L‘universo non è mai stato tanto piccolo e (relativamente) facile da esplorare come in questo titolo indie, dove ci caleremo nei panni di una donna alla scoperta dei vari pianeti che compongono un sistema solare del tutto estraneo a quello reale, e che dunque non vediamo l’ora di conoscere più da vicino.

Stiamo parlando di Morphite, sviluppato dal team Crescent Moon Games, e pensato per dispositivi mobile (Android e iOS) ma anche console quali PS4, Xbox One, PC (Steam) e, a breve, persino Nintendo Switch.

Morphite è un tipico FPS di azione e avventura dove però la caratteristica principale non è tanto quella di dover sparare a fuoco spianato contro miliardi di nemici, quanto l’esplorazione dei diversi mondi con cui veniamo a contatto. Questa caratteristica è comprovata dalla possibilità dell’uso di uno scanner per poter analizzare al meglio i vari elementi naturali che ci circondano man mano che procediamo sul nostro percorso, archiviando i vari dati in uno dei menu a disposizione.

Scopriamo quindi qual è la storia alle spalle di questo titolo piuttosto particolare. Siamo alle prese con la scoperta di molti pianeti e mondi calandoci nel personaggio di Myrah Kale, una ragazza dalle fattezze poco tratteggiate e molto simili a quelle di un robot che deve scoprire il mistero attorno ad una sostanza abbastanza misteriosa, chiamata appunto Morphite. La protagonista non sarà sola: viaggeremo in compagnia del nostro anziano maestro, Mr Mason, e del nostro fido gatto “spaziale”, Kitkat, che non mancherà di farci battute e scherzetti durante l’avventura, mentre ci dà consigli ed indicazioni su come procedere.

Il gameplay quindi si basa molto sulla possibilità di scoperta e analisi del territorio del mondo su cui ci troviamo, anche se questo non significa che si tratti di una sorta di open world. Infatti le zone percorribili sono relativamente ristrette e disegnate per condurci esattamente verso la meta. I nemici non sono troppo pericolosi, né difficili da annientare, anche se di questi sottolineiamo una relativa noiosità del design, senza troppe differenze di fondo nella varietà di insetti e mostri che andremo ad affrontare.

I quindici pianeti che rientrano nel percorso narrativo riservano ovviamente più sorprese e dettagli, mentre in molti casi i mondi che decidiamo di esplorare senza seguire lo svolgimento della storia principale appaiono un po’ poveri e senza sorprese rilevanti, ribadendo il fatto che il titolo non nasca come open world liberamente percorribile.

Inoltre è da sottolineare come i comandi touch – l’abbiamo giocato su un device Android – siano abbastanza responsivi al tocco del giocatore (ma non sempre velocissimi), anche se i salti che possiamo effettuare non sono poi così elevati e spesso non siamo riusciti ad avere la percezione esatta di quanto riusciamo effettivamente a elevarci. Un altro aspetto non molto positivo, anche se solo in parte rilevante, ha a che fare con l‘intro del gioco; ogni qualvolta avvieremo il gioco (almeno su mobile), non ci sarà modo di saltare la prima parte narrativa, risultando un po’ lento già in fase di avvio.

Questo però cambierà man mano che si avanza, quando dovremo vivere frequenti cambi di rotta, scansioni extra e ricavare abbastanza denaro per potenziare i vari componenti della navicella o l’armatura di Myrah. Proprio durante l’avventura avremo a che fare con il salvataggio automatico dei nostri progressi, senza però la possibilità di farlo autonomamente quando lo desidereremo.

Per i colori così vivaci, di base fondamentalmente blu, fucsia e verde (ma senza particolari altre sfumature di tonalità), il gioco sembra basarsi in parte su una potenziale falsa riga di titoli come Matterfall o, ancora più importante, Metroid (in quest’ultimo caso, anche per una vicinanza con l’idea di base). Le forme squadrate e abbozzate dei panorami e di quello che ci circonda ricorda anche i disegni che caratterizzano l’utopico Bounce, anch’esso di recente uscita.

Questi non sono gli unici stereotipi e risonanze con altri titoli che abbiamo riscontrato: tipico delle storie è la figura dell’anziano, una sorta di mentore e insegnante che ci guida lungo il cammino, o più semplicemente ci indica cosa fare della nostra vita e in quale missione imbarcarci, risultando dunque un personaggio secondario (come in un indie piuttosto recente, My Uncle Merlin).

In conclusione possiamo tranquillamente sostenere che Morphite sia un gioco molto adatto ai disposiviti mobile e per giocatori che siano alla ricerca di un FPS senza però troppe pretese, rimanendo di fronte a un titolo tranquillo e pressoché privo di adrenalina, ma consentendoci di vivere una serena esplorazione dello spazio e soddisfacendo la nostra sete di scoperta.

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