argomento. La mattinata si è conclusa con altre due conferenze: Esports Workshop con Frank Sliwka e Phantom 8 Studio Case History con Simon Gerdesmann.

Nel pomeriggio è stato dato invece ambio spazio al talk “Producing The Machines of Horizon Zero Dawn” assieme a Dave Gomes che ha illustrato, appunto, i vari step che hanno dovuto seguire per la creazione delle macchine nel titolo Horizon Zero Dawn.

Il producer si è immerso in un lungo ed interessante discorso: dopo averci parlato del personaggio di Aloy, dei numerosi step riguardanti funzionalità, la scelta dell’open world e dopo averci svelato che la prima macchina ad essere stata creata fu il Thunderjaw (per la quale ci sono voluti circa due anni di lavoro e numerose animazioni create a mano), finalmente si è arrivati alla domanda principale: come sono state costruite le macchine presenti nel titolo?

Dave Gomes ha svelato i vari punti che hanno seguito: il primo è l’early concept ovvero la creazione di bozze semplici. Poi si inizia a creare un design base con tanto di modelli 3D: dopo questo passaggio, si crea lo scheletro del robot con annessi movimenti, animazioni ed effetti sonori ed infine vengono perfezionati prima di essere ufficialmente inseriti nel titolo.

Ciò che probabilmente mi ha colpita di più di questa conferenza è stato il poter sentire e vedere la passione fuoriuscire dalle parole di Gomes; vederlo così coinvolto con gli studenti e vedere loro stessi interessati alle sue parole. È questo che, secondo me, ha aumentato la loro voglia di scoprire nuove cose. Inutile poi sottolineare che la sala era piena. Inoltre, il suo discorso non si è semplicemente concentrato sulle macchine, ma ci ha anche spiegato l’importanza del lavoro di squadra e di quanto sia stato utile per riuscire a realizzare un progetto così importante come Horizon. Sapete che ha anche acconsentito a rilasciare un’intervista? Se siete interessati, potete trovarla qui.

Un’altra importante conferenza si è tenuta subito dopo, ovvero il panel “Diversity in the Game Industry” con la nostra Fjona Cakalli assieme a Micaela Romanini, Eleonora Lucheroni, Deborah Mensah-Bonsu e David Smith che ci hanno parlato del ruolo delle donne nel mondo dei videogiochi e dell’organizzazione Women in Games (fondata dallo stesso David Smith).

Per chi fosse all’oscuro di questa organizzazione, Women in Games è la più grande rete professionale in Europa: è impiegata a lavorare con numerosi partner europei e il suo scopo è quello di portare all’interno dell’industria del gioco più donne possibili. La presenza delle donne in questo campo è di vitale importanza e WIG si ripropone di sostenerle nel loro cammino e di dare loro la possibilità di conoscersi e lavorare assieme.

Personalmente penso che sia un’iniziativa estremamente interessante e una novità per questo campo. Da piccola ricordo che le altre bambine mi guardavano male o preferivano starmi lontana poiché passavo la pausa seduta in giardino a giocare con il mio indimenticabile Game Boy Color (ancora ricordo la faccia disgustata che feci quando mi chiesero cosa fosse “quell’oggetto simile ad una calcolatrice”); oggi, invece, sto notando che sempre più donne decidono di intraprendere questa strada e questo non può che rendermi orgogliosa e fiera.

La giornata si è conclusa con altre due conferenze: “Warner Bros. vs. Federal Trade Commissions” con Andrea Rizzi, in cui si è parlato di un argomento abbastanza sconosciuto, ovvero i vari step burocratici ed economici da seguire se si vuole mettere sul mercato il proprio videogame, e “Products planning and pitch” con Giuseppe Crugliano.

Durante la giornata di domenica, invece, dopo una seconda apparizione di Tomonobu Itagaki e quattro nuove conferenze, siamo arrivati al termine di questa seconda edizione che si è conclusa con la “GameRome Awards Ceremony”, in cui sono stati consegnati vari premi, tra cui quelli per i vincitori della Game Jam.

Game Rome: le date dell’edizione 2018

Per chiudere in bellezza Micaela Romanini ci ha annunciato le date della terza edizione: il prossimo Game Rome si terrà da mercoledì 21 a venerdì 23 novembre 2018.

Nel corso del prossimo anno verranno rivelati tutti i dettagli di cui avremo bisogno riguardo la prossima edizione che si terrà, anche nel 2018, nello splendido Casale San Pio V, sede di Link Campus University.

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